Su questo tema rimandiamo tra l’altro ai volumi: DISSOLUZIONE. Perché la nostra civiltà sta morendo, di Martino Mora; Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi di don Curzio Nitoglia; La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro di Mons. Louis-Gaston de Ségur – Mons. Jean-Joseph Gaume; L’uomo e la sua natura e  L’origine e i destini dell’uomo, di Padre Angelo Zacchi O.P.;Compendio di Filosofia – Metafisica e Logica, del Padre M. Liberatore SJ e altri Autori; La Vera Religione spiegata e difesa – Col saggio «Le porte dell’infinito sono sempre aperte» ispirato all’opera apologetica del P. Sertillanges O.P., del Card. H. S. Gerdil e Don J. Balmes y Urpià.


di Piergiorgio Seveso (sintesi basata sulla 263ª conferenza di formazione militante, 12 dicembre 2013: https://www.youtube.com/watch?v=jhgb4CIcs-Y&t=10s)

1. La Criptopolemologia: non Numismatica, ma Ermeneutica Fondativa

Per comprendere il presente, occorre rivendicare lo statuto scientifico della Criptopolemologia. Essa non è una disciplina ausiliaria come la numismatica o la paleografia, che studiano il reperto materiale; è una scienza ermeneutica fondativa. La storia è Polemos, una guerra occulta (kryptos) non sempre visibile a chi non sa “unire i punti”. Come in una sciarada della Settimana Enigmistica, il quadro d’insieme emerge solo quando si ha il coraggio di collegare rapporti diplomatici, ideologici e culturali che sottendono le rivoluzioni.

Dalle prime crepe tra Sacerdotium e Regnum nel Medioevo, attraverso le eresie proto-protestanti e il trauma del 1517, si è giunti a un amalgama ribollente in cui le bramosie umane si fondono in forze centrifughe rispetto alla Verità Cattolica. Questa “nave” della Repubblica Cristiana è stata colpita da ondate successive: il 1688 inglese, il 1789 francese, fino alle maree montanti del marxismo e del mondialismo apolide finanziario dei nostri giorni.

2. La Tradizione della Denuncia: da Barruel a Maurice Pinay

Non siamo soli in questa analisi. Il nostro percorso si innesta su una nobile genealogia di studiosi che hanno cercato di fornire ai posteri le chiavi di lettura del puzzle rivoluzionario. Ricordiamo l’opera pionieristica di Padre Barruel, le analisi dei Gesuiti de La Civiltà Cattolica nell’Ottocento (Padre Ballerini, Padre Oreglia), gli studi sul Risorgimento di Paolo Mencacci e le preziose cronache di Monsignor Ernest Jouin nella sua Revue Internationale des Sociétés Secrètes.

In tempi più recenti, il pensiero corre al Visconte Léon de Poncins e al monumentale (e tragicamente inascoltato) lavoro di Maurice PinayIl complotto contro la Chiesa, distribuito ai Padri Conciliari durante il Vaticano II per metterli in guardia dai rischi della giudaizzazione della fede. Questi autori non cercavano automatismi cerebrali, ma praticavano l’intus-legere: leggere dentro i fatti per trovarvi il senso profondo.

3. L’Estetica del Disfacimento: la Perdita del Centro

Oggi l’estetica è diventata una tirannia antropocentrica. Nel “solenne naufragio dell’essere”, l’artista contemporaneo rivendica il diritto di esporre escrementi, fisici o morali, elevandoli a opera d’arte. Abbiamo visto corpi umani in decomposizione esposti nelle gallerie e gesti ingiuriosi (come il “dito” di Cattelan a Piazza Affari) troneggiare nei luoghi del potere.

Citando Sedlmayr, la “perdita del centro” produce una fuga centrifuga: l’oggetto d’arte sparisce, la figura umana viene deturpata. Anche il giardino ha subito questa mutazione: dal giardino all’italiana (600-700), squadrato e razionale, specchio di un ordine divino, al giardino romantico (800), tenebroso, panteistico, fatto di finte rovine e natura selvaggia che divora ogni cosa. È l’orientamento gestaltico del male: prendere il coltello dalla parte della lama.

4. La Musica come Vettore Rivoluzionario

La musica è il campo di battaglia più insidioso. Già Monsignor Benini notava come la poesia trobadorica nascondesse temi eversivi. Ma è con la modernità che il processo accelera.

  • Il Walzer e il Tango: Se il Walzer era il turbinio della Romantic, il Tango fu descritto nel 1914 da Alessandro Cavallanti come “il tango nel fango”, segno di una corporeità sempre più sfrenata.
  • Il Mito dei Beatles e dei Rolling Stones: I Beatles non erano “quattro bravi ragazzi”, ma i messaggeri di un’Inghilterra operaia post-cristiana. John Lennon dichiarava apertamente la superiorità del Rock su Gesù Cristo, mentre Imagine teorizzava un mondo “senza religioni”, ovvero un inferno utopico.
  • L’Era del Black Metal e del Satanismo Esplicito: Dagli anni ’70 in poi, l’impeto è diventato esplicito. Gruppi come Venom (fondatori del Black Metal), Metallica, Slayer (con i loro riferimenti al nazismo postmoderno e a Mengele), Iron Maiden e Ozzy Osbourne hanno normalizzato l’immaginario cimiteriale e tanatologico.

5. Il Satanismo come Caos e l’Era Digitale

L’errore di molti critici cattolici è cercare il diavolo solo nei messaggi subliminali al rovescio. Il pericolo vero è nel messaggio “al dritto”. Il satanismo non ha bisogno di contenuti dottrinali complessi o di culti strutturati; Satana è anomico, trae forza dal caos. Non ha bisogno di milizie, ma di assuefazione.

Oggi, nell’era Cyber, YouTube (dal 2006) e le piattaforme digitali hanno reso questo profluvio di fango accessibile con un click. Non c’è bisogno di suicidarsi come Kurt Cobain (che scriveva “Dio è gay” sui muri) per essere vittime di questo sistema; basta l’ateismo pratico, lo svuotamento dell’anima, la normalizzazione dell’orrore.

Conclusione: La Casa Sguarnita

È sconcertante constatare come parte del mondo cattolico abbia abdicato al proprio ruolo critico. Dalle esaltazioni dei Beatles su Radio Vaticana alla pubblicazione dei concerti dei Sepultura su Famiglia Cristiana, fino a Franco Battiato che, pur professando fedi gnostiche, veniva invitato a cantare in Aula Nervi.

Non esistono spazi neutri nel Cosmo. Se la casa è pulita ma sguarnita, sette demoni peggiori ne prenderanno possesso. Chi accetta la “neutralità” della musica contemporanea è già passato dalla parte del nemico. La nostra resistenza parte dalla consapevolezza: tornare a chiamare il guano con il suo nome e riaffermare che l’unica vera arte è quella che eleva l’uomo verso il suo Creatore.



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