I santi Magi furono condotti al Dio Bambino da una stella, San Tommaso ci fa riflettere sui significati mistici di questo astro.
L’Evangelista [San Matteo] in primo luogo mette la guida della stella; in secondo, l’effetto gioioso di questa guida: «l vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia». E si noti che la stella in primo luogo compie la sua funzione con il suo movimento, poiché conduceva direttamente i magi a Cristo; allo stesso modo manifesta con la sua posizione il luogo del fanciullo: «Finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino». Perciò, riguardo al primo punto dice: «Li precedeva». Dal fatto che dice: «Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva», si dà a intendere che quando i Magi deviarono verso Gerusalemme, la stella scomparve; quando invece si allontanarono da Erode, apparve. Scomparve per tre motivi. Primo, per la confusione dei Giudei: questi, pur essendo istruiti nella Legge per cercare Cristo, lo disprezzano, mentre i Pagani, che non lo erano, lo cercano. In ciò si adempie quel passo di Isaia: «Nazioni che non ti conoscevano accorreranno a te» (55,5). Secondo, per l’istruzione dei Magi: il Signore non volle manifestarsi a loro solo attraverso la stella, ma anche attraverso la Legge, affinché alla conoscenza delle creature si aggiungesse la conoscenza della Legge [i Magi ricevono le istruzioni sul luogo della nascita del Messia dai sacerdoti e dagli scribi]. Terzo, per la nostra istruzione. E siamo istruiti rispetto a due cose, secondo la Glossa. Primo, siamo istruiti sul fatto che coloro che cercano l’aiuto umano vengono abbandonati da quello divino. È infatti illecito cercare l’aiuto umano non cercando quello divino: «Guai a quanti scendono in Egitto per cercar aiuto, e pongono la speranza nei cavalli, confidano nei carri perché numerosi e sulla cavalleria perché molto potente, senza guardare al Santo di Israele e senza cercare il Signore» (Isaia 31,1). Secondo, siamo istruiti sul fatto che noi, che siamo fedeli, non dobbiamo cercare segni come costoro, che vedendo la stella gioirono; ma dobbiamo essere contenti delle dottrine dei profeti, poiché i segni sono dati agli infedeli. In questo vi è anche un duplice mistero. La stella infatti significa Cristo: «Io, Gesù, sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino» (Apocalisse 22,16). Perciò attraverso questa stella possiamo intendere la grazia di Dio, che perdiamo quando ci accostiamo ad Erode, cioè al Diavolo: «Un tempo eravate tenebra, ora invece luce nel Signore» (Efesini 5,8). Allo stesso modo, quando ci allontaniamo da Erode, cioè dal Diavolo, ritroviamo la stella, cioè la grazia di Cristo: similmente in Esodo 13,21, dove si dice che il Signore precedeva Israele, quando uscì dall’Egitto, sotto forma di fuoco. Qui invece precedeva sotto forma di stella.
Super Matthaeum 2, 3.
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