In occasione della sua memoria liturgica riportiamo l’omelia tenuta da Pio XI, l’8 dicembre 1833, dopo il Vangelo della messa papale per la canonizzazione della beata Maria Bernarda Subirous.
Ci rallegriamo grandemente per il fatto che ci sia concesso nuovamente, nel corso di questo Anno Santo, di raccogliere nei giardini della Chiesa nuovi fiori di santità e di proporli, fragranti di celeste soavità, all’ammirazione di tutto il mondo cattolico. Quella fanciulla di Lourdes, infatti, che pochi anni or sono fu da Noi decorata con la laurea dei Beati celesti, abbiamo decretato che sia onorata al presente con questa solenne estensione del culto, con grande gioia del Nostro animo, rifulgendo essa per nuovi e mirabili prodigi legittimamente approvati. In ciò non possiamo non ammirare il disegno dell’eterno Nume. Poiché, ricorrendo in questo medesimo anno — dedicato in modo particolare alla memoria della Redenzione umana — il settantacinquesimo anniversario da quando, presso la grotta di Massabielle, la Vergine Madre di Dio, esente da ogni macchia fin dall’origine, si offrì alla vista di questa innocentissima fanciulla, sembra davvero che Dio stesso, il quale governa col suo cenno lo svolgersi degli eventi e dei tempi, abbia voluto accrescere la festosità di questa celebrazione. Tutto ciò che infatti viene conferito in lode di Bernarda Soubirous, ridonda certamente a decoro della Vergine Immacolata, la quale la amò con animo tanto materno da affidare a lei, sebbene umilissima custode di greggi, l’incarico sia di proclamare le sue glorie, sia di richiamare gli uomini alla penitenza. E in verità, come “Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti e ciò che nel mondo è debole per confondere i forti”, così la sua santissima Madre — è bene osservarlo — desiderando illustrare in modo del tutto prodigioso la sentenza pontificia con la quale il Nostro predecessore Pio IX di felice memoria, in questo stesso giorno e in questa medesima Basilica, aveva sancito tra il plauso di tutti il dogma dell’Immacolata Concezione, non si rivolse ai più sapienti tra gli uomini, ma a un’illetterata figlia di mugnai, ricca di nient’altro se non del candore del suo dolcissimo animo; e a lei così parlò: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Volendo Ella risvegliare la fede cattolica negli animi dei mortali e richiamare i loro costumi deviati al retto cammino della virtù cristiana, non si volse ai più potenti tra gli uomini, né a coloro che abbondassero di ricchezze e governassero con la loro autorità le sorti dei popoli, ma piuttosto a colei della quale si potesse realmente affermare: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”; “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. Pertanto, sotto l’auspicio della Regina della corte celeste, e prestando la sua opera con animo obbediente la sua serva, presso l’aspra rupe di Massabielle viene eretto verso il cielo un triplice tempio; e colà, da ogni parte del mondo, i fedeli di Cristo accorrono singolarmente o a schiere per impetrare l’aiuto divino. Grande spettacolo, Venerabili Fratelli e diletti figli, che tutti — anche quegli sventurati che non sono rinfrancati dal lume della fede cattolica — non possono non ammirare! Mirate Lourdes, ecco il decoro e la gloria della Vergine Maria Immacolata; mirate parimenti Lourdes, ecco il singolare monumento della comprovata santità di Maria Bernarda Soubirous. Quanti uomini colà, pur errando lontano dalla via della verità cristiana, si sono rifugiati nel grembo della Madre Chiesa; o, invischiati nel fango dei vizi, sono stati richiamati a vita onesta! Quanti uomini colà sono stati attratti da un certo istinto divino a intraprendere con animo volenteroso un proposito di vita più perfetta; quanti infermi e malati, infine, hanno ottenuto una valida e perfetta salute per virtù soprannaturale! E in questa ora solenne, ossia nella consacrazione di questa fanciulla di Lourdes, desideriamo anche Noi essere presenti con la mente e con il cuore, in atteggiamento venerante, presso quella grotta dell’Immacolata Vergine; desideriamo anche Noi supplicare insieme a voi la Madre celeste, in questo giorno a lei sacro, affinché, proposti a ciascuno di noi i preclari meriti delle virtù di Bernarda Soubirous come esempio da imitare, non desistiamo dal seguire le sue santissime orme. Imitiamo dunque la sua cristiana modestia d’animo e la sua umiltà; la sua fede e l’ardente carità di cui ardeva. E come ella stessa rispose sempre fedelissimamente alle ispirazioni celesti, così anche noi, quando siamo chiamati dalla grazia del supremo Nume a cose migliori e più sante, rispondiamo lieti e volenterosi. Che se non possiamo emulare la sua vita innocentissima, cerchiamo tuttavia di perseguire il suo impegno nella penitenza, secondo la condizione di vita di ciascuno di noi. Desideriamo inoltre che siano rivolte accese preghiere all’Immacolata Madre di Dio e alla sua dilettissima serva per tutto il mondo cattolico; affinché tutti, nel corso di questo Anno Santo, godano dei doni della divina Redenzione che Cristo Signore ci ha acquistato col suo sangue; affinché tutti, infine, ottengano quella pace che il mondo non può dare, e che si fonda sulla tranquillità del retto ordine e sull’osservanza premurosa dei precetti cristiani. Voglia Iddio — per intercessione della Vergine Maria Immacolata e della sua fedelissima ancella Bernarda Soubirous — far sì che “sentiamo sempre in noi i frutti della sua Redenzione, per Cristo nostro Signore. Amen”.
AAS 26-34, pp. 7-9

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