Vangelo del Sabato in Albis (Io. XX, 1-9):

Il primo giorno dopo il sabato Maria Maddalena se ne va la mattina, che era ancor buio, al monumento e vede levata dal monumento la pietra. Corre perciò a trovare Simon Pietro, e quell’altro discepolo amato da Gesù, e dice loro: «Hanno portato via dal monumento Il Signore, e non sappiamo dove lo abbian messo». Partì adunque Pietro e quell’altro discepolo, e andarono al monumento. E correvano ambedue insieme, ma quell’altro discepolo corse più forte di Pietro, e arrivò il primo al monumento. E chinatosi, vide i pannilini stesi, ma non entrò dentro. Dietro a lui arrivò Simon Pietro, ed entrò nel monumento, e vide i pannilini stesi. E il sudario, che era stato sulla sua testa, non disteso col pannilini, ma ripiegato in luogo a parte. Allora dunque entrò anche l’altro discepolo che era arrivato il primo al monumento e vide, e credette: poiché non avevano per anco compreso dalla Scrittura, com’egli doveva risuscitare da morte.

Commento di mons. Francesco Spadafora (Dizionario Biblico, Studium, Roma, 1963):

Pietro e Giovanni osservano attentamente: il sudario stava avvolto, così come era stato avvolto (ἐντετυλιγμένον, participio perfetto = era stato e rimaneva avvolto; il verbo ha soltanto questo significato: cf. Mt. 27, 59; Lc. 23, 53), la sera del venerdì, intorno alla testa del Redentore; allo stesso modo, le fasce (fasce e lenzuolo) che erano state legate (Io. 19, 40) così come era costume presso gli Ebrei (cf. r. di Lazzaro, Io. 11, 44) in modo da far aderire il lenzuolo stretto intorno al corpo, dai piedi alle spalle, rimanevano lì, così come le aveva viste avvolgere al corpo, al momento della sepoltura. Solo che non stringevano più nulla; giacevano le fasce e il sudario, come se il corpo di Cristo si fosse volatilizzato. Quando non si tirava parte del lenzuolo per coprire la faccia del defunto, il sudario, adoperato per avvolgete il capo, veniva con una fascia fermato intorno al collo. E s. Giovanni ben mette in chiaro che il sudario stava “a parte”, non con i pannolini e il lenzuolo, cioè si aveva in tutto la disposizione del momento della sepoltura: il sudario al suo posto (nel medesimo posto di prima), e il lenzuolo, stretto al corpo dalle fasce. La descrizione sottolinea con estrema esattezza ogni cosa; e mette in rilievo il fatto meraviglioso, nuovo, importantissimo, constatato dagli apostoli e che fu causa dell’atto di fede nella risurrezione. Era umanamente impossibile spiegare altrimenti l’assenza del corpo di Cristo; era fisicamente impossibile che qualcuno lo avesse sottratto e comunque toccato, senza slegare le fasce, smuoverle, senza svolgere il sudario. L’evangelista ha la dimostrazione fisica della resurrezione di Gesù. La fede nella risurrezione, in lui, come in Pietro ha come fondamento ed origine non le profezie dei Libri sacri (come espressamente ricorda s. Giovanni, al v. 9), ma questa esperienza, questa constatazione; è il fatto storico da essi constatato e null’altro.

Una rappresentazione di questa “volatilizzazione” (per usare l’espressione di mons. Spadafora) del corpo di Cristo la possiamo vedere nella scena finale del film di Mel Gibson The Passion (2004) in cui «si vede il lenzuolo sgonfiarsi e il Signore di nuovo pieno di dignità, bellezza e maestà che si alza e va via. Il riferimento alla Santa Sindone di Torino con il Signore che passa attraverso il sacro lenzuolo e vi lascia la sua immagine impressa è chiarissimo. Quanto di più tradizionale e cattolico ci possa essere» (don Ugolino Giugni in Sodalitium, n. 57 – Luglio 2004, p. 8).



Seguite Radio Spada su: