Volentieri riprendiamo (e uniamo) questi due articoli da FSSPX.Actualités.
L’avvio del Cammino sinodale, la cui storia si può trovare su questo sito, ha immediatamente provocato reazioni da parte di Roma. Tuttavia, queste raramente sono andate oltre ammonimenti o rimproveri, lasciando il processo incontrollato fino ad ora e permettendo all’episcopato tedesco, sostenuto dai laici, di avanzare con decisione su percorsi eterodossi.
Per comprendere appieno la questione della benedizione delle coppie omosessuali promossa dalla Conferenza episcopale tedesca (DBK) e l’incapacità di Roma di cambiare qualcosa, è necessario ripercorrerne la storia all’interno di quella del Cammino sinodale. Solo allora si potrà valutare correttamente l’atteggiamento della Curia e del Papa.
Il Cammino Sinodale e la benedizione delle coppie omosessuali
Avvio del Cammino Sinodale
Il Cammino Sinodale è stato avviato nel marzo 2019, a seguito dell’incontro primaverile della DBK a Lingen. L’avvio è avvenuto in collaborazione con il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK), che avrebbe svolto un ruolo di primo piano nel promuovere determinate questioni. Già nel settembre 2019, la Curia Romana aveva criticato aspramente la bozza degli Statuti del Cammino Sinodale, senza tuttavia riuscire a bloccarne l’iter.
Le critiche si concentravano su tre punti: 1) lo scopo prefissato è illegittimo, poiché le tematiche trattate “non possono essere oggetto di risoluzioni e decisioni di una Chiesa particolare”; 2) il Cammino Sinodale è un concilio speciale che si rifiuta di riconoscere la propria vera natura (per eludere le norme che regolano tale concilio); 3) la composizione dell’Assemblea Sinodale è contraria alla legge, a causa del principio di parità tra clero e laici.
Il presidente della DBK era allora il cardinale Reinhard Marx, membro del consiglio cardinalizio speciale istituito da Papa Francesco. Respinse le critiche del Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi, formulate su richiesta del cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, e la macchina impazzita poté mettersi in moto. – Primo passo indietro della Curia.
Il cammino sinodale detta il tono.
Gli argomenti furono suddivisi in quattro forum, il secondo (poi diventato il quarto) dedicato alla “moralità sessuale”. Il documento di lavoro (instrumentum laboris) per ciascun gruppo fu pubblicato alla fine del 2019. Il testo del quarto forum è sconvolgente e ripugnante. Afferma che le pratiche sessuali della società contemporanea costituiscono un ambito teologico, al quale si aggiungono le scienze umane, a formare un secondo ambito.
La lettura del testo rivela il desiderio di riconoscere e benedire le coppie omosessuali: “È necessario riconoscere incondizionatamente le unioni tra persone dello stesso sesso e rinunciare alla squalifica morale delle pratiche sessuali che ne derivano. (…) Occorre anche considerare la valorizzazione liturgica di questi valori”. Questi sono solo gli inizi, e tutto è già in embrione.
La reazione indiretta di Roma
Il testo non poteva essere ignorato dalla Curia. Si sarebbe dovuto agire immediatamente. I precedenti del Concilio “pastorale” olandese e del Sinodo di Würzburg avrebbero dovuto servire da lezione. Ma la risposta è stata indiretta, attraverso un Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicato più di un anno dopo la prima Assemblea del Cammino Sinodale, tenutasi nel gennaio 2020.
Il 15 marzo 2021, la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha pubblicato un Responsum, ovvero una risposta a un “dubbio” o a una questione controversa. Questo metodo consente una formulazione breve e decisa. La domanda è quindi: “La Chiesa ha il potere di benedire le unioni tra persone dello stesso sesso?”. E la risposta è: “No”.
La nota esplicativa che accompagna la risposta riconosce che “in certi ambienti ecclesiastici circolano oggi progetti e proposte per la benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso”. Inoltre, non si tratta solo di “progetti” o “proposte”. Esistono casi documentati di attuazione in diversi Paesi.
Ad esempio, mons. Peter Kohlgraf di Magonza ha rivelato il 3 febbraio 2021 di aver approvato una serie di benedizioni per coppie dello stesso sesso, specificando: “Le celebrazioni hanno avuto luogo. Posso annullare una benedizione?”. Questa decisione si basava su una riunione della Commissione per il Matrimonio e la Famiglia della Conferenza Episcopale Tedesca, tenutasi il 4 dicembre 2019 a Berlino.
La ribellione in Germania
Oltre a vescovi come Rudolf Voderholzer di Ratisbona e Stefan Oster di Passau, che ringraziarono Roma per il testo, numerose reazioni episcopali, sia in Germania che in Belgio, condannarono il testo romano. La più veemente venne da mons. Johan Bonny di Anversa, che espresse la sua “incomprensione intellettuale e morale”.
A questi vescovi si aggiunsero 200 università. I vescovi tedeschi e oltre 2.000 “pastori” – sacerdoti, diaconi e assistenti pastorali – hanno manifestato un netto rifiuto di conformarsi. La rivolta si è rapidamente intensificata: un gruppo di sacerdoti tedeschi ha deciso di istituire una giornata di benedizione per tutte le coppie LGBT+, prevista per il lunedì precedente l’Ascensione.
In definitiva, il 10 maggio 2021 si sono svolte 111 “cerimonie” per coppie dello stesso sesso in diverse città tedesche. I vescovi tedeschi hanno oscillato tra un esplicito consenso e un certo distacco, senza condannare l’iniziativa. Quanto a Roma, c’è stato silenzio: nessuna reazione a questa provocazione lanciata contro la Congregazione per la Dottrina della Fede. – Secondo passo indietro della Curia.
L’anno successivo, la provocazione e la ribellione si sono ripetute il 10 maggio 2022, con 80 celebrazioni. Per la prima volta, un vescovo ha partecipato a una cerimonia di benedizione per coppie dello stesso sesso martedì 10 maggio 2022: il vescovo ausiliare Ludger Schepers di Essen era presente a una celebrazione ecumenica, come riportato da Radio Cattedrale di Colonia.
La Quarta Assemblea Sinodo approva le proposte del Quarto Forum
I testi del Quarto Forum sulla moralità sessuale hanno subito una parziale battuta d’arresto all’Assemblea Sinodo dell’8 settembre 2022: una minoranza di vescovi ha respinto il testo “fondamentale” sulla “sessualità rinnovata”, innescando una potenziale crisi. Va detto che il documento è particolarmente scandaloso.
Afferma che “l’omosessualità – anche espressa in atti sessuali – non è un peccato che separa da Dio e non deve essere giudicata come un male in sé. L’omosessualità non è un criterio di esclusione dal ministero ordinato”. Inoltre, il testo riconosce la masturbazione come una forma legittima di sessualità.
Infine, si specifica che “le unioni tra persone dello stesso sesso (…) dovrebbero potersi considerare sotto la benedizione di Dio, espressamente concessa dalla Chiesa, e vivere secondo questa benedizione. Ciò vale anche per le persone che intraprendono una nuova unione dopo il fallimento di un matrimonio”.
Il giorno seguente, è stato adottato un testo definito “di attuazione”, che auspicava una “nuova valutazione magisteriale dell’omosessualità”, basato sulle conclusioni della teologia e delle scienze umane. “1. Nel Catechismo e nel Compendio, gli ‘atti omosessuali’ dovrebbero essere rimossi dall’elenco dei ‘peccati principali contro la castità’;
2. (…) la Chiesa dovrebbe riconoscere di infliggere sofferenza a causa della sua dottrina e prassi in materia di omosessualità; 3. (…) Nessuno dovrebbe essere costretto a credere che il proprio orientamento omosessuale sia intrinsecamente peccaminoso; 4. A nessuno dovrebbe essere negata la ricezione dei sacramenti, specialmente del sacramento dell’Ordine sacro, e nessuna persona al servizio della Chiesa dovrebbe subire svantaggi professionali a causa del proprio orientamento omosessuale”.
Roma, pur essendo a conoscenza della situazione, non ha ancora reagito: terzo passo indietro della Curia.
Il Belgio appoggia l’evoluzione del Cammino sinodale.
Un comunicato stampa del 20 settembre 2022 presenta un testo liturgico per la benedizione delle coppie dello stesso sesso, redatto dai vescovi fiamminghi del Belgio, che rappresentano metà delle diocesi belghe. Ciò ha suscitato polemiche, non solo in Belgio, e ha portato a interpretazioni alquanto dubbie. Roma non solo rimane in silenzio, ma approva.
Questo è quanto affermato da mons. Johan Bonny di Anversa durante una dichiarazione rilasciata alla Quinta Assemblea Sinodale del Cammino nel marzo 2023. Ha spiegato che, durante la sua visita ad limina nel novembre 2022, la Curia avrebbe detto a questo proposito: “È la vostra Conferenza Episcopale, è una vostra decisione”. Quanto a Papa Francesco, avrebbe detto: “È una vostra decisione, capisco”. – Quarto passo indietro della Curia.
Il Cammino Sinodale vota un testo sulla benedizione delle coppie irregolari
Il 10 marzo 2023, la Quinta Assemblea Sinodale ha adottato il testo sulle “cerimonie di benedizione per le coppie che si amano”, affermando che la Chiesa “offre riconoscimento e sostegno alle coppie unite nell’amore, che si incontrano con pieno rispetto e dignità e sono pronte a vivere la propria sessualità a lungo termine con rispetto di sé e responsabilità sociale”.
Si raccomanda pertanto alla Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) e al Consiglio Centrale della Chiesa (ZdK) di “sviluppare e introdurre tempestivamente celebrazioni liturgiche appropriate”. Un opuscolo dovrebbe includere “modelli suggeriti per le celebrazioni di benedizione per diverse tipologie di coppie (risposate, omosessuali, unite civilmente)”.
Sebbene non vi sia “alcun obbligo imposto a nessuno di celebrare tali benedizioni”, d’altro canto nessun vescovo può imporre sanzioni disciplinari a un sacerdote che le officia. Di fatto, tali benedizioni si sono già svolte in tutte le diocesi tedesche senza alcuna conseguenza per i sacerdoti. Tutte tranne la diocesi di Colonia, guidata dal cardinale Maria Rainer Woelki.
Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, interrogato sulla questione, ha ribadito che il Vaticano si era opposto “molto chiaramente” a qualsiasi benedizione di coppie dello stesso sesso, aggiungendo che “una Chiesa locale e particolare non può prendere una decisione del genere, che implica la disciplina della Chiesa universale” (13 marzo 2023). Questo avvertimento è stato presto smentito da Fiducia supplicans.
Il cardinale Parolin si riferiva indubbiamente al Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, ignorato dalle cerimonie tedesche del maggio 2021 e 2022 e dalla recente votazione dell’Assemblea sinodale. In altre parole, questa dichiarazione equivaleva all’ennesimo passo indietro: quinto passo indietro della Curia Romana.
Uso di testi di benedizione per le coppie “che si amano”
A seguito della votazione del marzo 2023, i progetti per benedire le coppie unite in matrimoni irregolari, già consolidati, stanno emergendo in Germania con maggiore apertura. Un caso ben documentato riguarda la diocesi di Osnabrück, che sta preparando tali riti, citando la risoluzione del Cammino sinodale. Gli autori, inoltre, spiegano candidamente di non sentirsi vincolati dalle decisioni di Roma.
Inoltre, un gruppo di lavoro della Chiesa tedesca (DBK) e del Consiglio centrale delle Chiese (ZdK) sta elaborando un manuale per queste benedizioni. È opportuno notare che la Curia Romana non è intervenuta sui testi adottati dal Cammino Sinodale sopra citato, mentre ha preso una posizione ferma su un altro testo – indubbiamente molto problematico – a partire dal novembre 2022.
Un articolo a parte racconterà questo scambio di opinioni tra i vescovi tedeschi e la Curia Romana, avviato durante la visita ad limina dei vescovi tedeschi in merito al “Concilio Sinodale”, per contestualizzare l’atteggiamento romano nei confronti della forzata deriva eterodossa della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK).
Senza attendere il manuale attualmente in preparazione, mons. Karl-Heinz Wiesemann di Speyer, in una lettera del 2 novembre 2023, ha invitato i sacerdoti della sua diocesi a concedere “cerimonie di benedizione” per le unioni tra persone dello stesso sesso, nonché per le relazioni adulterine e peccaminose al di fuori del matrimonio. Ha fatto riferimento al testo del Cammino Sinodale sopra citato, adottato dal 93%.
La retorica utilizzata per giustificare questa decisione richiama la domanda di Papa Francesco “Chi sono io per giudicare?”, l’urgenza delle situazioni pastorali e la necessità di rivalutare l’omosessualità nell’insegnamento della Chiesa, pur riconoscendo che alcuni sacerdoti potrebbero rifiutare questo invito, ma chiedendo loro di sottoporre la questione alla diocesi.
Il Cammino sinodale ha adottato un testo per attuare la benedizione delle coppie “irregolari” – coppie divorziate e risposate, coppie conviventi e coppie omosessuali. La Curia ha talvolta reagito, ma senza andare oltre un avvertimento o un rimprovero, lasciando il processo al suo corso, a tal punto da dover parlare di complicità.
La svolta della Fiducia supplicans: il riconoscimento della complicità romana
La DDF contraddice la CDF a meno di tre anni di distanza
Il 18 dicembre 2023, lo stupore ha colto il mondo cattolico: a meno di tre anni dal Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, che affermava che la Chiesa non ha il potere di benedire le coppie “irregolari” perché non può benedire il male, il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) ha pubblicato una Dichiarazione che affermava il contrario, firmata dal Cardinale Victor Manuel Fernández.
Le reazioni sono state immediate, con il rifiuto di attuare la Dichiarazione, soprattutto nell’Africa subsahariana, dove le conferenze episcopali hanno respinto un testo che sarebbe rimasto per sempre fonte di vergogna per la DDF e il suo cardinale prefetto. La protesta è stata così forte e diffusa da costringere numerose diocesi africane a rinunciare all’adesione. Inoltre, la protesta si è estesa ben oltre il continente africano.
In Germania, tuttavia, le reazioni sono state in larga parte positive, persino entusiaste. Le uniche lamentele provengono da coloro che avrebbero preferito un riconoscimento esplicito delle unioni tra persone dello stesso sesso da parte della Chiesa. Alcune voci conservatrici esprimono rammarico. Il cardinale Reinhard Marx ammette: “Non pensavo che un segnale del genere sarebbe arrivato così presto”.
Ciò che aggiunge è rivelatore: si tratta di un piccolo passo per i cattolici tedeschi, “ma nella Chiesa universale, questa possibilità è enorme”, commenta. Prosegue affermando che ogni cultura deve sviluppare le proprie regole di applicazione: “Noi ci stiamo già lavorando”. Mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (DBK), ritiene che il testo fornisca la necessaria sicurezza per agire.
Pertanto, la Chiesa in Germania sta prendendo ciò che le è stato dato e lo sta mettendo a buon uso. Inizialmente alcuni temevano che questa Dichiarazione potesse minare l’avanguardia sinodale tedesca: un errore, che ha solo rafforzato la sua posizione errata. Ora, il vento che spinge il movimento sinodale su questa questione delle benedizioni illegittime soffia da Roma.
Manuale dei Vescovi Tedeschi sulle Benedizioni per le “Coppie Innamorate”
Dopo che la commissione ad hoc della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) e del Consiglio Centrale delle Diocesi di Germania (ZdK) ebbe completato i suoi lavori, mons. Stephan Ackermann di Treviri, presidente della Commissione Liturgica della DBK dal 2017, inviò alla Conferenza Episcopale Tedesca (DDF) con lettera datata 24 ottobre 2024 un manuale, destinato a sostenere le “Benedizioni per le Coppie Innamorate” e a offrire ai prelati “un’applicazione della Dichiarazione Fiducia supplicans alla situazione sociale e pastorale delle diocesi in Germania”.
La risposta del Cardinale Fernandez, datata 18 novembre 2024, era nota dall’8 ottobre 2025, ma è stata resa pubblica il 30 aprile 2026, a seguito delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni di Papa Leone XIV durante il suo ritorno. Viaggio dall’Africa, riguardo alla pubblicazione, da parte del Cardinale Marx, del manuale di benedizione della DBK. La questione, già discussa su questo sito, verrà ripresa.
Questa risposta si limita a “formulare osservazioni”. Critica il Vademecum per non aver rispettato la lettera della Fiducia supplicans (FS) su due punti: in primo luogo, per aver offerto una sorta di legittimazione ufficiale alle coppie interessate, e in secondo luogo, per aver specificato la forma di queste benedizioni, a differenza della FS, che non ammette alcuna standardizzazione rituale.
Ma chi può farsi ingannare da una simile critica? Il problema non è l’uso improprio della FS; risiede nel testo stesso della Dichiarazione del Decreto della Chiesa Fiamminga (DDF), come hanno ampiamente dimostrato le reazioni provenienti da tutto il mondo cattolico. E nell’interpretazione spontanea data dai media, dalla gente comune e dai cattolici di rango: il Vaticano permette la benedizione delle coppie irregolari.
È concepibile che la DDF abbia creduto, anche solo per un istante, che questa Dichiarazione sarebbe stata interpretata diversamente in un Paese che sta attraversando un percorso sinodale che conduce ai peggiori eccessi e, in ultima analisi, allo scisma e all’eresia? In Germania, come è stato dimostrato, tutto era già sul tavolo. Pensare che questa dichiarazione eterodossa potesse essere percepita in modo diverso da un’autorizzazione equivale a una profonda stupidità, a un’incredibile ingenuità all’interno della Curia, o alla complicità.
Il manuale “La benedizione rafforza l’amore”
Il 4 aprile 2025, un manuale intitolato “La benedizione rafforza l’amore” è stato approvato dalla Conferenza congiunta della DBK e dal ZdK, mentre Papa Francesco era già in punto di morte.È stato reso pubblico il 22 aprile, il giorno dopo la sua morte. Il manuale spiega che questo rappresenta il compimento del testo votato durante il Cammino Sinodale.
Per riassumere, queste benedizioni devono essere rispettose del peccato; devono essere spontanee, pur potendo assumere un ornamento che contraddica questa natura libera; devono utilizzare la Sacra Scrittura, la Parola di Dio, per magnificare un amore che lo Spirito Santo – che ha ispirato gli autori sacri – condanna inequivocabilmente.
Citiamo questo passo: “Il modo in cui viene impartita la benedizione, il luogo, l’estetica complessiva, inclusi la musica e gli inni, devono testimoniare la stima mostrata verso le persone che la richiedono, la loro interazione e la loro fede”. Il luogo non è specificato: può essere ovunque, anche in una chiesa. Quanto al peccato in cui queste coppie vivono, esso viene ignorato, o meglio approvato, poiché l'”amore” che le anima è un valore che può essere costruito “sulla base della fede”.
L’applicazione nelle varie diocesi tedesche ha avuto un successo variabile. Cinque diocesi (Colonia, Augusta, Eichstätt, Passau e Ratisbona), i cui vescovi sono conservatori, hanno deciso di non utilizzarlo. Altre si sono affrettate a dichiararne il sostegno. Infine, alcune, tra cui Monaco e Frisinga, guidate dal cardinale Reinhard Marx, sono rimaste neutrali.
Il caso della diocesi di Rottenburg-Stoccarda, guidata da mons. Klaus Krämer, è singolare. La diocesi pubblicherà un proprio testo, “Ci amiamo – Che benedizione”, che si ispira alla Fiducia supplicans e al manuale dei vescovi tedeschi: offre circa dieci preghiere di benedizione. Ciò che è particolarmente ripugnante – e blasfemo – è che questo amore, proibito dalla legge di Dio, tra conviventi, divorziati risposati o coppie dello stesso sesso, venga presentato come proveniente da Dio.
La responsabilità principale di questa blasfemia ricade su Papa Francesco, attraverso la falsa misericordia di Amoris Laetitia; poi sul Cardinale Fernández e Fiducia supplicans; anche sulla Congregazione delle Suore di Gerusalemme (DBK) e il suo manuale “Ci amiamo gli uni gli altri: che benedizione!”; e infine sulla Curia Romana, che finora non ha prodotto altro che una lettera in difesa di Fiducia supplicans.
La controversia che circonda il Cardinale Marx e Leone XIV
Dobbiamo tornare all’episodio della conferenza stampa tenuta da Papa Leone XIV sul volo di ritorno dall’Africa il 21 aprile 2026. Un giornalista tedesco lo interrogò sulla recente pubblicazione, da parte del Cardinale Marx, nella sua diocesi di Monaco e Frisinga, del famoso manuale per i vescovi tedeschi, pubblicato l’anno precedente.
Di per sé, non c’è nulla di nuovo per chi conosce la sequenza degli eventi, come il lettore può constatare. Ma Papa Leone XIV, nella sua risposta, affermò, tra l’altro, che “la Santa Sede si è già consultata con i vescovi tedeschi”. La domanda che quindi circolò fu: “Quando?”. Il 30 aprile, la DDF pubblicò la risposta del Cardinale Fernandez del 18 novembre 2024 (già nota altrove).
Ciò che colpisce di questa risposta è l’insistenza del Prefetto della DDF nel difendere la lettera della sua Dichiarazione, nonostante sia stata ampiamente contestata e sia notoriamente superata, come dimostrano sia l’esempio tedesco che quello della parte fiamminga del Belgio. È semplicemente patetico.
La controversia sulla pubblicazione del Manuale della DBK
Un’altra controversia si sviluppò in due fasi. Nel settembre 2025, di fronte alle obiezioni, l’allora Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, mons. Georg Bätzing, affermò di aver consultato il Cardinale Fernandez in merito alla pubblicazione del manuale. Il Cardinale Fernandez negò e citò la sua lettera di risposta a mons. Ackermann.
A seguito della controversia iniziale che ha coinvolto Leone XIV, la DDF ha appena confermato che né il Vademecum né il manuale sono stati approvati dalla Curia. Ciò si basa su una dichiarazione del Cardinale Fernandez, il quale ha spiegato che la lettera del novembre 2024 si applica sia al Vademecum che al manuale. Ha inoltre confermato che questa è stata l’unica risposta fornita ai vescovi tedeschi.
Il parere del Cardinale Pietro Parolin
Durante un’intervista del 6 maggio 2026, un giornalista ha chiesto al Cardinale Segretario di Stato informazioni sullo svolgimento della vicenda. Egli ha affermato che è “prematuro” aspettarsi un intervento della Santa Sede presso i vescovi tedeschi in merito alla benedizione delle coppie omosessuali.
Per il momento, ha spiegato, sono in “dialogo”: “Vediamo cosa succede”. Il Cardinale Parolin si riferisce certamente alla discussione in corso, iniziata nel novembre 2022, relativa al “Concilio sinodale”, ora noto come “Conferenza sinodale”. Sebbene Roma abbia ottenuto alcuni piccoli successi, i tedeschi restano determinati come sempre, come verrà dimostrato altrove.
Il Cardinale Segretario di Stato prosegue spiegando che la decisione spetta al Papa: “In ogni caso, abbiamo avviato un dialogo molto tempo fa, esprimendo ciascuno il proprio punto di vista su questo argomento”. Non risulta che si sia discusso della benedizione delle coppie innamorate, ma si è discusso della questione del Concilio sinodale.
Il cardinale Parolin ritiene possibile “trovare una soluzione” che tenga conto delle diverse opinioni, il che significa “che qualsiasi decisione deve essere conforme al diritto canonico, al Concilio Vaticano II e alla tradizione della Chiesa”. La speranza è “che non sia mai necessario imporre sanzioni, che i problemi vengano risolti pacificamente, come si conviene nella Chiesa”.
Ma la verità è che i vescovi tedeschi, sostenuti – o meglio, spronati – da un laicato progressista e determinato, non hanno alcuna intenzione di cambiare nulla, bensì di andare avanti. Per loro è una questione di vita o di morte: fare marcia indietro significherebbe far implodere le fondamenta stesse del Cammino sinodale e, con esse, la Chiesa in Germania.
Infine, Roma non ha né i mezzi né la volontà di cambiare questa situazione. Mancano i mezzi, che sono stati infranti dalla Dichiarazione Fiducia supplicans. Con il Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, la situazione sarebbe stata diversa, ma la Curia si è contraddetta meno di tre anni dopo. Né manca la volontà, perché la fede e la convinzione morale stanno abbandonando la Curia.
Chiunque ne dubiti, legga il rapporto del Gruppo di Studio n. 9, in linea con il Cammino Sinodale, e le sue conclusioni sulla questione LGBT. Mentre si attende che il “dialogo” produca un “consenso” tra Roma e la Congregazione per la Dottrina della Fede, il problema si sta diffondendo tra i fedeli tedeschi e comincia a oltrepassare i confini, con la benedizione della Curia. In queste circostanze, si deve parlare di complicità.
(Fonti: Saint-Siège/Vatican News/FSSPX.Actualités – FSSPX.Actualités)
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