di Red.

«Preoccupazione», «delusione», «malcontento», «flop»: sono le parole che si susseguono sulle reti sociali. Ma, come avevamo accenato prima che il Concistoro iniziasse (qui e qui), e in generale dal principio del nuovo regno (qui), non era una previsione impossibile.

Insomma, anche il Concistoro – presentato da mesi con un’attesa in certi casi al limite del messianico – è finito nell’ennesimo pastrocchio, con tanto di beffa oltre al consistente danno per il variegato mondo di mezzo conservator-vaticansecondista. Il tema “liturgia” – in ogni caso poco più di un mirco-contentino – è stato di fatto snobbato per lasciare spazio all’argomento chiave della sinodalità. C’è chi dice che il secondo giorno sia stato meno disastroso del primo, c’è chi punta tutto sul nuovo miraggio del riconvocato Concistoro (fine giugno 2026), ma la sostanza dei fatti è lì da vedere.

Finché il livello di analisi resterà solo ai sintomi (rectius: a una parte dei sintomi) e non alle cause reali, il ciclo illusione-delusione continuerà a galoppare e la tentazione del disfattismo, purtroppo, a farsi largo.

Per cambiare paradigma e passare dalla lamentela sterile condita di sogni alla realtà dei fatti storici e delle certezze dottrinali è necessaria una sinergia di volontà e intelletto (che ci riguarda tutti, in ogni campo), dunque di formazione e scelte concrete. Anche di questo si tratta nella puntata “Concistoro venezuelano: le false alternative nella Chiesa e nello scenario internazionale“.


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi in corso, rimandiamo a due testi fondamentali: Parole chiare sulla Chiesa e Golpe nella Chiesa.


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Imm. modif. di Zachary DeBottis: https://www.pexels.com/it-it/foto/silhuoette-di-una-persona-2953863/