In un recente articolo intitolato Motivated Irrationality: Why Even Smart People Swallow Crackpot Ideas, scritto dalla giornalista e saggista Terrell Clemmons e pubblicato sulla testata Science and Culture si trovano diversi spunti utili per una riflessione sul perché molti chiudano gli occhi di fronte a situazioni che avrebbero gli strumenti per affrontare. Ovviamente non bisogna generalizzare ma non pochi elementi di valutazione risultano difficili da negare. Sul tema di cosa sia, da dove venga e dove vada l’uomo, consigliamo inoltre la lettura di  L’uomo e la sua natura e L’origine e i destini dell’uomo di Padre Angelo Zacchi O.P.


di Red.

Analisi Approfondita: L’Irragionevolezza Motivata

Terrell Clemmons, riprendendo alcuni principii classici, esplora un paradosso moderno: come mai persone con un alto quoziente intellettivo, istruite e razionali, finiscono per sostenere tesi che sfidano la logica o l’evidenza empirica? La tesi centrale è che l’irrazionalità non è un difetto del “motore” (l’intelligenza), ma una scelta deliberata del “guidatore” (la volontà).

1. Qualche riflessione di J. Budziszewski

L’autrice attinge dal pensiero di J. Budziszewski, professore di filosofia e governo alla University of Texas. Budziszewski sostiene che noi non siamo solo esseri razionali, ma anche esseri dotati di principii morali ed evidenti che “non possiamo non conoscere”.

  • La negazione della verità: Quando la verità diventa scomoda (perché condanna il nostro stile di vita o le nostre ambizioni), la mente mette in atto una “fuga”.
  • La “scissione” mentale: L’individuo deve investire un’enorme energia intellettuale per sopprimere ciò che sa essere vero, creando teorie complesse (le “crackpot ideas”) per giustificare la propria posizione.

2. Il meccanismo della “Razionalizzazione”

Clemmons descrive un processo psicologico a catena:

  1. L’Atto: Commettiamo un’azione che la nostra coscienza condanna.
  2. Il Disagio: Proviamo un senso di colpa o incoerenza.
  3. La Giustificazione: Invece di ammettere l’errore, inventiamo una narrazione in cui la nostra azione era giusta.
  4. L’Irrigidimento: Per mantenere viva quella bugia, dobbiamo adottare una visione del mondo intera che la supporti, diventando ostili verso chiunque proponga la verità originale.

3. Il caso emblematico di Richard Lewontin

Uno dei passaggi più critici citati dall’autrice riguarda il mondo accademico. Clemmons cita il biologo evoluzionista di Harvard Richard Lewontin, che in un celebre saggio ammise una sorta di “dogmatismo scientifico”. Lewontin spiegò che molti scienziati accettano spiegazioni materialiste anche quando sono controintuitive o non provate, non per rigore scientifico, ma per un impegno a priori. Il timore, scriveva Lewontin, è quello di “permettere un Piede Divino nella porta”. Questo dimostra che l’irrazionalità può essere una protezione ideologica contro conclusioni indesiderate.

4. Le strategie per mantenere l’irrazionalità

Secondo il materiale citato da Clemmons, per continuare a credere a idee assurde senza impazzire, le persone intelligenti utilizzano tre tattiche:

  • Il Rumore: Riempire la vita di distrazioni, intrattenimento e attivismo per non restare mai soli con i propri pensieri.
  • Il Gruppo: Circondarsi esclusivamente di persone che condividono la stessa “follia”, creando una camera d’eco che normalizza l’assurdo.
  • L’Attacco: Attaccare o ridicolizzare chiunque ricordi loro la verità che stanno cercando di ignorare.

Conclusione dell’autrice

Terrell Clemmons conclude che non esiste una “cura” intellettuale per l’irragionevolezza motivata, perché non è un problema di dati mancanti. È un problema di volontà. Solo quando un individuo è disposto a seguire la verità “ovunque essa conduca”, anche a costo del proprio orgoglio o delle proprie abitudini, la ragione torna a funzionare correttamente.


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