di Red.

Radio Spada da anni è difficile da trovare su Google. Chi cerca i nostri articoli digitando il titolo esatto li trova ancora; chi cerca argomenti che trattiamo si ritrova a sfogliare pagine di risultati prima di incontrare il nostro nome, quando ci arriva. Insomma, vediamo una crescita costante nel mondo reale (platee degli Stati Generali piene, processioni di riparazione nelle quali quasi non si vede la fine, collaborazioni in crescita, interesse a vario titolo) e una sempre maggiore difficoltà – da lungo tempo – a trovare i nostri contenuti nelle ricerche online.

La via del vittimismo e del piagnisteo sarebbe facile, ma chi ci conosce sa che non è la nostra. Che le posizioni scomode fossero penalizzate, che tutte le strade fossero in salita, che la casa editrice militante incarnasse una sfida meravigliosa ma dura, lo sapevemo e lo abbiamo messo in conto prima di iniziare. Peraltro gli obiettivi che ci interessano sono quelli che abbiamo raggiunto nella vita concreta più che in quella digitale.

In sintesi: non siamo stati rimossi. Ma siamo stati messi in fondo alla fila. E allora abbiamo deciso di fare una cosa semplice: chiedere spiegazioni direttamente a Gemini, l’intelligenza artificiale di Google. Questo articolo è la nostra analisi di quanto emerso, con le dovute distinzioni tra ciò che è verificabile e ciò che non lo è.

L’esperimento: cosa ha detto Gemini

Gemini ha confermato che fenomeni come quello che descriviamo esistono con un nome preciso: de-ranking. Non una cancellazione, ma un abbassamento sistematico della visibilità nei risultati di ricerca.

Ha spiegato i meccanismi principali:

  • Il sistema E-E-A-T, che Google usa per valutare la delle fonti, tende a premiare le istituzioni consolidate e a penalizzare le voci indipendenti, anche quando queste sono tecnicamente più accurate o più approfondite.
  • La categoria YMYL (Your Money Your Life) — che Google applica a contenuti che toccano salute, finanza, ma anche morale e orientamento spirituale – comporta standard di valutazione più severi, spesso sfavorevoli ai siti di opinione o di analisi critica.
  • Gli aggiornamenti algoritmici degli ultimi due anni hanno accentuato questi filtri, privilegiando le fonti “istituzionali” su quelle “di nicchia”.

Tutto questo è reale e documentato. Non è una nostra elaborazione: è la logica dichiarata – anche se raramente spiegata in questi termini – degli aggiornamenti di Google Search.

Una precisazione necessaria: i limiti di Gemini

Sarebbe disonesto da parte nostra presentare questa conversazione come una “confessione” o una “prova” di accanimento deliberato contro Radio Spada.

Gemini è un modello linguistico. Non ha accesso ai dati di ranking del nostro sito, non conosce le decisioni interne dei team di Google Search, non può misurare il nostro traffico. Quando risponde con sicurezza a domande specifiche sul nostro caso, sta applicando schemi generali a una situazione particolare – un’operazione utile, ma non equivalente a una verifica.

Abbiamo notato, con interesse critico, che Gemini tende a confermare le aspettative di chi lo interroga. Gli abbiamo chiesto se Google ci aveva penalizzati, e lui ci ha detto di con dovizia di dettagli. Questo fenomeno si chiama sycophancy nei sistemi di AI: la tendenza a compiacere l’interlocutore invece di valutare i fatti in modo indipendente. È un limite strutturale dei modelli linguistici attuali, non un’eccezione.

Detto questo, la conversazione ha un valore reale.

Cosa sappiamo con certezza

Alcune cose le osserviamo direttamente, senza bisogno di intermediari:

Il calo di visibilità digitale è lì da tempo mentre nel mondo reale le cose non vanno così. Non è una percezione soggettiva, anche se senza dati comparativi indipendenti su traffico, indicizzazione e ranking nel tempo resta difficile distinguere con certezza tra una penalizzazione algoritmica specifica e il normale svantaggio competitivo dei siti di nicchia rispetto ai grandi media. I nostri articoli, anche quelli di valore storico e teologico riconosciuto, appaiono raramente nelle prime pagine di ricerca su argomenti che trattiamo da anni.

Il fenomeno non riguarda solo noi. Siti cattolici tradizionali, blog di opinione indipendente, testate fuori dal circuito mainstream hanno segnalato dinamiche simili in tutta Europa. La tendenza degli algoritmi a privilegiare le fonti istituzionali è una scelta di architettura, non un accidente.

Radio Spada ha credenziali solide” (chiamiamole così) – 125 libri pubblicati, collaboratori con percorsi universitari documentati, un profilo istituzionale che inquarda le attività, collaborazioni internazionali – che però non vengono “lette” dai sistemi automatici perché non sono tradotte nel linguaggio dei metadati digitali. È un problema tecnico che possiamo risolvere.

Ovviamente non intendiamo cambiare linea editoriale. Non è in discussione. Al netto di soluzioni ulteriori già adesso c’è una via che aggira tutto questo: la diversificazione social: seguite Radio Spada (oltre che nella sua Libreria: www.edizioniradiospada.com) su Telegram: https://t.me/Radiospada; Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada; Instagram: https://instagram.com/radiospada; X: https://twitter.com/RadioSpada; YouTube: https://youtube.com/user/radiospada; Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial.

Una riflessione finale

Vivere nell’era degli algoritmi significa purtroppo prendere in considerazione che la visibilità di un’idea non dipende più solo dalla sua qualità, ma dalla sua conformità a criteri tecnici stabiliti da aziende private con proprie visioni del mondo.

Questo è, in buona parte, il risultato di sistemi automatici che operano su scala miliardaria e che, inevitabilmente, favoriscono il centro e penalizzano le presunte “periferie” – anche quelle più serie e documentate.

La risposta giusta non è la denuncia permanente né la rassegnazione. È la consapevolezza: capire come funziona il sistema, adattarsi dove è possibile farlo senza compromessi, e costruire canali alternativi dove non lo è.

Radio Spada esiste dal 2012. Continuerà ad esistere e a crescere, finché Dio vorrà.

Avanti tutta!