La Chiesa Romana il 6 gennaio commemora tre misteri: l’adorazione dei Magi e la vocazione dei Gentili, il Battesimo del Signore e il primo miracolo di Gesù a Cana; ma dà maggior rilevanza al primo in quanto, come avverte dom Gueranger, «questo grande mistero è sommamente glorioso a Roma che, da capitale della gentilità quale era stata fino allora, è diventata la capitale della Chiesa cristiana e dell’umanità, per la vocazione celeste che chiama oggi tutti i popoli alla mirabile luce della fede, nella persona dei Magi». Giustamente quindi il cardinale Bartolomeo d’Avanzo chiamava l’Epifania «festa del Papato». Ora vediamo in sintesi come i Sommi Pontefici, fino alla Presa di Roma del 1870, celebravano questa solennità. Ci serviremo come al solito dell’aureo libro “Le cappelle pontificie” (Venezia, 1841, pp. 174-177) del grande erudito cav. Gaetano Moroni.
Il 5 gennaio aveva luogo nella cappella papale il canto dei primi vespri dell’Epifania. La coltre del trono papale e il trono stesso sono di lama d’argento. Il paliotto dell’altare era bianco. L’arazzo sopra l’altare rappresentava l’adorazione dei Magi. Il Pontefice prendeva parte alla Cappella coi paramenti soliti: falda, manto bianco chiuso col razionale e mitra in lama d’oro. Benedetto il Sacro Collegio, egli si inginocchiava ai piedi dell’altare per una preghiera personale, quindi ammetteva i Cardinali all’ubbidienza. Concluso questo rito, dopo aver recitati il Pater e l’Ave, intonava il Deus in adiutorium, reggendo il libro e la candela due Vescovi assistenti al Soglio. Ai lati del trono pontificio stavano i due primi Cardinali Diaconi e sulla sinistra il primo Cardinale Prete con la cappa sciolta e la berretta in mano. Le antifone, i salmi, il capitolo, l’inno venivano intonati e cantati dai cantori. Intonata l’antifona al Magnificat, il Papa sedeva e infondeva l’incenso nel turibolo; quindi si segnava all’inizio del cantico della Vergine e andava a incensare l’altare. I due cardinali diaconi reggevano le fimbrie del manto, mentre due Uditori di Rota e altrettanti Camerieri Segreti Partecipanti reggevano lo strascico e la falda. Conclusa l’incensazione dell’altare, il Pontefice tornava al trono e veniva incensato dal primo Cardinale Prete. Questi viene poi incensato da un Votante di Segnatura in rocchetto e cotta, che faceva lo stesso rispetto ai due Cardinali Diaconi. Al canto del Gloria Patria ricevevano l’incensazione i Cardinali; alla replica dell’antifona i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi assistenti al Soglio, il Governatore di Roma e il Principe Assistente. La Cappella si chiudeva con la consueta benedizione apostolica.
In tempi remoti il Papa celebrava la messa del 6 gennaio in San Pietro, ma in seguito anche questa funzione si spostò nella Sistina del Vaticano o nella Paolina del Quirinale. Il Pontefice entrava in Cappella redimito della tiara e assisteva alla messa pontificale celebrata da un Cardinale Vescovo. Recitava l’omelia il procuratore generale dei Servi di Maria, privilegio che fu confermato da Innocenzo VIII nel 1484.
🔴Schuster, Liber Sacramentorum – L’Epifania del Signore
🔴L’Epifania come festa del Papato
🔴Dom Gueranger – L’Epifania e la Romanità della Chiesa.
🔴Sermone di san Leone Magno sull’Epifania
🔴Cosa significano i doni dei Magi? Ce lo spiega San Gregorio Magno.
🔴L’Epifania e la cecità dei Giudei. Un sermone di S. Agostino
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🔴[Devozioni Romane] L’Ottavario dell’Epifania a Sant’Andrea della Valle


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