di Giustino di Mieckow O.P. (1591-1649)
Rispetto alla Vergine, in questo giorno vengono portate le candele poiché Ella stessa, come un candelabro d’oro, ha portato Cristo, lampada splendente che rifulge in cielo e in terra.
Vedendo ciò nello spirito, il profeta Zaccaria esclamò: “Ecco un candelabro tutto d’oro e una lampada sopra di esso”.
Che questo candelabro sia la Beata Vergine Maria lo testimonia Sant’Anastasio, vescovo di Nicea (questione 53 sulla Scrittura), con queste parole: “Che cos’è il candelabro? È Santa Maria. E perché un candelabro? Perché ha portato la Luce priva di materia, Dio incarnato. E perché tutto d’oro? Perché dopo il parto è rimasta Vergine“.
Sant’Epifanio, nel sermone sulle lodi della Vergine, scrive: “O candelabro verginale che ha illuminato coloro che erano avvolti nelle tenebre! O candelabro verginale che scaccia l’oscurità! O luce splendente e candelabro verginale che dall’altissimo trono ha ricevuto il fuoco tre volte lucido, inestinguibile e consostanziale per illuminare la terra! O candelabro verginale del quale Dio disse per mezzo del profeta: ‘Lì farò germogliare la potenza di Davide, ho preparato una lampada per il mio Cristo'”.
Inoltre, con queste candele proclamiamo la dignità, la purezza e la castità della Beata Vergine Maria.
Per mezzo della cera proclamiamo l’eccellente dignità della Vergine Maria, poiché in lei non vi fu mai ombra di vizio, ma fu la più illuminata di tutti; lo indica il nome stesso “Maria” che, secondo Isidoro, Bernardo e Bonaventura, significa “Illuminata”.
La cera dimostra la purezza della Vergine Maria. Come infatti la cera, elaborata dalle api dai fiori più puri, è dolcissima (come attesta Plinio nel libro XI), così Maria, più pura di ogni creatura, è stata resa soave a tutti per grazia e opera speciale del suo Creatore. Perciò lo Spirito Santo le dice nel Cantico dei Cantici: “Sei bella, amica mia, soave e splendida come Gerusalemme”.
La cera indica la sua fecondità verginale. Come infatti l’ape produce la cera senza accoppiamento, così la Beata Vergine Maria, senza alcun commercio carnale, concepì e partorì il Figlio.
Lo stoppino nella candela indica la chiarezza della mente e dell’intelletto della Beata Vergine, la quale rifulse di tanta dignità, purezza e incorrotta fecondità da apparire come circondata da cera imputrescibile.
L’ardore del fuoco prefigura la carità ardentissima della Vergine. Ella arde di così grande amore verso il Figlio e verso di noi che può essere giustamente paragonata a un fuoco ardente.
Lo splendore della luce suggerisce la santità della sua vita. Con la sua condotta e con l’esempio di tutte le virtù, ella risplendette a tal punto da illuminare tutte le Chiese. Per questo la Chiesa canta: “Oggi è la natività della Santa Vergine Maria, la cui vita gloriosa illumina tutte le Chiese”.
Discursus praedicabiles in Litanias Lauretanas, t. II, Neapoli, 1857, p. 51
🔵Invito sacro per la Purificazione di Maria
🔵La Candelora nell’antica liturgia romana
🔵Discorso di sant’Alfonso Maria de Liguori sulla Purificazione di Maria.

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