di Red.

In un recente editoriale (vedere: https://www.youtube.com/watch?v=WPdzKT6QWgw), il prof. Gnerre analizza una delle questioni più spinose attualmente al centro del mondo cattolico: l’annuncio di nuove consacrazioni episcopali da parte della Fraternità San Pio X (FSSPX), senza il previo mandato pontificio. L’analisi non si ferma all’aspetto puramente legalistico, ma scava nelle radici filosofiche e nella realtà vissuta dai fedeli oggi.

La Filosofia del Realismo: L’essere come atto

L’articolo parte da un richiamo a San Tommaso d’Aquino, distinguendo tra il concetto astratto di essere e l’esse ut actus (l’essere come atto di essere). Viene citato il celebre e dibattuto aneddoto della mela, non importa in questo caso se vero o solo verosimile: San Tommaso, mostrandone una ai suoi studenti, affermava che chi non riconoscesse l’evidenza della realtà (ovvero che quella fosse una mela) non avrebbe potuto seguire le sue lezioni.

Questo richiamo serve a sottolineare che la verità non è un’astrazione, ma qualcosa che si manifesta nella storia. Anche citando Gianbattista Vico, l’autore ribadisce che sebbene la verità sia immutabile, essa va letta all’interno della dimensione storica, dove deve fungere da giudice della storia stessa.

Lo “Stato di Necessità” e la Salvezza delle Anime

Il punto cruciale della discussione riguarda la decisione del Superiore Generale della FSSPX, don Davide Pagliarani, di procedere alla consacrazione di nuovi vescovi, ricalcando l’atto compiuto da Monsignor Marcel Lefebvre nel 1988.

Sebbene l’atto sia, da un punto di vista strettamente canonico, un gesto di disubbidienza in assenza di approvazione papale, la Fraternità si appella allo “stato di necessità”. L’argomentazione centrale è che, sebbene la struttura gerarchica e il diritto canonico siano fondamentali per la Chiesa Cattolica, essi sono strumenti al servizio di una legge suprema: la salus animarum (la salvezza delle anime).

Una Crisi Universale: Dalle Parrocchie ai Seminari

L’editoriale pone una sfida intellettuale: si può negare la gravità della crisi attuale? L’autore descrive una situazione in cui:

  • Le famiglie faticano a educare i figli: Nelle parrocchie dominano spesso istanze pastorali che si allontanano dalla tradizione su temi come gender e morale sessuale.
  • Contrasti gerarchici: Mentre si criticano i tradizionalisti, figure di alto rilievo nella gerarchia ecclesiastica esprimono apertamente posizioni eterodosse senza subire richiami.
  • La crisi del sacerdozio: Si denunciano “autentiche eresie” insegnate in molti istituti teologici e seminari.

In questo scenario, la richiesta della FSSPX non sarebbe quella di creare una “chiesa parallela” con giurisdizione propria, ma semplicemente di garantire la sopravvivenza del sacerdozio cattolico e del “seme della fede”.

Conclusioni: Tra Diritto e Fede

L’invito finale è quello di non rifugiarsi in un giudizio astratto o in cavilli legalistici per ignorare la realtà dei fatti. Sebbene l’auspicio e la preghiera siano rivolti a un accordo canonicamente corretto e a un’ispirazione divina per il Papa, l’autore conclude citando Giovannino Guareschi: quando la “tempesta” della crisi passerà, sarà fondamentale che qualcuno abbia conservato integro l’autentico catechismo e il sacerdozio cattolico.

La “mela” di San Tommaso — la realtà della crisi — è lì davanti agli occhi di tutti: ignorarla per amore di forma giuridica significherebbe mancare al dovere primario di testimonianza della Verità.


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