Da CREDERE, SPERARE, COMBATTERE (di Ferdinand Brunetière, Jean Baptiste Saint-Jure, Padre Angelo Zacchi et al.) traiamo questa utile citazione del Padre Saint-Jure, ripresa a sua volta da Fiducia nella Divina Provvidenza.


«Nell’anno 451, il feroce Attila, re degli Unni, invadeva le Gallie alla testa di una formidabile armata. Egli stesso si faceva chiamare il Terrore del mondo e il Flagello di Dio, considerandosi come inviato da Dio per castigare i delitti dei popoli. Tutto era stato messo a ferro e fuoco, abbandonato al massacro, al saccheggio, all’incendio. Grandi città popolose e floride erano già cadute. Troyes stava per seguire la stessa sorte e gli abitanti erano piombati nella più tetra costernazione. Ma S. Lupo, loro vescovo, ponendo tutta la sua fiducia nella protezione del cielo, rivesti i suoi abiti pontificali e, preceduto dalla croce e seguito dal clero, andò incontro ad Attila. Ammesso alla sua presenza gli disse:

– Chi siete voi? Voi che devastate così le nostre contrade e turbate il mondo con il fragore delle vostre armi?

– Io sono il flagello di Dio – rispose Attila.

– Che il flagello di Dio sia il benvenuto! – disse allora il Santo – Giacché, chi può resistere al flagello di Dio?

E ordinò che si aprissero le porte della città. Ma man mano che i barbari entravano in città, Dio dispose che essi non facessero male a nessuno. Così, fa notare il P. Rodriguez, benché Attila fosse veramente il flagello di Dio, Dio non volle affatto che adempisse questo ruolo nei confronti di coloro che, con tanta sottomissione, lo ricevevano come il suo flagello».


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