Dopo l’incontro di don Pagliarani con il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, la linea della FSSPX sembra più determinata che mai verso la rinnovata operazione sopravvivenza della Tradizione, ossia le consacrazioni episcopali che avranno luogo il 1° luglio 2026. Il coro modernista conservatore alterna invettive a tentativi di blandizie, fatwe più o meno risibili a improbabili “uova di colombo” per le quali la “pace liturgica”, tanto facile a farsi con un tratto di penna, garantirebbe la serena convivenza di vecchio e nuovo, con abbondanti strizzate d’occhio a “riforme della riforma” da apprendisti stregoni.

La verità è che tra autenticità cattolica e cedimento liberale non può esservi compromesso e via di mezzo, e la deprecata polarizzazione è inevitabile, probabilmente anzi auspicabile. Fuori dalla melensa o parziale narrazione mainstream, ne abbiamo parlato in studio con A. Bianco, L. Di Fazio, M. Gibertoni, L. Girlanda, M. Mora e I. Pisa 👉 https://www.youtube.com/watch?v=mVr3EmS04M4

Per maggior completezza circa gli argomenti trattati, una nota sul video: risulta che il card. Sarah abbia partecipato alla processione-passeggiata non liturgica (in direzione dell’aula del Sinodo: vedere qui poco dopo i minuti 14 e 22) ove si trovavano una serie di simboli amazzonici ma non si sia prostrato nei giardini vaticani e che il card. Burke – sotto il regno di Francesco – abbia perduto dei privilegi connessi al suo appartamento. Entrambi i porporati hanno tenuto un atteggiamento di sostanziale non contrapposizione con la linea di Leone XIV, malgrado la sua piena continuità con Francesco. Questi i fatti, al netto delle intenzioni.