Santa Caterina da Siena fu in tempi burrascosi un sostegno vitale del Papato e il suo nome è legato al ritorno della sede apostolica a Roma nel 1377. Naturale quindi che l’Urbe, in forza del seguente breve di Pio IX, la abbia tra i suoi padroni al cospetto di Dio.

PIO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
A perpetua memoria dell’evento.

Sebbene l’Urbe di Roma veneri e onori quali suoi precipui Patroni i Beatissimi Principi degli Apostoli – poiché essa, per la loro opera e il loro sangue, da maestra che era dell’errore fu resa maestra della verità, e avendo ottenuto un nuovo genere di impero domina, per divina religione, assai più ampiamente di quanto non fece per terrena potenza – tuttavia, nelle avversità, essa è solita implorare anche l’aiuto degli altri Santi Celesti, i quali, dimorando in terra, illustrarono questa stessa Urbe con lo splendore delle virtù e la ricolmarono di benefici. Nel numero di costoro deve certamente annoverarsi la Santa Caterina da Siena, del Terz’Ordine di San Domenico. Ella, congiungendo il decoro della verginità all’eccelsa lode delle altre virtù, recatasi ad Avignone presso il Nostro Predecessore Gregorio XI, che colà risiedeva con i Cardinali e gli altri dignitari della corte pontificia, gli manifestò e aprì — per celeste lume — il voto di far ritorno all’Urbe che egli aveva segretamente stretto dinanzi a Dio; e a tal punto ne fu l’ispiratrice, che egli affrettò il promesso ritorno per il comune bene e la prosperità della cristianità. Quanto detrimento Roma avesse ricevuto dalla diuturna assenza dei Sommi Pontefici, le storie ampiamente lo narrano. Era dato vedere i sacri templi fatiscenti e ricoperti di squallore, le case e le vie funestate dalle cruente stragi delle fazioni, il numero degli abitanti grandemente diminuito; ovunque, infine, volgessero gli occhi, a stento avrebbero rinvenuto alcun vestigio dell’antica ampiezza e magnificenza. Tale pessimo stato delle cose fu del tutto mutato con il ritorno del Sommo Pontefice, e l’antico splendore fu restituito all’Urbe, sicché essa in avvenire apparisse non solo rocca e baluardo della vera fede, ma anche sede principale e domicilio delle ottime arti. Inoltre, poiché in questo iniquissimo tempo è stata riaccesa contro la Chiesa una guerra per certo atroce e perfida, e i nemici del nome cattolico tentano di strappare ai Romani Pontefici il civile dominio – disposto dal consiglio della Divina Provvidenza affinché essi esercitino con maggiore libertà il ministero dell’Apostolico incarico – e mirano altresì a far sì che nuovamente manchi nell’Urbe la presenza dei Successori di Pietro; per tale motivo, il Senato Romano, al fine di respingere un così grande male e sventare le frodi degli uomini empi, ha stabilito di implorare il celeste patrocinio di Santa Caterina da Siena, e a Noi ha rivolto umili preghiere affinché La annoveriamo tra i Patroni secondari dell’Urbe. Noi pertanto, che in così grandi difficoltà dei tempi e delle vicende attendiamo più facilmente soccorso da Dio, datore di ogni bene, per l’intervento dei Santi del cielo, udito il parere dei Nostri Venerabili Fratelli Cardinali della Santa Romana Chiesa preposti alla tutela dei legittimi riti, abbiamo ritenuto di dover accogliere tali suppliche. Pertanto, con la presente Nostra Lettera, per la Nostra Apostolica Autorità, costituiamo e dichiariamo la vergine Santa Caterina da Siena, del Terz’Ordine di San Domenico, Patrona secondaria della Nostra Alma Urbe, e comandiamo che nel giorno della sua festa la Messa e l’Ufficio siano recitati sotto il rito doppio di seconda classe da tutto il Clero e dalle Religiose dell’Urbe e del suo distretto. Decretiamo che questa Lettera sia e resti ferma, valida ed efficace, che sortisca e ottenga i suoi pieni e integri effetti, e che sia di pieno suffragio a coloro ai quali spetta e spetterà in futuro; e così debba giudicarsi e definirsi da qualunque Giudice Ordinario o Delegato, inclusi gli Uditori delle cause del Palazzo Apostolico, dichiarando nullo e vano tutto ciò che diversamente, con saputa o per ignoranza, si tentasse di compiere in merito da chiunque e con qualsiasi autorità. Nonostante qualunque disposizione contraria, anche degna di speciale menzione.

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il giorno 13 aprile dell’anno 1866, anno ventesimo del Nostro Pontificato.

>>>SANTA CATERINA DA SIENA<<<


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