del Cardinale Alexis-Henri-Marie Lépicier O.S.M. (1863-1936)
In questo eccelle il privilegio della Beata Vergine, poiché, sebbene vi siano molti santi che hanno patito sofferenze sovrabbondanti, non vi è nessuno la cui riparazione si avvicini, neppure lontanamente, alla riparazione della Beata Vergine, per tre ragioni: l’immensità dei suoi dolori; la dignità di colei che soffriva, essendo ella infatti la Madre di Dio, ovvero in qualche modo affine alla divinità [1]; il fatto soprattutto che non soffrì in alcun modo per sé stessa, ma solo per noi. Per tale motivo, sebbene – come si è detto – anche altri santi possano essere chiamati “corredentori”, tuttavia alla sola Madre di Dio questo titolo è attribuito quasi per antonomasia; a ciò sembra aggiungersi anche l’autorità della Chiesa nell’Ufficio [di Settembre] dei Sette Dolori della Beata Vergine Maria:
Nobis salutem conferant
Deiparae tot lacrymae,
Quibus lavare sufficis
Totius orbis crimina.
Sit quinque Iesu vulnerum
Amara contemplatio:
Sint et dolores Virginis
Aeterna cunctis gaudia.[2]
A questi versi si aggiungono coerentemente i responsori: Per te salutem hauriamus, Virgo Maria, ex vulneribus Christi [3]; e ancora: Maria Virgo, per virtutem tot dolorum, fac nos gaudere in regno caelorum [4].
Ma anche a motivo di un altro titolo alla Madre di Dio conviene la denominazione di Corredentrice. Poiché infatti, come abbiamo detto, la prima schiavitù del peccato è quella introdotta dalla macchia della colpa, affinché qualcuno sia pienamente “redentore” è necessario che paghi il prezzo a questo titolo, il che avviene per mezzo del sacrificio, il cui effetto è produrre nell’anima la grazia, senza la quale è impossibile che la macchia della colpa sia cancellata. A questo titolo, solo Cristo deve essere detto nostro redentore, la cui passione ha forza di efficacia rispetto a coloro che a Lui si uniscono, per cancellare la macchia del peccato, ossia per restituire la grazia. E in questo, qualunque creatura (al di fuori dell’umanità di Cristo, per la sua unione al Verbo) è impari nel produrre tale effetto; per cui di Cristo si dice: «Non vi è in nessun altro la salvezza, né infatti è stato dato agli uomini altro nome nel quale sia stabilito che noi siamo salvati»[5].
Tuttavia, poiché in via secondaria – come abbiamo accennato – si può dire che qualcuno redima un altro in quanto paga un prezzo che appartiene a un altro, ecco che anche a questo titolo si può dire che la Madre di Dio ci abbia in qualche modo redenti. Sebbene infatti la passione di Cristo, che è il prezzo della nostra salvezza, sia propria di Lui, tuttavia si può dire che lo stesso Cristo fosse “qualcosa” di Maria, alla quale era legato dalla relazione di vero figlio, e alla quale era anche in qualche modo sottomesso.
Perciò, in un certo modo, cioè per una ragione secondaria, si può dire che la Beata Vergine ci abbia redenti:
- Primo: quando prestò spontaneamente il consenso all’opera dell’Incarnazione, in quanto formalmente redentiva del genere umano;
- Secondo: quando offrì Gesù nel tempio a Dio, e precisamente come destinato a subire la morte;
- Terzo: quando offrì lo stesso Figlio pendente dall’altare della Croce, come vicaria di tutto il genere umano.
Inoltre, proprio perché la Beata Vergine offrì sì un prezzo – sia per quanto riguarda la schiavitù della colpa, sia per quella della pena – ma tuttavia non un prezzo che fosse strettamente ed esclusivamente suo, perciò deve essere detto averci redenti soltanto in via secondaria e non come causa principale; il che è significato formalmente quando viene chiamata Corredentrice. Con tale termine, infatti, non si indica un altro redentore al pari del primo, ma (come quando, per esempio, un re invia dei co-legati a una città) esso indica propriamente un certo ordine e una certa dipendenza della Madre di Dio rispetto a Cristo, in quanto Redentore principale; allo stesso modo in cui l’uomo, mentre coopera alla grazia divina, non opera sullo stesso piano della grazia, ma in dipendenza da essa.
Del resto, è legge che il primo in ogni genere sia in qualche modo causa di ciò che appartiene a quel genere. Ora, la Beata Vergine è la prima tra i redenti da Cristo. Dunque è, in un certo modo, causa della redenzione degli uomini. Ciò va affermato a maggior ragione poiché, essendo la Madre di Dio immacolata, non vi fu in lei nulla che impedisse a Dio di accettare perfettamente il prezzo da lei pagato.
Stando così le cose, si deve concludere che la Madre di Dio può essere chiamata, in modo del tutto cattolico, Corredentrice del genere umano, e non bisogna dare ascolto a coloro che negano che tale titolo si trovi nell’antichità. Infatti, sebbene per quanto riguarda il nome questo titolo si trovi usato a stento prima del XVI secolo, tuttavia per quanto riguarda la realtà significata, lo si può dire implicitamente contenuto in quegli appellativi che anche gli antichi scrittori usarono, chiamando la Beata Vergine riparatrice del genere umano, salvatrice, o anche talvolta cooperatrice della redenzione. Poiché dunque il titolo di Corredentrice è ormai invalso nell’uso del popolo cristiano da diversi secoli, senza l’opposizione della Chiesa, sarebbe a buon diritto detto temerario chi dubitasse della sua legittimità.
Tractatus de beatissima Virgine Maria Matre Dei, Parisiis, MCMXII (ed. IV), pp. 550-553
- La Maternità Divina e l’«affinità» di Maria alla Trinità ↩︎
- «C’impetrino la salvezza – tante lacrime della Madre di Dio, – che ti sarebbero sufficienti – a lavare i falli del mondo intero. – Sia la contemplazione dolorosa – delle cinque piaghe di Gesù, – siano ancora i dolori della Vergine – a tutti noi pegno delle gioie eterne» Dom. III Sept., in Hymno ad Laudes. ↩︎
- «Per te attingiamo la salvezza, Vergine Maria, dalle piaghe di Cristo» Matut. ↩︎
- «Vergine Maria, per la virtù di tanti dolori, facci godere nel regno dei cieli» Laud. ↩︎
- Act. IV, 12 ↩︎
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