di Ludolfo di Sassonia

Le suddette donne pensavano che il corpo di Cristo fosse ancora nel sepolcro e volevano, come era antica consuetudine, ungere il corpo stesso affinché fosse preservato dal fetore, dalla corrosione dei vermi e dalla cenere; ma si ingannavano, poiché il corpo di Cristo era imbalsamato dalla divinità: perciò, anche se fosse rimasto nascosto in terra per diecimila anni, non avrebbe potuto né putrefarsi, né incenerirsi, né essere corroso dai vermi. La Beata Vergine invece sapeva che Egli non era lì, ma che era già risorto immortale e incorruttibile; perciò non voleva andare là, così come non poteva. Ella dunque, da quando aveva visto il suo unico Figlio catturato, flagellato e crocifisso, percuotendosi con le tenere mani il tenero petto e affliggendosi per il troppo dolore, le veglie e i digiuni, con le forze e lo spirito ormai indeboliti, sedeva sola in qualche luogo segreto della casa e piangeva, lamentandosi per le calamità che le erano accadute.
Mentre dunque la Signora pregava ed emetteva dolcemente lacrime, ecco che improvvisamente venne il Signore Gesù, vestito delle candidissime vesti della gloria e della sua nuova Risurrezione; apparve bello, glorioso e gioioso nel volto sereno, mostrandosi del tutto festoso alla Madre desolata e gemente. Ed ella, adorandolo e sorgendo, lo abbraccia con lacrime di gioia, e tutta l’amarezza del dolore si volge in letizia. In seguito, sedendo insieme, ella lo osservava con curiosità nel volto e nelle cicatrici, cercando diligentemente su tutto il corpo se ogni pena fosse passata e ogni dolore fosse svanito da lui. Oh, di quanta gioia si riempie la Madre nel contemplare il Figlio ormai impassibile, non solo destinato a vivere in eterno, ma destinato a dominare il cielo, la terra e ogni creatura con diritto perenne! Stanno dunque insieme e parlano tra loro gioendo, celebrando la Pasqua in modo dilettevole e amorevole; e il Signore Gesù le narra come ha liberato il suo popolo dall’inferno e ciò che ha compiuto in quel triduo. Ecco dunque la grande Pasqua. Di questa apparizione, con la quale si crede che Egli sia apparso alla gloriosa Vergine prima di tutti gli altri, non si ha notizia nel Vangelo; ma l’ho inserita e premessa alle altre perché è pio crederlo, come è contenuto più ampiamente in una certa Leggenda della Risurrezione del Signore. Era infatti degno che visitasse la Madre prima degli altri e la rallegrasse per prima con la sua Risurrezione, lei che più degli altri lo amò, più era afflitta dal desiderio del suo amore, più dolse per la sua morte, e più afflitta dal dolore attese la sua Risurrezione. E sebbene ciò sia taciuto dagli Evangelisti, tuttavia si crede piamente così. Per questo anche la Chiesa Romana sembra confermare ciò, poiché proprio in quel giorno celebra la stazione presso Santa Maria Maggiore a Roma, accennando con questo che la prima apparizione fu fatta alla Beata Maria.
Che importa se gli Evangelisti non lo dicono? Come dice Giovanni, non tutti i suoi atti sono stati scritti. Se infatti non si credesse a questo perché nessuno degli Evangelisti lo testimonia, ne conseguirebbe che dopo la Risurrezione Egli non le sia mai apparso, poiché nessun Evangelista narra dove o quando. Ma sia lungi dal pensare che un tale Figlio abbia disonorato una tale Madre con una tale e tanta negligenza, Egli che comandò di onorare il padre e la madre! Ma forse gli Evangelisti tacquero ciò perché il loro compito era soltanto quello di addurre testimoni della Risurrezione; e non conveniva addurre la Madre a testimoniare per il proprio Figlio. Se infatti le parole di donne estranee sembrarono deliri, quanto più non avrebbero creduto che la Madre delirasse per l’onore del Figlio? Perciò gli Evangelisti non vollero scrivere questo, ma lo lasciarono come dato per certo. Lo testimonia anche Ambrogio dicendo: “Maria vide per prima la Risurrezione del Signore, vide e credette. Maria Maddalena vide, sebbene ella ancora dubitasse”. Anche Anselmo dice: “Se qualcuno chiede perché gli Evangelisti non riferiscano che il piissimo Signore, risorgendo da morte, sia apparso per primo e principalmente a questa dolcissima Madre per mitigare i suoi dolori, diciamo ciò che abbiamo udito da un sapiente interpellato su questo punto. Egli disse: “L’autorità della narrazione evangelica è tale che nulla di dipendente, vano o superfluo vi si trova. Pertanto, se si scrivesse che il Figlio stesso, risorgendo dall’inferno, apparve alla Madre, alla Signora del mondo, e la istruì sulla sua Risurrezione, chi non direbbe che tale scritto è superfluo? Sarebbe come eguagliare la Regina del cielo e della terra a quell’uomo o a quella donna a cui apparve. Lo Spirito di Lui riposava pienamente e perfettamente in lei, e le rivelava più chiaramente della luce sia l’essere di Lui che tutti i suoi atti”. Da qui anche Sedulio: “Rimanendo sempre vergine, a lei stando davanti, il Signore offrì apertamente per primo la luce alla sua vista”. Anche Ignazio dice che il Signore apparve per primo a sua Madre dopo la Risurrezione e la consolava, per cui ella fu riempita di tanta gioia da dimenticare ogni dolore avuto per la Passione. Pertanto, quando si dice in seguito che apparve per prima a Maria Maddalena, lo si intende tra coloro ai quali volle provare la sua Risurrezione. Alla Madre Vergine apparve infatti prima di tutti non per provare la Risurrezione, ma per rallegrarla con la sua vista.

Vita Jesu Christi, p. II, t. IV, c. LVI, Parisiis-Romae, 1870, pp. 666-667

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