Nel 1971 sessanta importanti «studiosi, intellettuali e artisti residenti in Inghilterra», cattolici e non, indirizzarono a Paolo VI la seguente petizione:
Se un qualche decreto insensato ordinasse la distruzione totale o parziale di basiliche o cattedrali, allora ovviamente sarebbero le persone colte – qualunque siano le loro convinzioni personali – a insorgere inorridite per opporsi a una simile eventualità. Ora, il fatto è che basiliche e cattedrali furono costruite per celebrare un rito che, fino a pochi mesi fa, costituiva una tradizione vivente. Ci riferiamo alla Messa cattolica romana. Eppure, secondo le ultime informazioni provenienti da Roma, vi è il piano di cancellare tale Messa entro la fine dell’anno in corso. Uno degli assiomi della propaganda contemporanea, sia religiosa che laica, è che l’uomo moderno in generale, e gli intellettuali in particolare, siano diventati intolleranti verso ogni forma di tradizione e siano ansiosi di sopprimerle per mettere qualcos’altro al loro posto. Ma, come molte altre affermazioni della nostra macchina pubblicitaria, questo assioma è falso. Oggi, come in tempi passati, le persone colte sono all’avanguardia nel riconoscimento del valore della tradizione, e sono le prime a dare l’allarme quando essa è minacciata. Non stiamo considerando in questo momento l’esperienza religiosa o spirituale di milioni di individui. Il rito in questione, nel suo magnifico testo latino, ha anche ispirato una moltitudine di successi inestimabili nelle arti – non solo opere mistiche, ma opere di poeti, filosofi, musicisti, architetti, pittori e scultori di ogni paese ed epoca. Pertanto, esso appartiene alla cultura universale così come agli ecclesiastici e ai cristiani praticanti. Nella civiltà materialistica e tecnocratica che minaccia sempre più la vita della mente e dello spirito nella sua espressione creativa originale – la parola – sembra particolarmente disumano privare l’uomo di forme verbali in una delle loro manifestazioni più grandiose. I firmatari di questo appello, che è interamente ecumenico e apolitico, provengono da ogni ramo della cultura moderna in Europa e altrove. Essi desiderano richiamare l’attenzione della Santa Sede sulla spaventosa responsabilità in cui incorrerebbe nella storia dello spirito umano qualora rifiutasse di permettere alla Messa Tradizionale di sopravvivere, anche se tale sopravvivenza avvenisse fianco a fianco con altre forme liturgiche.
Montini, con un decreto della Sacra Congregazione del Culto Divino firmato da Bugnini, concesse alla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles di accordare a certi gruppi e in certe occasioni il permesso di celebrare la Messa Romana col Messale precedente il Novus Ordo, ma con le modifiche degli anni 1965-67.
Siccome fra i firmatari della petizione vi era la notissima scrittrice Agatha Christie, la concessione montiniana prese il nome di “Indulto di Agatha Christie“. Tra le altre firme si ricordano quelle di Graham Greene (cattolico) e Robert Graves.


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fonte immagine https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Agatha_Christie_in_a_play_at_Cocokington_Court.jpg?uselang=it
