Nota di RS: L’articolo originale, pubblicato da The Remnant sotto il nom de plume di “Father Celatus”, affronta un tema teologico importantissimo: il rapporto tra le antiche promesse bibliche, lo Stato moderno di Israele e la teologia cristiana. Offriamo qui la traduzione di alcuni passaggi.

Sul tema vi invitiamo ad approfondire leggendo Anche se non sembra, ascoltando questo breve video (L. Roselli agli Stati generali della Tradizione 2024), e leggendo i molteplici articoli di A. Giacobazzi che approfondiscono vari aspetti del tema (ad esempio https://www.radiospada.org/2014/10/nuovo-israele-giudaismo-sionismo/ , https://www.radiospada.org/2024/10/uscire-vivi-dalla-valle-di-giosafat-parte-i-grande-israele-e-grandissimi-abbagli/) e anche le relazioni del medesimo, disponibili in video (ex multis https://fsspx.it/it/video/note-sul-grande-disordine-dal-messia-perduto-ai-messianismi-ideologicimp4-74457).


Mentre la guerra infuria in Medio Oriente, molti sostengono che la Bibbia garantisca il diritto dell’Israele moderno [Stato] alla terrasanta. Ma la Scrittura supporta davvero questa affermazione? Uno sguardo alle alleanze – da Adamo a Mosè – rivela una condizione dimenticata: le promesse di Dio erano sempre legate all’obbedienza. Se quelle condizioni fossero state violate, che ne sarebbe stato della Terra Promessa?

[…] Gli americani sono divisi sulla giustificazione di una guerra con l’Iran, ma ci sono almeno due gruppi e i relativi sostenitori che sono pienamente impegnati in questa guerra: i sionisti ebrei e i dispensazionalisti cristiani.

Il sionismo è un movimento politico nazionalista sorto alla fine del XVIII sec., che afferma come doveroso e legittimo il possesso e il controllo esclusivo del moderno Stato di Israele da parte degli ebrei etnici. Sebbene la maggioranza di questi ebrei etnici moderni sia, di fatto, atea, essi fondano le loro rivendicazioni su un diritto religioso alla terra di Israele, come promesso ad Abramo. Dal canto loro i dispensazionalisti, spesso evangelici, che sostengono il sionismo, credono ereticamente che una volta che gli ebrei avranno posseduto Israele, ciò porterà al regno di Cristo sulla Terra per 1000 anni.

Le affermazioni sia dei sionisti ebrei che dei dispensazionalisti cristiani sono infondate, e rivelano o un’ignoranza della natura dei patti, così come divinamente rivelati nella Sacra Scrittura, o una loro manipolazione. Facciamo un riassunto generale dei successivi patti nella Bibbia, per poi concentrarci sulla questione dell’Israele moderno.

Un patto è un accordo vincolante tra Dio e l’uomo che include promesse, condizioni e conseguenze prescritte. Alcuni dei patti biblici erano più formali ed espliciti di altri, ma tutti costituiscono una qualche forma di patto. Il primo patto fu stipulato con Adamo, e la promessa era il Paradiso qui sulla Terra con la speranza del Paradiso in Cielo. C’era una sola condizione imposta da Dio: «Mangerai di ogni albero del paradiso; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai. Perché nel giorno in cui ne mangerai, morirai di morte».

Dio fu fedele alla sua promessa, come sempre lo è stato e lo sarà sempre; ma Adamo infranse la condizione del patto mangiando il frutto proibito offertogli da Eva, ed entrambi morirono soprannaturalmente in quell’istante. Il Paradiso sulla Terra è perduto per sempre, e tutte le maledizioni del patto si sono da allora abbattute sull’umanità.

Il successivo patto degno di nota fu quello con Noè, che fu una sorta di nuovo Adamo, nel senso che Dio ricominciò da capo con l’umanità, edificandola su un residuo che era sopravvissuto. Dopo il diluvio, fu stipulato un patto esplicito: Crescete e moltiplicatevi, e andate sulla terra e riempitela. Così disse Dio a Noè e ai suoi figli con lui: Ecco, io stabilisco la mia alleanza con voi e con la vostra discendenza dopo di voi, e con ogni essere vivente che è con voi… Ma col passare del tempo e delle generazioni, i discendenti di Noè divennero sempre più corrotti; si radunarono in una grande città, anziché moltiplicarsi sulla terra, e costruirono una torre che raggiungeva il cielo. La conosciamo come la Torre di Babele, un atto di sfida e ribellione contro Dio. Un patto fu nuovamente infranto e così le maledizioni del patto entrarono in azione: l’umanità fu dispersa e la sua lingua fu confusa.

Ancora una volta Dio scelse un residuo in mezzo all’umanità decaduta, questa volta con Abramo: Il Signore disse ad Abramo: «Esci dal tuo paese, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione, ti benedirò, magnificherò il tuo nome e tu sarai benedetto. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò quelli che ti malediranno, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra» (Genesi 12).

Questo è il testo principale dell’Antico Testamento che sionisti e dispensazionalisti citano come giustificazione per gli ebrei del possesso dell’odierno Israele, o, per estensione, della maggior parte del Medio Oriente. Ma le alleanze dell’Antico Testamento non finivano qui! Per quattrocento anni i discendenti di Abramo vissero in Egitto, fino a quando non fu offerta a Mosè la successiva alleanza. Quest’alleanza era molto esplicita riguardo alle condizioni per le benedizioni o per le maledizioni. Poco prima di entrare nella Terra Promessa […] Mosè […] mise in guardia contro innumerevoli maledizioni, se il patto fosse stato infranto: e rimarrete in pochi numeri, voi che prima eravate come le stelle del cielo per moltitudine , perché non avete udito la voce del Signore tuo Dio. E come il Signore si rallegrava di voi prima di farvi del bene e di moltiplicarvi, così si rallegrerà nel distruggervi e nel distruggervi, così che sarete strappati via dal paese in cui andrete a prendere possesso. Il Signore ti disperderà fra tutti i popoli, dalle estremità della terra fino ai suoi confini; e là servirai dèi stranieri, che sia tu che i tuoi padri avete ignorato, dèi di legno e di pietra. Non avrai pace neppure in mezzo a quelle nazioni, né vi sarà luogo di riposo per la pianta del tuo piede.(Deuteronomio 28-29).

Adamo ha perso il Paradiso sulla Terra, gli ebrei hanno perso la Terra di Israele. Dio mantiene le sue promesse!


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