di Red.
Nel panorama accademico contemporaneo, si sta consumando una trasformazione silenziosa ma radicale: il passaggio dalla ricerca della verità alla mimica sociale. In una recente riflessione basata sul pensiero di J. Budziszewski, docente e autore di Pandemic of Lunacy, emerge un ritratto inquietante della “Università laica” e della società che essa contribuisce a plasmare (v. The Flocking of Crowds: The Secular University and Unstable Mass Conformism, Terrell Clemmons). Non si tratta solo di una crisi di valori, ma di un vero e proprio “effetto stormo” che rende il pensiero tanto unanime quanto pericolosamente instabile. Pur non sottoscrivendo necessariamente ogni posizione degli autori, riportiamo alcuni passaggi fondamentali.
1. L’Illusione della Politica “A-Morale”
Uno dei primi miti che Budziszewski smantella è l’idea che la politica possa essere guidata puramente da criteri pragmatici o utilitaristici, spogliata da ogni giudizio morale. Spesso sentiamo dire che le leggi dovrebbero basarsi sull’economia o sull’efficienza, non sull’etica. Tuttavia, questa è un’illusione logica.
Come sottolinea l’autore, dichiarare che “il bene comune è la massimizzazione della ricchezza” è, di per sé, un’affermazione morale. Anche l’utilitarismo — la dottrina del “maggior bene per il maggior numero” — è una teoria etica. La politica non può sfuggire al dominio del bene e del male perché il suo scopo fondamentale è decidere come dovremmo vivere insieme. Negare la base morale della politica non la rende più “neutrale”, la rende solo meno consapevole dei propri presupposti.
2. La Metamorfosi del Cittadino in “Snowflake”
Il ruolo dello Stato sta cambiando: da garante dell’ordine a sostituto della figura paterna o divina. Budziszewski osserva come le nuove generazioni, spesso definite “snowflakes” (fiocchi di neve), cerchino nel governo una protezione totale, non solo dai danni fisici, ma anche dal disagio intellettuale.
Questa fragilità nasce da un vuoto spirituale. Mentre ci allontaniamo dai nostri veri ancoraggi, qualcos’altro entra a colmare quel vuoto. Lo Stato diventa l’autorità che deve “schermare il fiocco di neve dal calore del sole”. Questo desiderio di essere protetti persino dalle opinioni divergenti segnala una regressione infantile che richiede l’intervento di un’autorità superiore dotata di “clava”.
3. Dalla Virtù allo Status: Il Nuovo Conformismo Woke
Perché certe idee diventano dominanti quasi da un giorno all’altro? Budziszewski introduce una distinzione cruciale tra “virtue signaling” (segnalazione di virtù) e “status signaling” (segnalazione di status).
Molte posizioni dell’ideologia woke non derivano da una sofferta riflessione morale individuale, ma dal desiderio di appartenere a una determinata classe sociale. In contesti come le città universitarie o le élite professionali, adottare certe opinioni (ad esempio, essere contemporaneamente animalisti radicali e ferventi sostenitori dell’aborto senza restrizioni) non serve a dimostrare bontà d’animo, ma a segnalare: “Io appartengo a questo gruppo colto e moderno”. È una questione di etichetta sociale: “Le persone come noi non dicono certe cose”.
4. La “Murmuration”: La Metafora dello Stormo
Il cuore dell’analisi risiede nella rilettura di Alexis de Tocqueville applicata all’opinione pubblica moderna. In una democrazia sociale dove “nessuno è meglio di me”, gli individui rifiutano le autorità tradizionali convinti di pensare in totale autonomia.
In realtà, poiché nessuno ha il tempo o la capacità di elaborare tutto da solo, l’individuo finisce per accettare l’autorità della folla. Ma non la riconosce come tale, perché vede nella folla solo se stesso moltiplicato. Il risultato è ciò che gli ornitologi chiamano murmuration: i movimenti coreografici e improvvisi degli storni.
- Conformismo: Ogni uccello imita freneticamente quello accanto.
- Instabilità: Poiché non c’è una guida centrale ma solo imitazione, l’intero stormo può cambiare direzione in un istante, passando da un’idea all’altra senza una ragione logica.
Questa “instabilità di massa” spiega perché la nostra cultura possa essere ferocemente dogmatica oggi su un tema e cambiare radicalmente rotta domani, pur rimanendo sempre intollerante verso chi non si adegua al movimento collettivo.
5. L’Università Secolare e la Sanità Mentale
L’università moderna non dichiara guerra aperta a Dio; semplicemente, lo rende irrilevante. Si insegna e si vive etsi Deus non daretur (come se Dio non esistesse). Budziszewski confessa che vivere in un simile ambiente, dove le “follie” sono trattate come conoscenze accettate, metterebbe a dura prova la sanità mentale di chiunque.
Cosa permette di non soccombere al conformismo o alla disperazione? Per l’autore, la risposta è la fede. La convinzione che esista una Verità oggettiva che trascende la cultura del momento e che, in ultima analisi, il bene prevarrà, è l’unico ancoraggio sicuro. Senza questo, il rischio è di oscillare tra un ottimismo ingenuo e un pessimismo nichilista.
Conclusione
L’articolo di Clemmons ci ricorda che la libertà intellettuale non consiste nel gridare con la folla, ma nell’avere il coraggio di uscire da questo stormo. In un’epoca di “conformismo instabile”, la vera ribellione non è seguire l’ultima tendenza sociale, ma riscoprire i fondamenti morali e spirituali che permettono all’individuo di rimanere saldo mentre tutto intorno turbina caoticamente.
Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla Chiesa, Golpe nella Chiesa, Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano, L’illusione liberale e altri volumi.
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