Il graduale della terza domenica di Quaresima riporta Il passo biblico: «Exsurge, Domine, non prævaleat homo» (Ps IX, 20). Allo stesso tempo semplice e profondo ci sembra il commento che ne fa Sant’Agostino che offriamo ai Lettori.
Finché dunque non giunga il giorno del giudizio, l’uomo si attribuisce molto. E che cos’è l’uomo? L’uomo giusto non è nulla di per se stesso, in quanto uomo. Infatti, un uomo giusto è qualcosa di grande, ma un uomo è giusto per grazia di Dio. Infatti: Che cos’è l’uomo, perché tu ne abbia memoria? Vuoi vedere che cosa sia l’uomo? Ogni uomo è mendace. Abbiamo cantato: Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo. Che significa: “Non prevalga l’uomo”? Forse gli Apostoli non erano uomini? I Martiri non erano uomini? Gesù stesso si degnò di essere uomo. Che significa dunque: Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo, se ogni uomo è mendace? Sorgi, o Verità, non prevalga la falsità. Se l’uomo vuole essere qualcosa, dunque, non lo sia attribuendolo a sé stesso; se vorrà essere qualcosa attribuendolo a sé stesso, sarà mendace; se vorrà essere qualcosa verace, lo sarà da Dio, non da sé. Perciò: Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo. Assai prevalse la menzogna prima del diluvio; dopo il diluvio rimasero otto persone; attraverso di loro la terra fu riempita di uomini mendaci. Fu scelto il popolo di Dio; furono compiuti tanti miracoli, elargiti benefici divini. Fu condotto alla terra promessa, liberato dalla schiavitù degli Egiziani; furono mandati a lui i Profeti, ricevette il tempio, il sacerdozio, l’unzione, la legge; ma: I figli stranieri hanno mentito nei miei confronti. Alla fine fu mandato Colui che era stato promesso. Non prevalga l’uomo, anche perché Dio si è ormai fatto uomo. Ma persino Lui, mentre compiva opere divine, fu disprezzato; mentre elargiva tanti benefici, fu catturato, flagellato, appeso alla croce. A tal punto prevalse l’uomo da catturare il Figlio di Dio, flagellare il Figlio di Dio, coronare di spine il Figlio di Dio, appendere al legno il Figlio di Dio. A tal punto prevalse l’uomo: ma solo finché Egli fu deposto dal legno e posto nel sepolcro. Se fosse rimasto lì, l’uomo avrebbe prevalso. Ma questa profezia si rivolge anche a Lui: Signore, ti sei degnato di venire nella carne, Verbo fatto carne, Verbo al sopra di noi, carne davanti a noi, Verbo fatto carne tra Dio e l’uomo; hai scelto una Vergine da cui nascere secondo la carne, hai trovato una Vergine per essere concepito, hai lasciato Vergine colei che ti ha partorito. Ma non eri riconosciuto: apparivi e restavi nascosto; appariva la debolezza, restava nascosta la potenza. Tutto questo affinché tu versassi il sangue, nostro prezzo. Hai compiuto tanti prodigi, hai guarito le malattie dei malati; hai ricevuto il male in cambio del bene, sei stato insultato; sei pendo dal legno, gli empi scuotevano il capo davanti a te e dicevano: Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce. Forse che avevi perduto la potenza, o piuttosto dimostravi la pazienza? Eppure quelli ti insultarono, quelli ti derisero, quelli se ne andarono come vincitori dopo averti ucciso. Ed ecco, giaci nel sepolcro. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo; non prevalga l’empio nemico, non prevalga il cieco Giudeo. Infatti, quando venivi crocifisso, al cieco Giudeo parve di aver prevalso: ma tu sei risorto ed egli è diventato colpevole. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo. E così è avvenuto. E che cosa resta, se non che: Siano giudicate le genti al tuo cospetto? Poiché Egli è risorto, come sapete, è asceso al cielo e di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
