Volentieri presentiamo questa traduzione realizzata da un lettore a partire da questa Lettre des dominicains d’Avrillé.


Nella nostra ultima Lettre des Dominicains, ci ponevamo questa domanda: «Da dove verrà la pace?» e abbiamo riportato la risposta di San Pio X.

Oggi ci chiediamo da dove provengano tutte queste guerre da cui siamo sempre più afflitti. La risposta è semplice: invece di cercare il rimedio ai nostri mali in Nostro Signore Gesù Cristo, unico Salvatore, lo si cerca instaurando un laicismo che scaccia Nostro Signore Gesù Cristo dalla società e dai cuori e sviluppando un falso ecumenismo che conduce all’indifferentismo e all’apostasia.

Questa volta è Papa Pio XI che ci darà la prova di ciò che affermiamo (è da notare che tutti i Papi, dal 1789 al 1960 hanno ripetuto instancabilmente la stessa cosa):

Nella prima Enciclica che, asceso al Pontificato, dirigemmo a tutti i Vescovi dell’Orbe cattolico — mentre indagavamo le cause precipue di quelle calamità da cui vedevamo oppresso e angustiato il genere umano — ricordiamo d’aver chiaramente espresso non solo che tanta colluvie di mali imperversava nel mondo perché la maggior parte degli uomini avevano allontanato Gesù Cristo e la sua santa legge dalla pratica della loro vita, dalla famiglia e dalla società, ma altresì che mai poteva esservi speranza di pace duratura fra i popoli, finché gli individui e le nazioni avessero negato e da loro rigettato l’impero di Cristo Salvatore.

Pertanto, come ammonimmo che era necessario ricercare la pace di Cristo nel Regno di Cristo, così annunziammo che avremmo fatto a questo fine quanto Ci era possibile; nel Regno di Cristo — diciamo — poiché Ci sembrava che non si possa più efficacemente tendere al ripristino e al rafforzamento della pace, che mediante la restaurazione del Regno di Nostro Signore [1].

La prima enciclica di cui parla il Papa è l’enciclica Ubi arcano del 23 dicembre 1922: Della pace di Cristo nel regno di Cristo. Quest’enciclica si sofferma a lungo sull’impossibilità di stabilire la pace e la prosperità prescindendo da Cristo e dalla sua Chiesa. Merita di essere letta per intero [2].

D’altra parte, scacciando Nostro Signore Gesù Cristo dalla società e diffondendo un falso ecumenismo che dà credito alle false religioni, si fanno tornare il paganesimo e queste false religioni. Da qui i mali descritti da Pio XI:

Agostino volle impresso il marchio o meglio bollate a fuoco le turpitudini del paganesimo dei Greci e dei Romani  […] Egli, che ben conosceva come i suoi contemporanei vivevano infelicemente dimentichi di Dio, non di rado ricorda con parole mordaci, talvolta con frasi sdegnose tutto ciò che di violento, di insulso, di atroce e di lussurioso si era infiltrato per opera dei demoni nei costumi degli uomini mediante il falso culto degli dei. Nessuno del resto potrebbe illudersi di trovare salvezza in quel fallace ideale di perfezione che la Città terrena si propone: non v’è persona, infatti, che riesca ad attuarlo in se stesso, e se pure vi riuscisse, non otterrebbe altro che il gusto di una gloria vana e fugace  [3].


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberaleCREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.


[1]https://www.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_11121925_quas-primas.html

[2]https://www.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19221223_ubi-arcano-dei-consilio.html [3]https://www.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19300420_ad-salutem-humani.html


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