LAI SUI CONSERVATORI LUNGO IL GRANDE FIUME E LAMENTAZIONI IN CIMA ALL’ALBERO DELLA TRADIZIONE
del Saltimbanco di Nostra Signora
…in domo Dei ambulavimus in coetu festivo…
Psalmus 54
…indifferenti entrambi a questi rovelli degli adulti, cercando vie diverse da quelle battute dalla gente. Ci arrampicavamo sugli alberi…
Italo Calvino, Il barone rampante, Milano, Mondadori, 2024, Capitolo I.
Pensavo di camminare con i miei amici sulla stessa strada. Lungo il medesimo argine. Ma quando mi girai vidi che essi costeggiavano l’altra sponda del grande fiume.
Ritenevo di combattere l’identica battaglia. Fianco a fianco dei miei compagni. Eppure, chinando il capo di lato, notai che un filo ci separava: quello spinato del campo avversario.
Non ambulavamo forse verso la casa del Signore?
Forse sì. La Messa era anche quella di sempre. Il fondamento pareva la Tradizione. Acuta sembrava la coscienza della crisi nella Chiesa.
Ma il Sacrificio di Abele per voi poteva essere gradito a Dio tanto quanto l’offerta di Caino.[i] Ciò che è trasmesso si accoppiava con ciò che è rivoluzionato.[ii] La κρίσις si sfuocava fra le tante febbri che già in passato colpirono le membra del Corpo di Cristo.
Sotto l’ago della bussola – a modo di salvadanaio – si nascondeva una perniciosa monetina.[iii]
Perché il dogma dell’ermeneutica della continuità[iv] – motto della Destra della Rivoluzione nella Chiesa e purtroppo parte della modernista, hegeliana e cabbalistica dialettica conciliare – acceca e assorda. Millanta mozzette e preci mariane, ma non permette di accorgersi delle nude parole su ponti e sinodi.[v] Spippola le ciliegie migliori e filtra il moscerino… ingoiando il cammello di fatti testardi.[vi] Sogna Old Lace e si sveglia in mutande.[vii] Studia fibra per fibra la quadratura del cerchio dei documenti vaticansecondisti e postconciliari, dimenticando sia chi in precedenza lesse il Concilio “pastorale” alla luce del Magistero,[viii] sia chi ha con rigore e dolore collezionato i prodromi e le cronache della sovversione, nonché le picconate di Paolo VI e successori,[ix] smemorando lo sfacelo arrivato fino alle Parrocchie.[x] Rileva il fumo di satana, il liberalismo e la massoneria nel tempio di Dio… similmente alle volute di una pipa.
Da tali amici, in apparenza così vicini e irrimediabilmente troppo lontani, vengono gli attacchi peggiori contro l’arcipelago della Tradizione[xi] e in ispecie contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X, rinfocolando le accuse o i fuochi fatui della disobbedienza, dello scisma e della scomunica. Non c’è stato di necessità o salvezza delle anime che tenga. Perfino la nota Mater populi fidelis va in secondo piano di fronte al bacio di pace del ritrovato defensor fidei a capo dell’ex Santo Uffizio che tenta invano di tendere la mano ai novissimi luterani della FSSPX.[xii] Luterani sui generis accomunati agli scismatici tedeschi, contro cui però la Roma neomodernista non ha ancora inviato anatemi.[xiii] Coloro che dovrebbero essere amici parlano dunque del nemico:[xiv] dei veri scismatici… o semplicemente cattolici?[xv]
Perché c’è una scelta da compiere. Questa è la κρίσις. E lo canto con verità, carità e dolore ai sonagli del mio cappello e ai sodali dell’altra riva.
Pertanto si scelga!
O il mal di testa bifronte di un bis-pensiero e il problema di professione pubblica della fede contraddittoria. Vivere la doppia vita di Bruce Wayne e Batman, che deve essere sé stesso proprio quando si maschera nella notte. Come la bianca figura di Paolina che, prima di dileguarsi nella buia fuga dei corridoi, dice alla moglie del Procuratore: “E c’è un’altra cosa, […] una cosa che non dice nessuno. Del resto non si sa come dirla… Ecco, è come se, in qualche modo, per qualche ragione, avessimo… non so… fallito lo scopo. […] noi… ho paura, Claudia, che morremo per così dire a metà. […] Anche da morti […] continueremo a chiederci che cosa dovevamo fare, che cosa dovevamo essere da vivi, che cosa ci è mancato”.[xvi] Insomma, quando avremo fatto tutto quello che ci è stato comandato, potremo dire: Servi inutiles sumus: quod debuimus facere, fecimus?[xvii]
Oppure cercare una via diversa da quelle battute dalla gente. Un segreto per crescere e una strada piena di grazia e di merito.[xviii] Come arrampicarsi sugli alberi per non scendervi più. Come un vecchio merlo impaniato sulla cima di un pioppo.[xix] La strada battuta dalla Madre nostra.[xx] La via tracciata da Gesù, la via facile, breve, perfetta e sicura.[xxi] Salire sull’albero maestro della Croce, starvi – stabat – e non discendere più. Lì dove soffriremo, lotteremo, pregheremo per la Chiesa in agonia, con una solida formazione d’intelletto, fondati sul Sacrificio della Messa, animati dalla grazia divina nel combattimento spirituale e dottrinale, armati del Santo Rosario. “I Cattolici […] debbono reagire, e questo in diversi modi, ma sempre con quella decisione e radicalità che bisogna mettere in atto in situazioni in cui ne va della salvezza eterna, nostra e altrui. […] Il mondo non comprende tutto questo, perché «l’uomo animale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito» (1 Cor 2, 14). La nostra battaglia, infatti, è eminentemente soprannaturale, ed è dunque soprattutto con armi spirituali che essa va combattuta: «La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti maligni che abitano nell’aria. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove» (Ef. 6, 12-13).
Domine, salva nos, perimus! (Mt. 8, 25)
Nulla possiamo contro la Verità! (2 Cor. 13, 8)”.[xxii]
canto scritto il 28 febbraio 2026 ringraziando Don Andrea Mancinella…
in Corde Matris!
[i] https://www.radiospada.org/2017/12/la-messa-di-caino/
[ii] Cfr. la conferenza tenuta da don Davide Pagliarani, Superiore generale della Fraternità San Pio X, in conclusione del XVI Congresso teologico del Courrier de Rome, in collaborazione con DICI, il 15 gennaio 2022, a Parigi.
[iii] Cfr. il memorabile botta e risposta in barca tra Charlie (Bud Spencer) e Alan (Terence Hill) nel film Chi trova un amico, trova un tesoro di Sergio Corbucci.
[iv] Crf. Iustinus, I Vescovi neo-modernisti che fecero il Concilio Vaticano II e l’ermeneutica della “continuità”, in sì sì no no, Anno XXXVII nn. 7, 8 e 9, rispettivamente 15 e 30 aprile e 15 maggio 2011.
[v] Si riveda la famosa diretta radiospadista intitolata Fumata grigia:
[vi] https://www.radiospada.org/2025/11/verso-i-primi-5-mesi-di-leone-xiv/
[vii] Cfr. la Strobosfera n. 62 Ottobre 2025, illusioni 2.0:
Come pure La (prevedibile) delusione del fronte conservatore-moderato al Concistoro: ennesima doccia fredda per chi non vuole andare all’origine delle questioni:
[viii] ”[…] perché io non rifiuto quello che ci chiede attualmente la Santa Sede: leggere il Concilio Vaticano II alla luce del magistero costante della Chiesa. Questo magistero è nei documenti di questi papi [Clemente XII, Benedetto XIV, Pio VII, Leone XII, Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII, San Pio X]. Se quindi nel Concilio ci sono delle cose che non sono in accordo con loro o che li contraddicono, come potremmo accettarle? Non possono esserci contraddizioni. I papi insegnano, è tutto chiarissimo, è nettissimo. Papa Pio IX ha perfino scritto il Sillabo, che è un elenco delle verità cui dobbiamo aderire. San Pio X ha fatto altrettanto nel decreto Lamentabili. Allora come potremmo accettare queste verità insegnate da sette o otto papi ed aderire contemporaneamente ad un insegnamento dato dal Concilio che contraddice quello che hanno affermato i papi in modo molto esplicito? I papi non hanno insegnato o lasciato insegnare degli errori per due secoli. Non è possibile. Che possano farlo momentaneamente come, disgraziatamente, Papa Paolo VI o oggi Giovanni Paolo II o che vi aderiscano essi stessi, è possibile. Ma allora siamo proprio costretti a resistere fondandoci sul magistero costante della Chiesa durante i secoli.”
Mons. Marcel Lefebvre, Il Magistero della Chiesa e gli errori moderni, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2021, Introduzione.
[ix] Cfr. Don Andrea Mancinella, Golpe nella Chiesa. Documenti e cronache sulla sovversione: dalle prime macchinazioni al Papato di transizione, dal Gruppo del Reno fino al presente, Teramo, Edizioni Radio Spada, 2023.
[x] Si segua il live radiospadista In fuga dalle parrocchie:
[xi] Cfr. la registrazione della puntata Mappa e storia dell’opposizione al neomodernismo (e qualche spunto di attualità):
[xii] Cfr. La bufala dei lefebvriani cattivi che respingono la mano misericordiosa vaticana: cosa dicono in breve i documenti rivelati dalla FSSPX:
[xiii] https://fsspx.news/it/news/cammino-sinodale-tedesco-lo-scisma-e-compiuto-57190
[xiv] “Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico. / La voce che li comanda è la voce del loro nemico. / E chi parla del nemico è lui stesso il nemico”. https://t.ly/h_vmF
[xv] Cfr. la video-lezione della Fraternità per cercare di fare un po’ di chiarezza sulla necessità e le possibili conseguenze delle annunciate consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026: https://www.radiospada.org/2026/02/una-video-lezione-di-circa-30-minuti-realizzata-dalla-fsspx/
Cfr. lo studio Né scismatici né scomunicati apparso in sì sì no no, Anno XXII, n. 95 (285), e nel Courrier de Rome, n°285, settembre 1988: https://fsspx.news/it/news/ne-scismatici-ne-scomunicati-introduzione-50781
https://fsspx.news/fr/news/ni-schismatiques-ni-excommunies-51126
[xvi] Elena Bono, Morte di Adamo, Recco – Genova, Microart’s Edizioni, 1988, La moglie del Procuratore.
[xvii] S. Luca, XVII, 10.
[xviii] Cfr. Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, Milano, Feltrinelli, 2023, Capitolo 25.
[xix] Così scriveva Giovannino Guareschi a un amico, pochi mesi prima di morire, l’11 gennaio 1968.
[xx] Cfr. Via Crucis. Meditazioni tratte dagli scritti di San Pio da Pietrelcina, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2014, Quarta stazione. Gesù incontra la Sua Ss.ma Madre.
[xxi] Cfr. Padre Stefano Maria Manelli, Commentario al Trattato della vera devozione a Maria di San Luigi M. Grignion da Montfort, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2017, n. 168.
[xxii] Il “testamento” di don Andrea Mancinella: le linee di strategia per la controffensiva. Ovvero: la resistenza dei cattolici, un dovere ineludibile:
