Dal Sermone XIII di papa Innocenzo III nella Prima Domenica di Quaresima.

«Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo; e dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame» (Matth. IV). Tre sono coloro che tentano: Dio, il demonio e l’uomo. Dio tenta sempre per il bene[1], il demonio sempre per il male (Luc. IV), mentre l’uomo talvolta tenta per il bene e talvolta per il male. Dio tenta sempre per il bene poiché è sempre buono; il demonio tenta sempre per il male poiché è sempre malvagio; l’uomo invece tenta talvolta per il bene e talvolta per il male poiché alcuni sono buoni e altri malvagi. Dio infatti non è tentatore dei mali, poiché ognuno è tentato dalla propria concupiscenza, che lo trascina e lo lusinga (Jac. I). Di queste tre persone si dice subito in principio: «Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito per essere tentato dal demonio». In «Gesù fu condotto» ecco l’uomo; in «dallo Spirito» ecco Dio; in «per essere tentato dal demonio» ecco il demonio. Lo Spirito divino lo condusse infatti laddove lo spirito maligno lo avrebbe tentato: lo Spirito divino lo guidò al digiuno, ma lo spirito maligno lo prese per tentarlo. Dio tenta per mettere alla prova, il demonio tenta per ingannare, l’uomo tenta per indagare.

Migne, PL, CCXVII, c. 371

  1. «E non c’indurre in tentazione». La spiegazione del Concilio di Trento, di Sant’Agostino e di San Tommaso. ↩︎

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