di Red.
Nell’omelia della II domenica dopo Pasqua, Mons. Fellay – ex superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X e uno dei vescovi che procederanno alle consacrazioni di luglio – parlando della vicenda di Sant’Atanasio ha fatto riferimento ad alcuni sviluppi probabili realtivi allo scontro con la gerarchia neomodernista:
[…] E sapete cosa fece Atanasio? Consacrò dei vescovi, e un bel numero. Andò molto oltre quello che intendiamo fare noi, perché rimosse semplicemente i vescovi ariani e mise i suoi vescovi al loro posto. Beh, noi non pretendiamo di fare questo.
Ma ancora una volta, grazie a Dio, grazie a Dio abbiamo la storia, questa grande maestra che ci insegna, dicendoci: queste cose sono già accadute. Saranno anche rare, ma sono accadute. Questo ci dà così tanta, tanta pace perché sappiamo, vediamo che ciò che facciamo è ciò che la Chiesa ha sempre fatto. E vediamo che i frutti ci sono.
Come disse… fu un Cardinale a dirlo, era la prima volta che lo incontravamo, era nel 2000. Invitò, invitò i vescovi della Fraternità, era proprio dopo il nostro pellegrinaggio. Disse, parlando della Fraternità: ‘I frutti sono buoni, dunque lo Spirito Santo è lì’. Questo è ciò che disse. E io gli chiesi: ‘E da dove vengono questi frutti?’. Silenzio.
Ebbene, mettiamo davvero tutta la nostra storia, tutto il nostro futuro, non solo nelle mani di Dio ma nelle mani della Madre, la Madre di Dio, la Beata Vergine Maria. Che lei possa proteggerci, possa guidarci, possa custodirci come veri figli della Chiesa. Noi non ce ne stiamo andando. È la nostra Chiesa, la Chiesa Cattolica, non ce n’è un’altra. Quindi è per questo che restiamo dentro.
Ma sì, è dura. Io davvero… non lo so, preferisco non fare il profeta qui, ma sono quasi certo che ci sia una grande probabilità che tutti voi, noi inclusi naturalmente, possiate essere scomunicati, dichiarati scismatici. C’è un’altissima probabilità perché lo hanno già detto in pubblico, quindi si stanno, per così dire, costringendo a farlo.
Ma qualunque cosa accada, Dio può fare miracoli. Non è la… non è la fine. La nostra storia mostra che Dio vuole che siamo un segno di contraddizione. Quel segno di contraddizione che rivela molti cuori. E segno di contraddizione significa la Croce. E siate pronti a portare quella Croce. Come dico, non è la fine. Non è la fine. La Chiesa non morirà. E ci sarà un giorno in cui le cose torneranno in ordine, quando Dio vorrà.
Ma Egli non abbandonerà coloro che si rivolgono a Lui e chiedono il Suo aiuto. Dovete conservare quella speranza, quella fiducia in Dio. Egli non volterà mai le spalle a coloro che cercano di avvicinarsi a Lui. Riponiamo la nostra speranza in Lui, non rimarremo delusi. Amen.
Va precisato che un’eventuale “scomunica” ai vescovi consacranti e consacrati in stato di evidente necessità, risulterebbe chiaramente nulla per ragioni già illustrate qui, qui, qui, solo per citare le prime fonti. Ci sarebbe poi, passando dal piano dottrinale-canonico a quello cronachistico-politico, l’aspetto tragicomico di una gerarchia che abbraccia una non-arcivescova scismatica ed eretica o che tace su ordinazioni cinesi fatte in combutta col partito comunista e che poi si risveglia per sanzionare i cattolici.
Insomma per citare Flaiano: la situazione è grave ma non è seria.
Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla Chiesa, Golpe nella Chiesa, Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano, L’illusione liberale, CREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.
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