Da CREDERE, SPERARE, COMBATTERE (di Ferdinand Brunetière, Jean Baptiste Saint-Jure, Padre Angelo Zacchi et al.) traiamo questa ottima citazione di Padre Zacchi, ripresa a sua volta da DIO – La negazione, l’affermazione.


Un’istruzione elementare come quella catechistica, ricevuta nell’infanzia, non può bastare per tutte l’età, per tutte le condizioni. Ai fanciulli e alle persone più semplici potrà bastare il piccolo catechismo; ma esso non è sufficiente per coloro nei quali l’età e lo studio hanno sviluppato lo spirito critico, e che sono abituati a discutere su tutti i maggiori problemi, a chiedere il perché di tutte le cose; non è sufficiente per coloro che vedono ogni giorno crescere le proprie cognizioni di storia, filosofia, diritto, economia, ecc. Per questi uomini, che il continuo diffondersi della cultura rende sempre più numerosi, non possono bastare le brevi nozioni che bastano alla fede semplice e ingenua: ci vuole qualche cosa di più. Come si esprimeva un illustre vescovo[1], alla stessa guisa che l’alfabeto è il punto di partenza per giungere a conoscere i tesori della letteratura e della scienza, così il catechismo deve essere il punto di partenza per giungere ad una conoscenza più vasta e più profonda dell’altissimo pensiero cristiano; ma finché resta un libro di formule oscure ed incomprese, diventa inefficace, e, come tutti i libri non capiti, può essere causa di confusione e di turbamento. Non è la prima volta che l’ignoranza confonde il sublime col ridicolo, il difficile con l’assurdo. «Alcuni – scrive il Capecelatro – stimano che basti alla vita cristiana di conoscere e accettare i principali misteri della fede; e quasi temono che una cognizione più larga e più profonda di essi misteri possa turbare la quiete sepolcrale della loro fede e nuocere alla pace apparente delle loro anime. Ma cotesto è grave inganno… Le verità del Cristianesimo bisogna guardarle in viso con coraggio, come hanno fatto sempre i più nobili e forti intelletti, e chi ha paura di conoscerle e penetrarle addentro, costui è intellettualmente fanciullo, un fanciullo che s’adombra di fantasmi, e non gli si addice il nome di cristiano»[2].


[1] Bonomelli, Seguiamo la ragione, Milano, 1925, pagg. 7-18.

[2] Una scuola di religione pel laicato.

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