di Red.
Una nuova puntata nella lunga lista di conferme circa la piena continuità Leone-Francesco, peraltro ben chiara fin dagli inizi.
Il solito gioco m’ama – non m’ama del mondo conservatore moderato viene interrotto bruscamente, ancora una volta, da una doccia fredda di parole vaticane abbondanti e specifiche allo stesso tempo. Insomma: non diversamente interpretabili.
Incaponirsi a difendere l’indifedibile e a conciliare l’inconciliabile ha prodotto in questi mesi una rassegna di previsioni sbagliate simili a quelle sentite nei primi anni di Francesco. Si fa dunque sempre più evidente l’urgenza di comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi in corso (vedere i due testi fondamentali e sempre attuali: Parole chiare sulla Chiesa e Golpe nella Chiesa). Soprattutto evitando tentennamenti e finte soluzioni.
Ma veniamo al fatto del giorno. Giovedì 29 gennaio 2026 Leone XIV rivolge un caloroso discorso ai partecipanti all’Assemblea Plenaria del Dicastero per la Dottrina della Fede. Ci limitiamo a riportarne ampi estratti, con grassettature nostre, perché ogni commento risulta superfluo.
Buongiorno e benvenuti!
Signori Cardinali,
cari fratelli nell’episcopato,
cari fratelli e sorelle,
con gioia vi accolgo in occasione della vostra Sessione Plenaria. Saluto e ringrazio cordialmente il Prefetto del Dicastero con i Superiori e gli Officiali. Conosco bene il prezioso servizio che svolgete, allo scopo – come dice la Costituzione Praedicate Evangelium – di «aiutare il Romano Pontefice e i Vescovi nell’annuncio del Vangelo in tutto il mondo, promuovendo e tutelando l’integrità della dottrina cattolica sulla fede e la morale, attingendo al deposito della fede e ricercandone anche una sempre più profonda intelligenza di fronte alle nuove questioni» (n. 69).
Vostro compito è offrire chiarimenti circa la dottrina della Chiesa, mediante indicazioni pastorali e teologiche in merito a questioni spesso assai delicate. A questo scopo, negli ultimi due anni il Dicastero ha pubblicato diversi documenti; ne ricordo i principali: la Nota Gestis verbisque, sulla validità dei Sacramenti (2 febbraio 2024), che ha offerto istruzioni chiare per risolvere casi dubbi relativi alla loro amministrazione; la Dichiarazione Dignitas infinita,circa la dignità umana (2 aprile 2024), che ha ribadito l’infinita dignità di ogni essere umano, oggi gravemente messa in pericolo, in particolare dalle guerre in corso e da un’economia che mette al primo posto il profitto; le Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali (17 maggio 2024), che hanno consentito di risolvere casi relativi a tali eventi, tra i quali quello attinente all’esperienza spirituale di Medjugorje, a cui è stata specificatamente dedicata la Nota La Regina della Pace (19 settembre 2024); la Nota Antiqua et nova, elaboratain collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione (28 gennaio 2025), cheoffre un’ampia e precisa considerazione del rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana; la Nota dottrinale Mater Populi fidelis, su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza (4 novembre 2025), che incoraggia la devozione popolare mariana, approfondendone i fondamenti biblici e teologici, e al contempo offre precisi e importanti chiarimenti per la mariologia; infine la Nota dottrinale Una caro. Elogio della monogamia, sul valore del Matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca (25 novembre 2025), che approfondisce in modo originale la proprietà dell’unità del Matrimonio tra un uomo e una donna.
Tanto lavoro gioverà certamente molto alla crescita spirituale del santo e fedele Popolo di Dio. Nel contesto di cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, esso offre infatti ai fedeli una parola pronta e chiara da parte della Chiesa, specialmente in merito ai molti nuovi fenomeni che si affacciano sulla scena della storia. Dà inoltre preziosi orientamenti ai Vescovi per l’esercizio della loro azione pastorale, come pure ai teologi, nel loro servizio di studio e di evangelizzazione.
[…] Come ho ricordato in occasione del recente Concistoro straordinario, noi «vogliamo essere una Chiesa che non guarda solo a sé stessa, che è missionaria, che guarda più in là, gli altri»; [3] una Chiesa che annuncia il Vangelo, soprattutto attraverso la forza dell’attrazione, come più volte hanno ribadito i miei predecessori Benedetto XVI e Francesco. [4] […]
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