Il 9 di Aprile il Martirologio Romano segna la commemorazione di «santa Maria di Cleofa, che il beato Giovanni Evangelista chiama sorella della santissima Madre di Dio Maria, e dice che sia stata con Lei presso la croce di Gesù». Ad essa il Proprium del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini congiunge la memoria di tutte le Sante Discepole del Signore, che i Greci chiamano “Mirofore”, in quanto si recarono al sepolcro di Gesù la mattina di Pasqua con mirra e altri oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Onoriamole meditando su un passo di San Beda Venerabile (In Lc, c XXIV).
Secondo il significato mistico, il fatto che le Donne giungano al sepolcro molto presto al mattino ci offre l’esempio di accostarci al corpo del Signore dopo aver scacciato le tenebre dei vizi: infatti, quel sepolcro era figura dell’altare del Signore, sul quale i misteri del corpo di Cristo devono essere consacrati non nella seta, né in un panno tinto, ma in un lino puro, a somiglianza della sindone con cui Giuseppe lo avvolse; affinché, come Egli offrì per noi alla morte la vera sostanza della natura terrena, così anche noi, in sua memoria, poniamo sull’altare il lino puro nato dalla terra, candido e purificato (quasi castigato) da molteplici generi di mortificazione.
Gli aromi, poi, che le donne recano, significano il profumo delle virtù e la soavità delle preghiere con cui dobbiamo accostarci all’altare. Il rotolamento della pietra indica lo svelamento dei sacramenti, che erano celati dal velo della lettera della Legge, la quale fu scritta sulla pietra; rimosso il suo velo, non si trova il corpo del Signore morto, ma viene annunciato vivo: poiché, se anche abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così.
Inoltre, come si legge che gli Angeli assistettero il corpo del Signore deposto nel sepolcro, così si deve credere che essi siano presenti al momento della consacrazione del mistero del corpo di Cristo. Noi dunque, sull’esempio delle Pie Donne, ogni volta che ci accostiamo ai misteri celesti, a motivo della presenza angelica e per la riverenza verso la sacra offerta, chiniamo il volto a terra con ogni umiltà, ricordando che siamo cenere e terra.


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