di Ludolfo di Sassonia

Allora il principe dei sacerdoti, che si era alzato, infuriato oltremodo nel suo furore, si stracciò le vesti nella sua rabbia; poiché, secondo Beda, colui che il furore aveva scacciato dal soglio sacerdotale, la medesima rabbia lo spinse a lacerarsi i vestiti. In questo atto Caifa profetizzò, sebbene non ne fosse consapevole. Egli infatti profetizzò due volte senza saperlo: a parole quando disse “È opportuno che un solo uomo muoia per il popolo”; nei fatti, come appare evidente in questo passo. Attraverso questo gesto, secondo Girolamo, egli dimostrò che i Giudei avevano perduto la gloria sacerdotale; lacerandosi la veste, rigettò il velo stesso della Legge da cui era coperto. Anche Beda afferma: “Per un mistero più alto accadde che, durante la Passione del Signore, il Pontefice dei Giudei stracciasse le proprie vesti (ovvero l’Ephod), mentre la tunica del Signore non poté essere spartita neppure dai soldati che lo crocifissero. Ciò simboleggiava che il sacerdozio dei Giudei, a causa dei crimini dei pontefici, doveva essere lacerato, sciolto dal suo stato di integrità e rimosso, mentre la solidità della Chiesa, ovvero della fede — che suole essere chiamata ‘veste di Dio’ — non potrà mai essere lacerata o distrutta. Questo è ormai visibile ai nostri occhi, poiché vediamo che i Giudei hanno perso la gloria del sacerdozio e che la loro sede è priva di cerimonie, mentre la Chiesa e la sua fede, poiché fondata sulla pietra, permane nella sua solidità”.

Vita Jesu Christi, p. II, t. IV, c. LVI, Parisiis-Romae, 1870, p. 500.

🔴La morte della Vecchia Alleanza sulla Croce di Cristo



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