L’idea che la vera e unica Chiesa di Cristo non corrisponda a una società visibile (la Chiesa Romana[1]), ma che sia una realtà spirituale senza limiti precisi e trascendente le comunità storiche, è una vecchia eresia che, riesumata dai protestanti, funge da base alla nuova ecclesiologia del «subsistit in» di Lumen gentium[2] e a tutto la teoria e la pratica dell’ecumenismo[3]. San Francesco di Sales, che dedicò tutta la sua vita a convertire gli eretici, confuta questo gravissimo errore nel seguente discorso.

Poiché i nostri avversari hanno riconosciuto, sopra ogni cosa, che la successione delle sacre missioni è la pietra di paragone su cui la loro dottrina si rivela falsa, cercano con ogni sforzo di deviare o evitare la prova invincibile che noi traiamo dai segni evidenti e visibili della vera religione. Per questo motivo, sostengono che la Chiesa sia invisibile e impercettibile e, di conseguenza, del tutto priva di note esterne. Dal canto mio, credo fermamente che questa loro opinione errata sia il fulcro di tutte le loro assurdità. Persino gli stessi pagani hanno creduto che la Chiesa cristiana fosse visibile, almeno per quanto riguarda la Chiesa militante fondata da Gesù Cristo; di essa la Sacra Scrittura offre continue testimonianze, ben diverse da una chiesa ipotetica e mal concepita che ogni eretico può immaginarsi a proprio piacimento. È innanzitutto certo che in tutta la Sacra Scrittura non si troverà mai traccia della Chiesa attuale intesa come una società invisibile; ne esporrò qui, con la massima fedeltà, le ragioni. Gesù Cristo, nostro Redentore e Maestro, per ogni difficoltà o dissenso – sia di dottrina che di morale – ci rimanda sempre alla santa Chiesa per ottenerne l’infallibile soluzione. San Paolo insegna a Timoteo come i cristiani debbano vivere concretamente nella Chiesa. Egli stesso fece convocare gli anziani della chiesa asiatica, mostrando loro come fossero stati costituiti dallo Spirito Santo per reggere la Chiesa. Egli stesso, infine, fu inviato dalla Chiesa insieme a San Barnaba Egli stesso fu inviato dalla Chiesa insieme a San Barnaba e da quelle stesse chiese fu ricevuto per confermarle e per ordinarvi i sacri pastori, i vescovi e i sacerdoti. Ora, come si potrebbe riferire tutto questo a una Chiesa invisibile e immaginaria? E dove mai avrebbe potuto trovare una simile chiesa per presentarvi ricorsi giudiziari, per viverci e per governarla? Eppure, nel momento in cui la Chiesa inviò San Paolo, essa stessa lo ricevette altrove; quando egli la confermò, vi istituì dei sacerdoti; la radunò, la confortò e la benedisse, per rimediare al fatto di averla perseguitata in precedenza. Tutte queste cose e queste azioni esterne e visibili si compivano forse soltanto per fede, per metafora o per illusione? Non posso credere che vi sia qualcuno convinto che questi non fossero atti e operazioni pienamente visibili; infatti, quando San Paolo scriveva a una delle Chiese, non indirizzava certamente le sue lettere a una chimera, ma direttamente a quella specifica Chiesa, visibile ed esistente Inoltre, i pastori e i dottori della santa Chiesa sono certamente visibili: di conseguenza, anche la Chiesa stessa deve esserlo. Perché, ditemi per favore, i pastori e i dottori della santa Chiesa non sono forse essi stessi parte di questa Chiesa? Non è forse necessario che i pastori e i sacri dottori si riconoscano tra loro? Non è necessario che le pecorelle comprendano la voce del loro pastore e che, vedendolo, lo seguano? Non occorre forse che il pastore vada in cerca della pecorella che si è smarrita e che riconosca il proprio recinto e la propria mandria? Sarebbe davvero un curioso tipo di mandria quella che non potesse conoscere il proprio pastore né ascoltare il suo richiamo! Per quanto mi riguarda, signori, non so se vogliate costringermi a provare uno per uno che tutti i pastori della santa Chiesa siano sempre stati visibili; d’altronde, vedo che negate anche altre cose del tutto evidenti. In nome di Dio: San Pietro era un pastore, e io lo credo perché il Signore gli disse: “Pasci il mio gregge”. Allo stesso modo gli Apostoli furono pastori, eppure sono stati tutti visibili. Io credo a quanto San Paolo disse ai pastori delle chiese: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, nel quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi per reggere la Chiesa di Dio”. Credo, dico, che egli allora vedesse, o potesse vedere, tali pastori; o almeno li vide sicuramente quando essi, come si fa con un buon maestro e pastore, gli si gettarono al collo baciandolo e bagnandogli il viso di calde lacrime. Credo, ripeto, che in quel frangente egli li sentisse e li toccasse, oltre che vederli; e me lo conferma il fatto che piangessero così amaramente per la sua partenza, specialmente per le parole che rivolse loro, dicendo che non avrebbero più rivisto il suo volto. Essi dunque vedevano San Paolo in quel momento, e San Paolo certamente vedeva loro. Ma ditemi, infine, per grazia: Zwingli, Lutero, Calvino, Ecolampadio, Beza e Marot, non sono forse stati i vostri pastori visibili? Certamente molti tra di voi, ancora oggi, sono tra quelli che li hanno visti; eppure non negate che siano stati ministri della vostra presunta chiesa. Dunque, se si vedono i pastori, di conseguenza si vedono anche le pecorelle che costituiscono l’ovile di Cristo, ovvero la santa Chiesa. Il compito principale della Chiesa di Dio è regolare la predicazione della parola divina e amministrare i santissimi sacramenti; poiché tutte queste azioni sono visibili e manifeste, anche la Chiesa deve necessariamente essere visibile … Ma, Dio buono! Ancora vi domandate se la santa Chiesa sia visibile? Che cos’è mai questa Chiesa, se non una sacra assemblea di uomini in carne e ossa? Eppure continuate a dire che si tratti di uno spirito o di un fantasma, visibile solo per illusione; affermare ciò non è altro che un ostinato delirio. Ditemi, per favore: cosa vi inganna su questo punto, e da dove nascono in voi questi dubbi e sospetti? Volete vedere le mani vere e proprie di questa Chiesa? Guardate i suoi sacri ministri, i suoi governatori e i suoi ufficiali. Volete vederne i piedi? Riconosceteli nei suoi ferventi predicatori, i quali la portano e la diffondono ora a oriente, ora a occidente, ora a mezzogiorno e ora a settentrione; e tutti costoro sono di carne e ossa, esattamente come voi. Toccate con mano, fratelli erranti, e riunitevi a lei come figli umili; gettatevi nel dolce seno di questa madre amorevole e benigna. Vedetela qui presente; osservate bene tutto il suo corpo sacro e guardate quanto è bella! Vi accorgerete certamente che è visibile in ogni sua parte; d’altronde, una realtà puramente spirituale non è visibile e non ha un corpo, mentre avrete ormai compreso che la Chiesa lo possiede.

Discorsi di sacre controversie di S. Francesco di Sales, Napoli, Marghieri Editore, 1859, pp. 41-47

Testo leggermente ammodernato nella morfo-sintassi.


  1. Vedi: “Ex quo nono”. Una lettera di S. Pio X sul ritorno dei dissidenti orientali all’unità della Chiesa e lo schema conciliare originario De ecclesia. ↩︎
  2. Vedi: L’errore vaticanosecondista di “Lumen gentium” e Spiegazione semplice semplice dell’errore della collegialità di “Lumen gentium”. ↩︎
  3. Vedi: Spiegazione semplice semplice del perché l’ecumenismo non è accettabile da un cattolico. ↩︎


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