Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla Chiesa, Golpe nella Chiesa, Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano, L’illusione liberale, CREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.
di Red.
Sabato 28 marzo terminava presso il Santuario della Beata Vergine Addolorata a Cuceglio (diocesi di Ivrea), un pellegrinaggio di fedeli FSSPX guidato da don Aldo Rossi. All’arrivo le porte erano chiuse, con la manifestazione del paradosso di una gerarchia ecclesiastica aperta a tutti (eretici, scismatici, folli assortiti) ma rigorosamente chiusa ai cattolici. Alcuni potrebbero essere tentati dal vittimismo ma, al contrario, è una buona occasione di chiarezza.
Qui il collegamento al video e sotto il testo del fervorino di don Rossi tentuto al momento.
Cari pellegrini, siamo giunti alla fine di questo pellegrinaggio, ma come potete vedere troviamo le porte chiuse del santuario perché le autorità religiose locali hanno negato di aprirci le porte. E questo ci ricorda proprio le parole di Sant’Atanasio – stavamo vedendo in questi giorni per pubblicarlo sul nostro bollettino “Il Cedro” – che dicono tra le altre cose contro gli ariani, contro i semi-ariani nei primi secoli della Chiesa: “Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi”. Vediamo che cos’è più importante: il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente.
Ebbene, nella cultura dominante che è quella dell’inclusione, si aprono le porte a tutti: agli anglicani che celebrano la messa nella madre di tutte le chiese a Roma, San Giovanni in Laterano, che non sono neanche sacerdoti. Ultimamente, due giorni fa, Roma ha mandato un messaggio all’arcivescova donna anglicana in occasione del suo insediamento, che gli ricorda di camminare insieme ricordando che le differenze non possono cancellare la fraternità nata dal battesimo comune. Si aprono le chiese ai protestanti facendogli dire anche la messa in una parrocchia qui a Torino. Si prega insieme a tutte le religioni. Si aprono ancora le chiese alla dea terra Pachamama, come è successo a Roma. Si aprono le chiese ai gruppi LGBT e si celebra con loro la messa, in particolare sempre a Roma alla Chiesa del Gesù. Si aprono le porte ai buddisti, agli animisti, come è successo nella riunione di Assisi del 1986, dove è stata messa anche la statua di Buddha sul tabernacolo.
Ma per la Fraternità San Pio X, per fare semplicemente una preghiera per le vocazioni – non la messa, ma le preghiere per le vocazioni – le porte sono chiuse. In questo caso non c’è inclusione, ma esclusione. Perché? Perché nel Pantheon c’erano tutti gli dei tranne nostro Signore Gesù Cristo. Se avessero messo nostro Signore Gesù Cristo, gli altri dei sarebbero crollati. Ebbene, c’è solo una risposta. C’è solo una risposta che ci fa toccare con mano la realtà e la profondità della crisi della Chiesa e del sistema della cultura liberale della inclusività. Ebbene, la risposta è una sola: perché la verità è esclusiva. La verità non è inclusiva, ma la verità è esclusiva. Io posso includere tutti gli altri, ma non la verità. Posso includere tutti gli errori, ma non la verità, perché la verità è esclusiva come dice il Vangelo, nostro Signore Gesù Cristo stesso: “Chi non è con me è contro di me, chi non raccoglie con me disperde”. Il vostro linguaggio sia “sì sì, no no”, il resto viene dal maligno.
Ebbene, la Fraternità San Pio X non fa altro che seguire quello che ha fatto Monsignor Lefebvre, che ha voluto sulla sua tomba appunto la scritta: “Io ho trasmesso ciò che ho ricevuto”. Ebbene, non facciamo altro che trasmettere questa verità, questa tradizione che abbiamo ricevuto semplicemente. Ma col sistema dell’inclusività non può essere accettata perché, appunto, la verità è esclusiva, non si può stare nel mezzo. E riprendo ancora le parole di Sant’Atanasio che dicono agli ariani, ai semi-ariani in particolare: “Siete la grande corruzione perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo e ad abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.
Ebbene, l’ecumenismo odierno quindi può accettare tutte le religioni, può accettare tutti gli errori, tranne la verità, tranne la dottrina cattolica che per sua natura, per definizione se volete, condanna tutti gli errori, tutte le false dottrine, tutte le false religioni. Due più due fa quattro e il quattro esclude tutti gli altri numeri. È così. Quindi la luce dissipa le tenebre, come dice San Paolo: “Quale rapporto infatti vi può essere fra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione fra la luce e le tenebre?”.
Ebbene, cari pellegrini, tutto questo da una parte ci rattrista molto perché mostra come all’interno stesso della Chiesa siano calate le tenebre più fitte; ma dall’altra parte ci mostra il Signore la splendida misericordia di Dio che, nonostante questo mistero di iniquità all’interno stesso della Chiesa, fa risplendere ancora la luce della verità della tradizione della Chiesa cattolica. Voi stessi lo dimostrate qui: le suore, i sacerdoti, le famiglie giovani; ebbene, mostrano questa luce. Noi non abbiamo nessun astio, nessun rancore, perché come disse anche San Giovanni Bosco quando fu attaccato da due valdesi che stavano per prenderlo a botte, disse: “Io non uso la forza. Potrei usarla, ma non la uso perché sono sacerdote, perché sono cattolico, e la nostra forza è la pazienza e il perdono”.
Ebbene, chiediamo questo soprattutto all’Addolorata, che ci dà questo grande esempio di pazienza, e offriamo a lei anche questo sacrificio. Questo sacrificio di non entrare, di non poter entrare in chiesa. Prima di tutto, come è stata l’intenzione del pellegrinaggio, per avere dei santi sacerdoti, ma anche offriamo questo sacrificio per la Chiesa, per il Papa, per il vescovo di Ivrea e tutti i vescovi e tutti i sacerdoti, perché possano uscire al più presto da queste tenebre, da questo falso ecumenismo, da questa falsa cultura dell’inclusività che esclude la verità, cioè che esclude nostro Signore Gesù Cristo che è la via, la verità e la vita.
Adesso faremo qui le preghiere conclusive, facciamo la preghiera all’Addolorata e poi canteremo le litanie alla Madonna.
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