«La prima condizione d’una sicura santità – scrive il card. Schuster – è una perfetta ortodossia». E sant’Antonio Abate, vero santo, gloria dell’Egitto cristiano, esercitò eroicamente la virtù della fede scagliandosi contro gli eretici del suo tempo, gli Ariani. Il seguente passo del p. Pedro de Pedro de Ribadeneira ci mostra come egli non fu tra i fautori dell’ecumenismo, tanto predicato e praticato dai gerarchi modernisti della «chiesa conciliare», ma condannato senza mezzi termini dai Romani Pontefici (san Pio X, Pio XI, Pio XII).

Sant’Antonio fuggiva la compagnia di tutti quelli che erano separati dalla Chiesa e insegnava che il vero cattolico deve abborrirli e fuggirli più che le serpi velenose. Lo stesso Santo li avversava profondamente, opponendosi alla loro empietà e al loro furore. Scrisse una volta a un capitano chiamato Balacio (che perseguitava i cattolici con incredibile crudeltà per conto del falso vescovo ariano Gregorio), esortandolo a moderarsi e a pensare alla propria anima, poiché l’ira di Dio era vicina se non si fosse emendato. L’eretico, ricevuta la lettera, se ne rise: la gettò in terra, vi sputò sopra e la calpestò. Ma il castigo non tardò: pochi giorni dopo, un cavallo solitamente mansueto gli diede un morso nel fianco, a causa del quale, dopo tre giorni, morì miseramente per l’ingiuria fatta a Sant’Antonio. Un’altra volta, mentre si trovava sul suo monte lontano dall’Egitto, vide in spirito la tragedia che gli eretici Ariani avrebbero compiuto ad Alessandria. Prostrato a terra, cominciò a piangere, sospirare e pregare il Signore affinché non permettesse una calamità così grande. Gli fu infatti rivelato in visione che molti muli e altre bestie prendevano a calci l’altare di Dio, gettandolo a terra: quelle bestie erano gli eretici Ariani che avrebbero presto distrutto le chiese e rovinato gli altari. Il Signore, tuttavia, consolò il Santo afflitto rivelandogli la vittoria finale della Chiesa Cattolica: una volta vinti e distrutti i suoi nemici, essa avrebbe fiorito con maggiore prosperità e gloria di prima. Sant’Antonio raccontò tutto ai suoi discepoli, i quali, vedendolo finalmente consolato, si rallegrarono con lui. Durante quella stessa persecuzione, chiamato da Sant’Atanasio, Antonio si recò ad Alessandria per opporsi al furore degli eretici e animare i cattolici afflitti. Come scrive Sant’Atanasio, il frutto della sua predicazione fu meraviglioso: i nemici della verità restarono confusi e attoniti, i figli della Chiesa gagliardi e allegri. Perfino i Gentili rimasero stupefatti dall’ingegno e dalle profonde ragioni di Antonio; sebbene non avesse studiato i libri dei filosofi, egli era stato interiormente ammaestrato dal Signore con una sapienza celeste alla quale la vana filosofia del mondo non poteva resistere.

Flos sanctorum, Venezia, 1753, pp. 110-111. Testo ammodernato nella forma e nel lessico.

🔴Sant’Antonio Abate, Patriarca dei Cenobiti



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