Estratto dell’omelia del 2 febbraio 2026, tenuta da don Davide Pagliarani presso il Seminario Saint-Curé-d’Ars (FSSPX-Notizie).
[…] Delle consacrazioni episcopali per fedeltà alla Chiesa e alle anime
Pensiamo che sia giunto il momento di pensare al futuro della Fraternità San Pio X, al futuro di tutte le anime, che non possiamo dimenticare, che non possiamo abbandonare, e soprattutto al bene che possiamo fare alla Chiesa. E ciò solleva una domanda che ci poniamo da tempo e alla quale oggi forse bisogna dare una risposta. Bisogna aspettare ancora prima di pensare a consacrare dei vescovi? Abbiamo aspettato, pregato, osservato l’andamento della situazione nella Chiesa, abbiamo chiesto consiglio. Abbiamo scritto al Santo Padre per presentare in tutta semplicità la situazione della Fraternità, spiegare queste necessità e allo stesso tempo per confermare al Santo Padre la nostra unica ragion d’essere: il bene delle anime.
Abbiamo scritto al Santo Padre: Santo Padre, non abbiamo che un’unica intenzione, quella di fare di tutte le anime che si rivolgono a noi dei veri figli della Chiesa cattolica e romana. Non avremo mai altra intenzione e la manterremo sempre. E il bene delle anime corrisponde al bene della Chiesa. La Chiesa non esiste tra le nuvole: la Chiesa esiste nelle anime. Sono le anime che formano la Chiesa, e se si ama la Chiesa, si amano le anime, si vuole la loro salvezza e si vuole fare il possibile per offrire loro i mezzi per operare la propria salvezza. Dunque abbiamo pregato il Santo Padre di comprendere questa situazione molto particolare in cui si trova la Fraternità e di lasciargli prendere i mezzi per continuare quest’opera in una situazione eccezionale, lo riconosciamo, ma quest’opera ancora una volta non ha altro scopo se non quello di preservare la Tradizione per il bene delle anime.
Ebbene, queste ragioni purtroppo non sembrano interessare, non sono convincenti, diciamo che queste ragioni non hanno trovato per il momento una porta aperta presso la Santa Sede. Lo rimpiangiamo molto, ma allora cosa faremo? Abbandoneremo le anime? Diremo loro che in fondo non c’è necessità che la Fraternità continui la propria opera? Che in fondo tutto va più o meno bene, che in altre parole che non c’è più quello stato di necessità nella Chiesa che giustificherebbe il nostro apostolato, la nostra esistenza per soccorrere la Chiesa? Non per sfidarla, mai! Siamo qui per servire la Chiesa e la serviamo predicando la fede, dicendo la verità alle anime e non raccontando loro delle favole.
Possiamo dire alle anime che nonostante tutto va tutto bene? No! Significherebbe tradire le anime, e tradire le anime significherebbe tradire la Chiesa. Non possiamo farlo. È per questo che pensiamo che il prossimo 1° luglio possa essere una buona data, una data ideale: è la festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. È la festa della Redenzione. Non abbiamo nient’altro che ci interessi. È ciò che abbiamo di più caro, è il sangue di Nostro Signore che scorre dai Suoi piedi sotto la croce, sotto il legno della croce, e che è stato adorato innanzitutto dalla Madonna ai piedi di questa croce e che noi continuiamo ad adorare ai piedi dell’altare. È l’unica cosa che ci interessa, è l’unica cosa che vogliamo dare alle anime. E le anime hanno diritto a questo, non è un privilegio, le anime hanno diritto a questo. Non possiamo abbandonarle.
Nei prossimi giorni, naturalmente, contiamo di darvi maggiori informazioni, maggiori spiegazioni. Bisogna ben comprendere il perché. Bisogna ben comprendere la posta in gioco di tutto questo. È capitale. Ma allo stesso tempo, bisogna comprendere ciò nella preghiera. Non basta preparare le intelligenze. Non basta, direi, un approccio apologetico, puramente apologetico a tutto ciò. Bisogna preparare i cuori, i nostri cuori; è una grazia, è una grazia e bisogna aggrapparsi a questa grazia. Bisogna ringraziare il Buon Dio, bisogna che ci prepariamo. Sì, delle consacrazioni, delle consacrazioni, ancora una volta. Non per sfidare la Chiesa, non è una sfida. Consacrazioni per fedeltà alla Chiesa e alle anime.
E aggiungo un’ultima considerazione. Mi assumo, mi assumo pienamente la responsabilità di questa decisione. La assumo innanzitutto davanti a Dio, la assumo davanti alla Santissima Vergine, davanti a San Pio X. La assumo davanti al Papa. Mi piacerebbe un giorno poter incontrare il Papa, prima del 1° luglio. Mi piacerebbe spiegargli, fargli capire le nostre reali, profonde intenzioni, il nostro attaccamento alla Chiesa; che lo sappia, che lo comprenda. E mi assumo questa responsabilità davanti alla Chiesa, naturalmente. E davanti alla Fraternità, a tutti i membri della Fraternità e davanti, lo ripeto ancora, a tutte le anime che in un modo o nell’altro ricorrono a noi, ci chiedono aiuto o ci chiederanno aiuto, tutte queste anime, tutte queste vocazioni che la Provvidenza ci ha inviato e che continua a inviarci. Assumo questa responsabilità anche davanti a loro. Tutte e ciascuna in particolare, perché un’anima ha un valore infinito.
E nella Chiesa – non dimenticatelo mai – nella Chiesa, la legge delle leggi, la legge che prevale su tutte le altre, è la salvezza delle anime. Non è il chiacchiericcio, non è il sinodo, non è l’ecumenismo, non sono le sperimentazioni liturgiche, le nuove idee, le nuove evangelizzazioni: è la salvezza delle anime. È la legge delle leggi. E questa legge abbiamo il dovere, tutti, ciascuno al proprio posto, di osservarla e di spenderci totalmente per questo. Perché? Concludo: perché oggi la Madonna e Nostro Signore ci insegnano che durante la loro esistenza quaggiù sulla terra non hanno avuto nessun altro pensiero, nessun altro scopo se non quello di salvare le anime. E come dicevamo, in un modo o nell’altro, ognuno di noi secondo i propri talenti, secondo il proprio posto, deve fare tutto ciò che può, deve dare il proprio contributo per salvare la propria anima e quella degli altri. Così sia.
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