Una sintesi degli errori dottrinali e dei pericoli antropologici della psicanalisi freudiana letti attraverso la lente della Tradizione cattolica.


di Red.

Agosto 2025: nel mezzo delle vacanze estive, Maria Chiara Risoldi – psicoanalista di scuola freudiana, con decenni di esperienza – dichiara su Repubblica che la psicoanalisi nel migliore dei casi non serve, nel peggiore fa danni. Non solo. Aggiunge che Freud fondando la prima società di psicoanalisi creò quasi una setta: erano in otto o nove persone e tutte avevano un anello. E lancia l’avviso: la psicoanalisi “costa molto, dura moltissimo e se viene fatta in modo ortodosso e tradizionale, nel migliore dei casi non serve e nel peggiore fa danni”. Scoppia il putiferio. Ma ciò che viene lanciato nel dibattito pubblico in una sonnolenta estate italiana, a oltre un secolo dalla nascita della Wiener Psychoanalytische Vereinigung, era già stato denunciato in tempi non sospetti da molti, sicuramente da prospettive diverse ma con decisione non inferiore.

Freud, del resto, paga il prezzo che tutte le grandi teorie nate dentro o attorno al riduzionismo positivistico sono costrette a versare rispetto ad una visione terrbilmente limitante e distorta della realtà. In questo è senza dubbio un cugino di un altro autore sempre più messo in discussione, ovvero Darwin. Vedere in proposito: Il Darwinismo: un mito tenace smentito dalla scienza, Dominique Tassot, traduzione di Roberto Bonato; Ritorno alle origini – Un punto di vista cattolico sugli inizi – Vol. I – Principii e tracollo del darwinismo, in collaborazione con il Kolbe Center for the Study of Creation; traduzione di Stefano Dal Lago; Ritorno alle origini. Un punto di vista cattolico sugli inizi. Vol. II – Un universo disegnato da Dio. Le conseguenze filosofiche e sociali del darwinismo, in collaborazione con il Kolbe Center for the Study of Creation; traduzione di Stefano Dal Lago; L’uomo e la sua natura, Padre Angelo Zacchi O.P.; L’origine e i destini dell’uomo, Padre Angelo Zacchi O.P.

Ma torniano alla psicanalisi e vediamone in sintesi i problemi.

1. Limiti Dottrinali e Teorici

  • Unilateralità e Riduzionismo (Pansessualismo): Il difetto principale è l’attribuzione di un peso eccessivo alla sessualità (“libido”) a scapito di altre istanze umane. La teoria è sostanzialmente “chiusa” perché tenta di spiegare ogni fenomeno psichico (normale o patologico) solo attraverso la repressione sessuale infantile.
  • Schematismo Interpretativo: La tendenza a usare formule fisse per interpretare sogni e lapsus, dando l’illusione di poter spiegare “tutti i misteri della terra e del cielo” con troppa facilità. Già nel 1912 si sono «staccati da Freud due allievi, Alfred Adler e Carl Gustav Jung; altri si allontanarono in seguito (Bleuler, Stekel) e innumerevoli sono oggi le dottrine che si qualificano come psicoanalitiche, ma che contrastano apertamente con la p. di Freud». (v. Enc. Catt., Psicanalisi, Giorgio Zunini)
  • Pessimismo e Positivismo: L’impronta filosofica del sistema freudiano, è eccessivamente pessimista sulla natura umana e legata a un determinismo materialista.
  • Concetto di Sublimazione: L’idea che le attività nobili (arte, cultura, scienza) siano solo deviazioni di impulsi sessuali nell’inconscio si riduce ad un “enigma” teorico poco chiaro.

2. Problemi Metodologici e Scientifici

  • Mancanza di Controllo Sperimentale: Vi è la difficoltà di separare il “fatto” osservato dall’interpretazione dell’analista. Questo rende quasi impossibile sottoporre le affermazioni della psicoanalisi a una verifica scientifica o sperimentale rigorosa.
  • Confusione tra Normale e Patologico: L’uso indiscriminato di terminologia clinica per descrivere anche la vita psichica delle persone sane.
  • Isolamento Scientifico: Freud ha sviluppato la sua dottrina in un isolamento quasi totale rispetto alla psicologia sperimentale accademica. – «La p. che come concezione della vita, ossia come filosofia, ha una netta impronta positivista e pessimista, incontra però facili entusiasmi non solo perché tocca punti particolarmente sensibili alla natura umana, ma anche perché (contrariamente a quanto Freud ha insegnato e praticato) sembra giustificare una libera condotta di vita. Di qui le simpatie e le reazioni, appassionate ed eccessive, che ha suscitato. Sta di fatto che, sotto la guida di Freud, la p. si è affermata e sviluppata in un isolamento quasi completo, sia rispetto alla psicologia sperimentale, sia riguardo alle secessioni, che ne minacciavano la compagine. Ma è interessante che le stesse scuole secessioniste si rifanno a idee, che lo stesso Freud espresse, ma non sviluppò»; «Fra le insufficienze più gravi vi è la parte eccessiva attribuita alla sessualità a scapito di altre istanze pure profondamente radicate nell’attività umana; l’aspetto puramente formale della coscienza morale; l’uso indiscriminato di termini patologici nella descrizione sia di fatti anormali che normali: l’enigma di una sublimazione, che dà luogo alle attività più contrastanti e qualitativamente diverse, e che si svolge per di più nell’Inconscio; la indifferenza talvolta ostile al fatto religioso. Va segnalato un altro difetto della p.: quella di attribuire ad alcuni fatti una interpretazione che va oltre il puro dato. Ne consegue la difficoltà di separare il fatto dall’interpretazione. E forse per questo che poca strada si è fatta riguardo al controllo sperimentale di molte affermazioni psicanalitiche. Ma questo rende anche difficile il distinguere ciò che può ritenersi acquisito alla coscienza da ciò che è sovrastruttura dottrinale». (v. Enc. Catt., Psicanalisi, Giorgio Zunini). In merito vedere anche i punti successivi.

3. Critiche sul Piano Etico e Religioso

  • Incomprensione del Fenomeno Religioso: Non è difficile riscontrare un’ostilità preconcetta verso la religione, considerata solo un’illusione o un sottoprodotto di complessi infantili, senza coglierne il valore reale.
  • Giustificazione di Condotte Libere: Sebbene non predicato direttamente, la psicoanalisi è stata innevitabilmente percepita dal pubblico come una giustificazione per l’abbandono dei freni morali.
  • Differenza con la Confessione: talvolta si sentono paragoni tra psicoanalisi e confessione cattolica, ma sono semplicemente fatti irriducibili; quest’ultima mira al pentimento e alla grazia, mentre la prima è un’indagine “cruda” che può urtare il pudore naturale.

4. Rischi in Campo Educativo (Pedagogia)

La psicoanalisi sui bambini è a dir poco un azzardo:

  • Rischio di Suggestione: L’analista potrebbe suggerire al fanciullo pensieri o desideri maliziosi a cui il bambino non sarebbe mai arrivato da solo.
  • Danni da non sottovalutare: L’indagine insistente sulla “libido” infantile è definita “antipedagogica” perché rischia di offuscare la serena ingenuità dell’infanzia e di esacerbare le passioni invece di educarle. – «Per questo psicologi assai esperti mettono in guardia contro la p. dei fanciulli, nella quale si può correre facilmente nel rischio di suggerire cose alle quali il soggetto non sarebbe mai giunto o di offuscare irrimediabilmente la sua sana, serena e preziosa ingenuità» (v. Enc. Catt., Psicanalisi, Celestino Testore)

Insomma, sebbene i metodi (associazioni libere, studio dei sogni) possano essere utili strumenti d’indagine, la dottrina nel suo complesso non è soddisfacente, soprattutto quando pretende di trasformarsi in una visione totale dell’uomo. Del resto, separare metodi e dottrina significa già «rompere l’unità del sistema di Freud» (v. Enc. Catt., Psicanalisi, Giorgio Zunini)


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