AGGIORNAMENTO (E CONFERMA): La (prevedibile) delusione del fronte conservatore-moderato al Concistoro: ennesima doccia fredda per chi non vuole andare all’origine delle questioni
di Red.
Già ieri ci eravamo occupati del Concistoro con l’articolo Più che un Concistoro è un mini-Sinodo (già arrivano le gomitate liberal e le “propostone” trad-cons) e scrivevamo: «L’aria è frizzante, anche se il sospetto che siamo all’ennesimo atto gattopardesco “cambiare tutto per non cambiare niente” risulta tutt’altro che peregrino».
Nessuno conosce il futuro ma i temi posti da Leone XIV nell’Udienza Generale che sta precedendo di poche ore l’apertura dei lavori, paiono l’ennesima conferma della piena continuità riscontrata sino ad oggi.
Il discorso inizia annunciando un nuovo ciclo di catechesi a tema “il Concilio Vaticano II attraverso i suoi documenti” per “riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale”: “Il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli; ha guardato alla Chiesa alla luce del Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo; ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio“.
Ancora più netto in seguito: “Dobbiamo ancora realizzare più pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale e, dinanzi alle sfide odierne, siamo chiamati a rimanere attenti interpreti dei segni dei tempi. […] Quanto disse San Paolo VI ai Padri conciliari al termine dei lavori, rimane anche per noi, oggi, un criterio di orientamento; egli affermò che era giunta l’ora della partenza, di lasciare l’assemblea conciliare per andare incontro all’umanità e portarle la buona novella del Vangelo, nella consapevolezza di aver vissuto un tempo di grazia in cui si condensavano passato, presente e futuro“.
Verrebbe da chiedersi come abbiano fatto per duemila anni santi del calibro di un Agostino d’Ippona, di un Francesco d’Assisi, di un Tommaso d’Aquino o di un Giovanni Bosco ad agire tutto sommato benino prima della fatidica “ora della partenza” dal Vaticano II, ma passiamo oltre in quanto la conclusione non lascia spazio a dubbi.
Leone XIV cita il predecessore: “Riscoprire il Concilio, dunque, come ha affermato Papa Francesco, ci aiuta a «ridare il primato a Dio e a una Chiesa che sia pazza di amore per il suo Signore e per tutti gli uomini, da lui amati»“. Insomma un invito ad accostarsi ai documenti del Vaticano II – riporta VaticanNews – per vederne “la profezia e l’attualità”, interrogarsi sul presente e “correre incontro” all’umanità.
Commenti superflui.
Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi in corso, rimandiamo a due testi fondamentali: Parole chiare sulla Chiesa e Golpe nella Chiesa.
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