di Red.

Il caso della parrocchia del Buon Pastore di Zurigo, conclusosi recentemente con l’archiviazione delle accuse di sacrilegio da parte della Diocesi di Coira, apre uno squarcio inquietante sulla gestione della disciplina e della dottrina nella Chiesa contemporanea. La vicenda, che ha visto tre soggetti somministrare l’ostia ai propri cani durante una celebrazione per San Francesco, non è solo un episodio di cronaca locale, ma un manifesto sulla vita nella Chiesa. Secondo quanto divulgato sul sito della medesima diocesi, il vescovo Joseph Bonnemain ha deciso di non procedere con la scomunica, stabilendo che l’atto non fosse dettato da un intento malevolo, ma da una profonda inconsapevolezza:

[…] Gli esiti dell’indagine hanno chiaramente dimostrato che i tre individui non hanno agito con intento sacrilego. Di conseguenza, non possono essere accusati di sacrilegio, poiché privi di tale intento. Pertanto, non incorrono nella scomunica, pena riservata alla Sede Apostolica per le loro azioni (cfr. CIC can. 1382 §1). A seguito del deplorevole incidente, il Vescovo Joseph Maria ha organizzato un ritiro spirituale con tutta la comunità parrocchiale per approfondire l’esortazione apostolica di Papa Francesco sull’Eucaristia, Desiderio desideravi . Il ritiro si terrà venerdì 5 giugno 2026. Al termine del ritiro, il Vescovo presiederà la Solenne Adorazione Eucaristica alle 17:30 nella Parrocchia del Buon Pastore e celebrerà la Santa Messa alle 18:30. Il 4 ottobre 2025, nella parrocchia del Buon Pastore di Zurigo, si è svolta una benedizione degli animali. A causa delle previsioni meteorologiche avverse, la benedizione si è tenuta al chiuso ed è stata combinata con una celebrazione eucaristica. Durante questa celebrazione, tre persone hanno condiviso delle ostie con i loro cani. Successivamente, il vescovo Joseph Maria contattò il vicario generale della diocesi di Zurigo-Glarus per informarsi sulla situazione. Le informazioni ricevute si basavano, tra l’altro, su voci di corridoio. Di conseguenza, si rese necessario chiarire e documentare adeguatamente le circostanze, lo svolgimento degli eventi, le persone coinvolte e le loro intenzioni.

Il primo punto che merita una riflessione riguarda la natura di questa “ignoranza”. La decisione diocesana poggia sul presupposto che i protagonisti non avessero intenzione di offendere il sacramento. Tuttavia, ciò che emerge è un vuoto pneumatico di formazione religiosa: il fatto che qualcuno possa equiparare il Corpo di Cristo a un premio per animali domestici indica un’ignoranza non già su sottili dispute teologiche, ma sui rudimenti della fede. Far passare questa lacuna come scusante per un atto oggettivamente sacrilego significa, di fatto, sdoganare l’idea che la formazione di base sulla dottrina sia un aspetto al quale la gerarchia ha rinunciato: se è incolpevole l’ignoranza di questioni così, allora vale tutto. La vicenda dà bene l’idea della condizione in cui versa la Chiesa dopo 60 anni di Vaticano II, apertura al mondo e chiacchiere varie: i cani che letteralmente fanno la comunione.

Appare poi stridente il contrasto con il trattamento riservato a quella fetta di fedeli comunemente definiti “tradizionalisti”. Mentre per il caso di Zurigo si è invocata la pedagogia e la comprensione, altrove si riscontra un ben più netto “pugno di ferro”. Si delinea così un paradosso : l’errore commesso per ignoranza grossolana viene valutato con indulgenza, mentre la fedeltà a una tradizione secolare viene sorvegliata con sospetto o punita con rigore.

Del resto abbiamo appena visto il Vaticano minacciare scomuniche ai vescovi FSSPX e inchinarsi a una signora non-vescovo (eretica e scismatica). Tutto torna.


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberaleCREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.


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