di Red.
Introduzione: La Salus Animarum come Suprema Lex
Il fondamento della gerarchia e della missione della Chiesa non risiede in formalismi legalistici da usare come scuse, ma nel fine ultimo della salvezza delle anime (salus animarum). Cristo ha istituito l’Episcopato affinché la Chiesa possa perpetuarsi e amministrare i sacramenti. L’obbligo dei vescovi di trasmettere il potere d’ordine per la salvezza delle anime deriva direttamente da Dio.
1. Lo Stato di Necessità Eccezionale nella Chiesa
Lo “stato di necessità” non è un concetto sociologico, ma una categoria giuridica e teologica precisa. Esso si verifica quando le strutture ordinarie non sono generalmente in grado di fornire ai fedeli i mezzi necessari per la salvezza (dottrina integra e sacramenti certi, da non intendersi separatamente).
La deriva dottrinale post-conciliare ha generato una situazione di crisi oggettiva, spesso riconosciuta dalle stesse gerarchie. Se l’autorità legittima non provvede, o peggio, agisce in modo da mettere a rischio la fede, il diritto divino impone che la Chiesa continui la sua missione. In questo contesto, l’episcopato non è un “onore” da concedere (e ottenere) per sfizio, ma un ufficio di servizio necessario per la sopravvivenza del sacerdozio e della vita sacramentale.
2. La funzione di Supplenza
I vescovi consacrati in queste circostanze non si sostituiscono alla gerarchia ordinaria né creano una “chiesa parallela”, ma esercitano una funzione di supplenza finalizzata esclusivamente all’amministrazione dei sacramenti e alla predicazione della verità cattolica. La loro azione non è contro il Papa, ma a favore della Chiesa, in attesa che chi detiene l’autorità romana torni a esercitare pienamente e correttamente il suo ruolo di difesa della Tradizione. Questo giudizio non è sulla persona del Papa ma sugli atti oggettivi che hanno luogo nella Chiesa cui sta al vertice.
Quando chi detiene ordinariamente la giurisdizione finisce per abusarne, è chiaro questa verrà supplita nei singoli atti per i quali è richiesta (vere il Dictionarium morale et canonicum del Card. Pietro Palazzini). Muoversi secondo questa supplenza di necessità, lungi dal costituire una gerarchia scismatica, significa soddisfare quegli stessi bisogni spirituali per i quali è costituita la Chiesa.
3. Doppie morali ma sciocchezze a senso unico
Emerge dunque l’incoerenza di chi difende l’autorità formalisticamente instesa a scapito del contenuto della fede. Peraltro, persino secondo i principi del Codice del 1983 (Can. 1323, 4°), chi agisce per necessità o per evitare un grave danno non è soggetto a pena, anche se l’atto costituisce formalmente una violazione. La “disobbedienza” denunciata è, in realtà, un atto di suprema obbedienza al mandato di Cristo: “Andate e insegnate a tutte le nazioni”. Il diritto canonico, in ogni caso, deve servire la vita della Grazia, e non diventare lo strumento legale per soffocare la Tradizione che esso stesso dovrebbe proteggere.
Va poi notato che certi osservatori critici, anche di marca pseudo-conservatrice, manifestano una paradossale “afonia” di fronte a scandali dottrinali oggettivi, come i raduni ecumenici di Assisi (1986 e 2011), dove scismatici veri vennero – e ancor oggi vengono – onorati in mondovisione. In quelle sedi, il silenzio o la timida giustificazione sull’abbraccio a leader che negano la Divinità di Cristo o l’unicità della Chiesa cattolica rappresenta un’accettazione di fatto di una prassi che mette in discussione il primo comandamento e l’Extra Ecclesiam nulla salus. Tuttavia, questa estrema elasticità dottrinale si trasforma istantaneamente in una rigidità farisaica quando si tratta di consacrazioni episcopali fatte per servire la Chiesa in stato di necessità oggettiva. In questo caso si può gridare allo “scisma” per un atto di conservazione della Fede, giungendo così all’assurdo teologico: la comunione con chi nega il Vangelo è tollerata come “dialogo”, mentre la fedeltà al sacerdozio cattolico è condannata come “ribellione”. Ovviamente dimenticando che le consacrazioni episcopali emergenziali non sono un attacco al primato papale, ma una risposta tragica e necessaria a una crisi senza precedenti.
4. Rifritture e interpretazioni scivolose dei documenti di Pio XII
In questo processo caotico non mancano citazioni decontestualizzate di documenti papali, riprese da vecchie polemiche (per la confutazione puntale vedere questa raccolta). Un esempio usato tempo fa riguardava il caso della Ad Apostolorum Principis (1958) di Pio XII, che comminava la scomunica per le consacrazioni senza mandato. Il Papa si riferiva alla situazione della Chiesa in Cina, dove si cercava di creare una “chiesa nazionale” separata da Roma, mettendo in discussione il primato di giurisdizione del Pontefice. Nello stato di necessità invocato dai cattolici legati alla Tradizione, non vi è l’intenzione di conferire una giurisdizione, ma solo di trasmettere il potere d’ordine. I vescovi consacrati, come già chiarito, non pretendono di governare una diocesi, ma di essere a disposizione per la sopravvivenza della fede.
5. Il paradosso cinese e il triplo carpiato
Risulta peraltro difficile non notare che proprio quelle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio che Pio XII condannò con fermezza nell’enciclica citata — poiché finalizzate alla creazione di una chiesa scismatica parallela asservita al regime comunista — sono oggi oggetto di un pragmatico “nulla osta” vaticano. Insomma, la diplomazia romana stringe accordi con un potere ateo, giungendo a legittimare vescovi nominati dal Partito Comunista Cinese, spesso a scapito di quei pastori della “Chiesa sotterranea” che hanno subito il martirio per restare fedeli al Papato. Una prova più evidente dello stato di necessità (e allo stesso tempo dell’imparagonabilità teorica e pratica dei casi cinese e tradizionalista) è difficile da immaginare.
A meno che non si voglia fare un triplo carpiato per scavalcare la realtà.
Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla Chiesa, Golpe nella Chiesa, Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano, L’illusione liberale.
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