Dall’enciclica “Etsi minime” di Benedetto XIV del 7 febbraio 1742.

Seppure non nutriamo alcun dubbio che tutti coloro a cui è stata affidata la cura delle anime e Voi soprattutto, Venerabili Fratelli, elevati all’ufficio dell’Apostolato e costituiti da Dio nella dignità prelatizia, rivolgiate la vostra prima preoccupazione a che il popolo cristiano, nutrito in modo salutare con i rudimenti della Fede al pascolo della celeste dottrina, sia felicemente indirizzato sulla via dei precetti del Signore, dietro voi che portate alta la fiaccola, non possiamo tuttavia esimerci dall’incitarvi, con le esortazioni della Nostra autorità e del Nostro paterno amore, a promuovere con più forte sollecitudine l’opera così sacrosanta e salutare della Dottrina Cristiana, eliminando gli ostacoli che avversano la salute delle anime. Ma poiché ci rivolgiamo a persone che conoscono la legge ed esortiamo gli accorti Vescovi delle Chiese, a cui non fanno difetto né la pietà né le risorse dei Sacri Scritti, riteniamo superfluo ribadire con molteplici argomenti che non è sufficiente, per raggiungere la celeste felicità, credere in modo confuso ed indistinto i Misteri rivelati da Dio e insegnati dalla Chiesa Cattolica. Questa celeste dottrina trasmessa da Dio, e che viene accolta con l’ascolto, deve essere ricevuta dalla voce di un maestro legittimo e fedele, in modo tale che ne vengano spiegate singolarmente le verità basilari e siano proposte ai fedeli come verità da credere, alcune per necessità di mezzo e altre per necessità di precetto. Anche se affermiamo che si viene giustificati per mezzo della Fede, essendo questa principio e fondamento della salvezza per poter giungere alfine alla bramata futura Città, è parimenti chiaro che la sola Fede non è sufficiente. Occorre conoscere la strada e mantenersi costantemente su di essa, cioè i precetti di Dio e della Chiesa, le virtù da coltivare e i vizi da evitare con cura. Essendo tutto ciò racchiuso nei primi rudimenti della Fede Cattolica o, come si suol dire, nella Dottrina Cristiana, è compito specifico dei Vescovi che questa venga illustrata in tutte le Diocesi e in ogni luogo in modo chiaro e metodico, né possono, senza tacito biasimo della coscienza, trascurarla; debbono anzi consacrare a questo lavoro, sommamente necessario, tutta la cura e la diligenza.


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fonte https://www.totustuustools.net/magistero/b14etsim.htm