di Tommaso da Kempis

Sono poi specialmente di tre sorta le vesti ordite con mirabile artificio dello Spirito Santo, che Cristo diede in dono a s. Agnese sua sposa in quanto che niun’amatore fuori di lui solo amasse, né guardasse, né ci facesse parola, acciocché per avventura non diminuisse l’amore di lui, o adombrasse, o estinguesse; lo che sarebbe assai indecente, ed impedirebbe grandemente la devozione di chi prega. Senza fallo la prima veste di cui fu vestita la beatissima Agnese una delle vergini sapienti, è la bianca tunica talare più lucida del cristallo, più monda del bisso, più candida della neve. E questa dicesi l’inviolabile verginità, a Dio carissima, accetta agli angeli, e molto onorevole innanzi agli uomini … La seconda veste è rossa o purpurea colorata dal prezioso sangue dell’agnello immacolato di Gesù Cristo, e di molti bianchi fiori vagamente adornata. E questa chiamasi pazienza insuperabile, o costanza infatigabile. In questa veste si contengono tutti i segni, e piaghe della passione del Signore le quali eziandio. per mezzo di quattro angoli si trovano impresse d’avanti, e di dietro del l’anima che ama. Questi sono i segni del divino amore, e scudi d’invitta sapienza contro i dardi del demonio cioè la croce santa, i chiodi, la lancia, la verga, la fune, la colonna, la veste biancha e rossa, il fiele, la canna, i sputi, i flagelli, la corona di spine, e gli altri molti improperî, e dure piaghe … Con questa nobile e purpurea veste si ricoprì il Signore nostro Gesù Cristo, re dei martiri, e sposo delle vergini nella sua beata e benedetta passione portando la corona di spine, e il purpureo vestimento per la nostra salute a conforto dei timidi di cuore nelle tribolazioni per qualunque contumelia o ingiuria che venga loro fatta, acciocché dopo lieve e temporale tribolazione nel mondo, sieno fatti meritevoli dell’ immarcescibile corona nel cielo. Imperciocché ogni tribolazione pazientemente tollerata per lo amore di Cristo, dà la speranza certa di regnare eternamente con Cristo. Questa santa e regal veste diede Cristo alla diletta sposa sua, alla nobile vergine s. Agnese nel tempo della persecuzione de’ cristiani nella santa città di Roma affinché seguisse le orme della sua passione col sostenere le contumelie, e le minacce degli empî per la fede e la castità munita di grande costanza sull’empio di molti martiri, ed innumerabili vergini innocentemente uccisi per il nome Cristo. Per lo trionfo dè quali lodevole, e per la ineffabile gloria ora la s. madre Chiesa loda Cristo e magnificamente giubila in tutto il liberari ab omni pressura et miseria. La terra veste di s. Agnese è il manto d’oro di ricco broccato in luogo del velo della verginità che cinge d’intorno, ricopre, ed adorna il corpo della vergine. E perché agli occhi dei risguardanti più chiaramente risplenda ed apparisca è tempestato di molte pietre preziose e risplendenti gemme. E questa veste è la più nobile delle altre intessuta con mirabile artificio dello Spirito Santo, e dai dotti e sapienti rettamente chiamasi e degnamente carità inestinguibile, della quale il beato Paolo dice che mai vien meno.

Domenico Bartolini, Gli atti del martirio della nobilissima Vergine romana S. Agnese, Roma, 1858, pp. 331-336

🔴La benedizione papale degli agnelli di sant’Agnese

🔴Schuster, Liber Sacramentorum – La Natività di Sant’Agnese



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