di Luca Fumagalli

Per chi si fosse perso le puntate precedenti: prima parte (1895-1900),  seconda parte (1901-1909)terza parte (1909-1914),  quarta parte (1914-1915)quinta parte (1915-1916)sesta parte (1916-1917)settima parte (1917-1918) e ottava parte (1919-1921)

Jones si sentiva sempre più attratto dal cattolicesimo. Col padre aveva assistito al dibattito tra un rappresentante della Protestant Truth Society e un domenicano, ed era rimasto favorevolmente colpito dall’oratoria del frate. Del resto già dal 1919 aveva iniziato a frequentare regolarmene la Messa e a leggere il Messale romano. In quello stesso anno, poi, in occasione della vittoria del Camberwell School of Art Sketch Club award, aveva scelto come premio una copia di Ortodossia di G. K. Chesterton, e nel Natale del 1920 suo cugino, Kenneth Bradshaw, gli aveva regalato un volume sull’Immacolata concezione di recente pubblicazione. Decisiva per la sua futura conversione fu pure la lettura di The Goddess of Ghosts (1915) del gesuita C. C. Martinadale, un noto apologeta del tempo nel cui libro mostrava come il cristianesimo avesse validato e rinnovato ciò che di buono vi era nel paganesimo. Jones maturò quindi l’idea di una continuità armoniosa tra la nuova religione, i processi naturali come il ciclo delle stagioni e i riti pagani basati su di essi; questo è il motivo per cui la sua raccolta poetica The Sleeping Lord può essere considerata, al fondo, un’estensione di The Goddess of Ghosts.  

Deciso a diventare cattolico, volle affidarsi per essere istruito a padre John O’Connor, parroco della chiesa di St. Cuthbert a Heaton, un sobborgo di Bradford. Il sacerdote era un uomo di grande cultura, amico di Chesterton e modello del suo Padre Brown – anche se Jones non pensava che ci fosse così tanta somiglianza tra i due – e quando seppe delle intenzioni del giovane, volentieri lo invitò a casa sua per un colloquio conoscitivo. I due bevvero e conversarono fino a notte fonda, discutendo di teologia e di sacra scrittura: fu l’inizio di un’amicizia profonda e di una frequentazione che sarebbe durata fino al 1937, quando padre O’Connor venne chiamato a Roma come cappellano privato di Papa Pio XI.

Padre John O’Connor (1925 circa)

Oltre a sostenere l’invalidità degli ordini anglicani e a insistere sull’importanza di pregare il rosario, nei loro incontri serali questi spiegò a Jones che la Messa cattolica non era semplicemente un servizio commemorativo, come volevano i protestanti, ma un sacrificio che aveva la sua ragion d’essere nella presenza reale di Cristo nell’Eucarestia (più in generale la nozione di sacramento ebbe una grandissima ripercussione nella vita e nell’arte di Jones, motivo cardine pure di The Anathemata). Da O’Connor derivò probabilmente anche il suo amore per le parole del Canone della Messa, «ortodoxis atque catholicae et apostolicae fidei cultoribus», e fu lui a metterlo in contatto per la prima volta con lo scultore Eric Gill, il quale, insieme a Hilary Pepler, Desmond Chute e Joseph Cribb aveva fondato a Ditchling Common, nel Sussex, una comunità di artigiani cattolici.

La Guild of St Joseph and St Dominic, questo il suo nome, era una manifestazione del movimento Arts and Crafts, nato su iniziativa di William Morris intorno agli anni Ottanta del secolo precedente allo scopo di rivitalizzare i valori e il modus vivendi della società pre-industriale. Sul versante politico, però, i membri della Guild non erano socialisti ma “distributisti”, professando la redistribuzione dei mezzi di produzione anziché l’abolizione della proprietà privata. La loro comunità era una cooperativa -proprietaria delle abitazioni e dei laboratori, che i lavoratori affittavano – mentre i membri possedevano i propri attrezzi, il frutto del loro lavoro e gli eventuali ricavi. Le donne si occupavano generalmente delle case e dei giardini, preparavano con le loro mani il pane, la birra e confezionavano i vestiti.  

David Jones, North Downs (1921)

Il 29 gennaio 1921 un Jones stanco della scuola d’arte e incerto sul futuro si presentò alla porta dello studio di Gill. Mentre lo osservava incidere delle lettere nella pietra, Gill gli spiegò che la loro comunità aveva come obiettivo quello di integrare la vita, il lavoro, la religione e la cultura locale, convinto che le persone e i critici, pur visitando mostre e andando a teatro, mancassero di quell’essenziale visione unificante garantita dalla fede. Jones intendeva proprio questo quando più avanti dichiarò che «non si può avere quella cosa che l’intellighenzia chiama “cultura” se non si ha un vero sostrato culturale». Cenarono insieme e si salutarono con la promessa che si sarebbero mantenuti in contatto epistolare.

Durante le vacanze primaverili, a metà maggio, Jones e l’amico Frank Wall, lo stesso che lo aveva accompagnato a Ditchling, percorsero la via del pellegrino da Londra a Canterbury. Fecero sessanta miglia in tre giorni e, una volta entrati nella cattedrale, Jones non si poté trattenere dal dare uno schiaffo all’effige di John Pecham, l’arcivescovo che aveva aiutato Edoardo I a conquistare il Galles. A muovere la sua mano non furono quindi istinti anticlericali ma un rancore più storico-politico, unito al fastidio per certi sciagurati connubi tra stato e gerarchie ecclesiastiche che fino alla fine dei suoi giorni dimostrò di mal sopportare. La visita alle rovine dell’abbazia benedettina di St. Augustine lo spinse inoltre ad approfondire le malefatte del «totalitarismo Tudor» – definizione sua – leggendo diversi libri sul tema.

Sulla strada per Canterbury Jones fece uno schizzo delle colline del Kent che successivamente utilizzò per un grande dipinto a olio, North Downs (1921). Si tratta di una delle sue poche opere basate su un disegno preparatorio a essere sopravvissute, questo anche perché in seguito avrebbe prediletto gli acquarelli, lavorando direttamente en plein air. Del medesimo anno è un altro olio intitolato Our Lady of the Hills in cui la Madonna bacia il piccolo che ha tra le braccia con sguardo mesto, presentendone le sofferenze. Ancora una volta le colline sullo sfondo sono ispirate a quelle del Kent.

David Jones, Our Lady of the Hills (1921)

All’approssimarsi del suo ingresso nella Chiesa, Jones venne tormentato da nuovi dubbi di cui scrisse a padre O’Connor e a Gill, ricevendo in risposta da parte di entrambi parole d’affetto. A luglio si recò a Ditchling ed ebbe con il suo fondatore un’illuminante discussione a proposito della validità delle pretese del cattolicesimo. A un certo punto, nel mezzo della chiacchierata, Gill disegnò tre forme triangolari, una le cui linee non si incontravano perfettamente negli angoli, una seconda ancora più disconnessa e una terza invece perfetta. Quindi chiese a Jones di scegliere il triangolo. Quando il giovane indicò l’ultima figura, affermando di preferirla alle altre, Gill si limitò a rimarcare come non gli avesse detto di scegliere quella che a lui piaceva di più, ma l’unica delle tre che era effettivamente un triangolo. Quella era la Chiesa cattolica, mentre le altre figure erano le Chiese ortodosse, la Chiesa d’Inghilterra e qualsiasi altra denominazione protestante. Quel giorno ogni dubbio che ancora albergava nella mente e nel cuore di Jones scomparve all’improvviso.

All’inizio di agosto si trasferì per un periodo a Ditchling per aiutare Gill nella pittura delle lettere incise sul monumento ai caduti del New College di Oxford. Con lui, a condividere la stanza da letto ricavata nell’attico di un caseificio, vi era anche Denis Tegetmeier, ex studente d’arte e soldato. Nei ritagli di tempo libero Jones ebbe l’opportunità di conoscere altri membri della comunità con i quali finì per stringere importanti legami d’affetto, sempre più convinto che la Guild potesse essere il suo futuro. Venne presentato a padre John Gray, ex discepolo di Oscar Wilde e parroco a Edimburgo, che era lì in visita, e Chute lo iniziò all’intaglio del legno. Tale pratica dava particolare enfasi al disegno, necessitando di un’estrema semplificazione, e l’uomo dovette riconoscere presto che il pupillo in questo era più abile di lui. Jones divenne intimo anche di Pepler, il cui bell’aspetto era guastato da un occhio storto che viene rievocato pure in The Anathemata, associato ad Afrodite. Pepler era il responsabile della St Dominic’s Press, la casa editrice della comunità, finalizzata principalmente alla propaganda.

Eric Gill (1927 circa)

Rientrato a Brockley, Jones percepì che era finalmente arrivato il momento di compiere il grande passo: nonostante le timide proteste dei genitori – il padre gli scrisse che diventare “papista” significava tradire il re – il 7 settembre venne battezzato sub conditione da padre O’Connor presso la chiesa di St Cuthbert. Wall, il cui zelo cattolico sarebbe evaporato col tempo, gli fece da padrino e come nome di battesimo scelse Michael, probabilmente perché l’arcangelo Michele è il patrono dei soldati (ma può darsi che Jones avesse in mente anche il cane di famiglia, suo compagno fedele). A padre O’Connor dedicò molti anni dopo una poesia, The Kensington Mass, un omaggio alla memoria di quell’«incredibile irlandese di Meath […] il cui amore per l’Italia era così forte e la sua capacità di comprensione così grande, sempre accompagnata dall’inevitabile buon umore irlandese».

Se Jones divenne cattolico non fu unicamente per ragioni storiche o estetiche. È vero che della Chiesa apprezzava la continuità col passato, il suo essere custode di tesori antichi, e considerava la Messa il più grande capolavoro artistico; eppure ciò che lo spronò definitivamente alla conversione fu soprattutto la convinzione che quella di Roma fosse l’unica Chiesa “reale”, un po’ come Gill aveva tentato di dimostrargli disegnando le tre figure triangolari.  

Hilary Pepler con la famiglia (1921 circa)

Prese dunque a frequentare regolarmente, alla domenica, la chiesa di St. Mary Magdalene, non troppo distante dalla casa dei genitori, con i quali, per fortuna, le tensioni religiose si erano rapidamente stemperate (per Natale il padre gli donò addirittura una copia de Il sogno di Geronzio di J. H. Newman). Tra i tre sacerdoti agostiniani che si alternavano in parrocchia il suo prediletto era padre Bernardine Balfontaine, originario del sud della Francia, che, come predicatore e come interlocutore provato, ebbe su di lui una profonda influenza, forse più di qualsiasi altro sacerdote che conobbe. Degli agostiniani apprezzava poi il loro modo di intonare il Te igitur, la stessa preghiera che apre The Anathemata.

Nel frattempo Jones andava cercando una sua collocazione nel mondo, e dopo un’ennesima visita a Ditchling tra novembre e dicembre era più che mai deciso a traferirsi lì…

L’approfondimento della vita e dell’opera di David Jones continua nei prossimi articoli della serie.



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Le immagini a corredo dell’articolo sono tratte da T. Dilworth, David Jones Unabridged: The online version of David Jones Engraver, Soldier, Painter, Poet (https://windsor.scholarsportal.info/omp/index.php/digital-press/catalog/book/204?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExQ1R2ZUFDb1VxNHY4bWdyanNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR4yVa3owUWyA3LiUSifxZAT5W2XFqZ6dphwE_QpUu6rFWvISXBwUW6tgOnLmA_aem_X9s9EggFxpEN0b8Mo1pgDw). Nell’immagine in evidenza, ottenuta giustapponendo tre fotografie differenti, sono ritratti Eric Gill, David Jones e un giovane padre O’Connor.