Nota di RS: offriamo qui la traduzione di alcuni passaggi dell’articolo originale pubblicato da The Remnant da R. Morrison.
Ci si aspetta che i cattolici condannino la FSSPX, mentre accettano ossequiosamente le benedizioni alle coppie omosessuali, la Comunione ai divorziati risposati e la spinta sinodale per una “Chiesa diversa”? Nel Vangelo, Nostro Signore ha messo in guardia dalle guide cieche che “filtrano il moscerino e ingoiano il cammello”. Oggi, molti cattolici vedono questo accadere a Roma stessa, dove innovazioni un tempo condannate vengono celebrate, mentre devozioni di lunga data e difensori della Tradizione sono trattati come intollerabili. Questa è fedeltà alla Chiesa… o l’ipocrisia condannata da Cristo?
[…] “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell’aneto e del cumino, e trasgredite le cose più gravi della legge: il giudizio, la misericordia e la fede. Queste cose bisognava fare, e non tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di impurità.” (Matteo 23)
Commentando […] Cornelio a Lapide citando Origene scrisse: “Egli ridicolizza… lo zelo assurdo degli scribi […] nell’essere così meticolosi nelle piccole cose e così superficiali in quelle grandi; così scrupolosi nelle cose più insignificanti e così liberi e audaci nel commettere crimini gravi; nell’essere superstiziosi riguardo alle abluzioni cerimoniali, ma privi di vera religione e carità, poiché defraudarono le vedove e i poveri”.
Con il loro “zelo assurdo”, questi ipocriti dimostrarono di non avere l’autorità morale per condannare gli altri. I loro giudizi severi servirono a condannare i loro giudizi indulgenti; e viceversa i loro giudizi indulgenti fecero apparire i giudizi severi ridicolmente ipocriti.
Naturalmente, non mancano esempi di questa ipocrisia ovunque intorno a noi. Come caso esemplare… possiamo considerare il trattamento che un ecclesiastico di altissimo rango a Roma ha riservato a due questioni:
- Da un lato, il suo Dicastero per la Dottrina della Fede ha prodotto Fiducia Supplicans , il documento del 2023 che “autorizza” la benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Come afferma l’introduzione del documento, si tratta di una chiara “innovazione”: “Il valore di questo documento, tuttavia, è quello di offrire un contributo specifico e innovativo al significato pastorale delle benedizioni, consentendo di ampliare e arricchire la comprensione classica delle benedizioni, strettamente legata alla prospettiva liturgica”.
- D’altra parte, lo stesso DDF ha anche prodotto Mater Populi Fidelis , il documento del 2025 che notifica ai cattolici che non dovrebbero più usare i titoli di Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie per onorare la Beata Vergine Maria. Sebbene i santi abbiano devotamente usato questi titoli, il documento ci ha informato che sono sempre inappropriati: “Data la necessità di spiegare il ruolo subordinato di Maria a Cristo nell’opera della Redenzione, è sempre inappropriato usare il titolo ‘Corredentrice’ per definire la cooperazione di Maria”.
Ecco l’opera del Cardinale Víctor Manuel “Tucho” Fernández. Ciò che la Chiesa aveva sempre condannato ora è benedetto, e ciò che la Chiesa aveva sempre benedetto ora è condannato. Questo corrisponde al modello descritto da Nostro Signore, ergo l’appellativo di ipocrita è sempre appropriato per Tucho.
[…] Tucho è riuscito a mostrare con sottigliezza una notevole abilità nell’inghiottire i cammelli, suggerendo la possibilità che Dio voglia positivamente la pluralità delle religioni, come Francesco aveva detto al mondo. Allo stesso tempo, ha mostrato la sua capacità di filtrare i moscerini minacciando di condannare la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) per aver intrapreso con pertinacia i passi che i suoi leader hanno, in buona coscienza, ritenuto necessari per seguire l’unica religione che è effettivamente voluta positivamente da Dio [v. qui https://www.radiospada.org/2026/02/incontro-fernandez-fsspx/].
Sicuramente nessuno di noi ha il desiderio o la capacità di sapere cosa passa realmente nella mente di Tucho […] i non informati potrebbero ragionevolmente immaginare che il Prefetto del DDF parli con la “mente della Chiesa”, per così dire, ma… quella mente è la stessa che ha prodotto libri sostanzialmente erotici?
Sarebbe già abbastanza grave se gli ipocriti […] emettessero solo falsi giudizi, ma il problema più grande sorge quando riescono in qualche modo a influenzare gli altri a condividere la loro ipocrisia. Naturalmente, questa calamità è particolarmente probabile quando gli ipocriti occupano posizioni di potere. Pertanto, appare una grande opera di carità voler allertare le anime riguardo alle “guide cieche”.
Possiamo quindi fare un passo indietro, e osservare il panorama in cui si inserisce l’attuale dramma della FSSPX. […] Se si sta dalla parte della “Roma di oggi” – rappresentata dal DDF di Tucho contro la FSSPX – allora non si può legittimamente opporsi a nessun’altra cosa che Roma propali. Pertanto, coloro che vogliono dichiarare che dobbiamo condannare la FSSPX perché Tucho li condanna, sono obbligati a ingoiare:
- L’ “autorizzazione” della Fiducia Supplicans alla benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso
- L’approvazione di Amoris Laetitia della Comunione per i divorziati risposati
- Tutto il Sinodo e la Sinodalità, con il suo desiderio blasfemo di creare una “ chiesa diversa ”
- L’idea più volte ribadita secondo cui tutte le religioni cristiane sono gradite a Dio e capaci di condurre i loro fedeli al Paradiso.
Tutte queste iniziative sono state approvate con la presunta autorità degli stessi uomini che avrebbero condannato la FSSPX. Quindi […] non c’è modo di filtrarle: se dobbiamo accettare i giudizi di Roma in materia religiosa oggi, dobbiamo accettarli tutti. Evidentemente non si possono accettare i giudizi di Roma in materia religiosa oggi senza rifiutare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato. L’arcivescovo Marcel Lefebvre lo aveva capito decenni fa: “il colpo da maestro di Satana è stato quello di ingannare la Chiesa, attraverso l’obbedienza, inducendola a disobbedire alla sua Tradizione […] Ma l’Arcivescovo sentiva già che la sua lungimiranza lo avrebbe portato alla condanna: ‘Satana ha giocato un colpo da maestro: coloro che conservano la Fede sono condannati da coloro che dovrebbero difenderla e propagarla!'” (dalla biografia di Mons. Lefebvre scritta da Mons. Bernard Tissier de Mallerais, p. 468).
[…] È un disastro senza precedenti, che cambia necessariamente il modo in cui dobbiamo valutare tutte queste questioni. Non è più sufficiente insistere sul fatto che dobbiamo sempre seguire i giudizi di Roma.
Pertanto, se vogliamo seguire Nostro Signore anziché le guide cieche, non possiamo fare a meno di guardare oltre le apparenze superficiali. Come guida dotata della visione di cui abbiamo bisogno oggi, l’Arcivescovo Marcel Lefebvre […] nel suo ” Itinerario Spirituale” , spiegò come i cattolici debbano essere “romani”, quando coloro che sono a Roma non lo sono più:
“Romanitas” non è una parola vana. La lingua latina ne è un esempio importante. Ha portato l’espressione della fede e del culto cattolico fino ai confini del mondo. E i convertiti erano orgogliosi di cantare la loro fede in questa lingua, vero simbolo dell’unità della fede cattolica. Scismi ed eresie nascono spesso da una rottura con la Romanitas, una rottura con la liturgia romana, con il latino, con la teologia dei padri latini e romani. È questa forza della fede cattolica radicata nella Romanitas che la Massoneria ha voluto eliminare occupando gli Stati pontifici e annettendo Roma alla Città del Vaticano. L’occupazione di Roma da parte dei massoni ha permesso l’infiltrazione nella Chiesa del Modernismo e la distruzione della Roma cattolica da parte del clero e dei papi modernisti che si affrettano a distruggere ogni traccia di Romanitas: la lingua latina, la liturgia romana… Tutto deve essere restaurato in Christo Domino – in Cristo Signore, a Roma come altrove. Amiamo vedere come le vie della Divina Provvidenza e della Sapienza passano per Roma. Concludiamo che non si può essere cattolici senza essere romani… È nostro dovere custodire questa Tradizione romana voluta da Nostro Signore” (pp. 71-72).
Queste sono le parole di un uomo che amava Dio e la sua Chiesa cattolica. E oggi ci viene detto che dobbiamo forzare le parole e le convinzioni di quest’uomo che amava Roma, per poter ingoiare le pretese di coloro che vogliono seppellire Roma. […]
Seguite Radio Spada su:
- Libreria: www.edizioniradiospada.com;
- Telegram: https://t.me/Radiospada;
- Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Vb6hdpz2phHESIThpn12;
- Instagram: https://instagram.com/radiospada;
- Twitter: https://twitter.com/RadioSpada;
- YouTube: https://youtube.com/user/radiospada;
- Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial
- Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada.
