A fini di studio e approfondimento presentiamo ai lettori questa pagina, ricordando che la via maestra per avvicinare ogni uomo a Cristo è quella che unisce verità e carità, dottrina e misericordia.
di Cornelio a Lapide S.I. [1]
San Giacomo [parlando di «religione pura e immacolata»] allude sia ai Giudei — dei quali egli stesso era Vescovo[2] — che riponevano la propria religione e purezza nelle cerimonie e nelle purificazioni legali, sia ai Gentili, che si ritenevano religiosi venerando una moltitudine di dei con sacrifici e riti nefandi. Egli contrappone, dunque, la religione pura dei Cristiani alla vana e non monda religione dei Giudei[3], così come all’empia superstizione dei Pagani, dei Saraceni e degli eretici. Sembra infatti che Giacomo avesse previsto nello spirito, e dunque condannato, le religioni e i riti impuri dei Gnostici[4] e dei Carpocraziani[5], i quali nelle loro assemblee si contaminavano con incesti e unioni nefande (come testimonia Eusebio, libro 4, cap. 7), e degli Ofiti[6], i quali consacravano la loro Eucaristia attraverso il contatto con un serpente, credendo che esso fosse il Cristo (come testimonia Sant’Agostino, eresia 6 e 17). Allo stesso modo, oggi è impura la religione di Lutero[7]e Calvino, con la quale condannano i digiuni, le leggi e i voti della Chiesa, e incitano, anzi costringono, i monaci a nozze sacrileghe. Il senso è dunque questo: i Giudei ripongono la purezza della loro religione in molteplici abluzioni; i Pagani nel sacrificio di molte vittime a molti dei; gli eretici nelle impure finzioni e turpitudini del proprio intelletto; i Saraceni un tempo nel culto di Lucifero e in seguito di Maometto, ecc. Al contrario, la religione pura e immacolata e la pietà di Cristo e dei Cristiani si riconosce e consiste soprattutto nella misericordia e nella carità, vale a dire nel visitare gli orfani e le vedove e nel conservarsi immacolati da questo mondo.
Commentaria in Sacram Scripturam, Tomus X, Neapoli, 1859, p. 364
- Cornelio a Lapide S.I. (latinizzazione di Cornelis Cornelissen van den Steen; 1567–1637), è stato un celebre esegeta fiammingo. Professore di Scrittura prima a Lovanio e poi a Roma, è noto principalmente per la sua monumentale opera di commento a quasi tutti i libri della Bibbia (fatta eccezione per i Salmi e il Libro di Giobbe). I suoi commentari, che fondono rigore filologico, dottrina patristica e afflato omiletico, godettero di una straordinaria diffusione e sono tuttora considerati un caposaldo dell’esegesi cattolica della Controriforma. ↩︎
- San Giacomo Minore, soprannominato il Giusto, cugino di Gesù, fu il primo vescovo Gerusalemme e vi fu martirizzato dai Giudei nel 62 d.C. Vedi l’articolo “Il martirio di San Giacomo Minore per mano giudaica e i buoni rapporti tra i cristiani e l’impero romano”. ↩︎
- «Nella Croce dunque la Vecchia Legge morì, in modo da dover tra breve esser seppellita e divenir mortifera» (Pio XII, Mystici Corporis, 29 giugno 1943). ↩︎
- Per gnosi (dal greco γνῶσις, «conoscenza») o meglio gnosi spuria o ancora gnosticismo si intende un variegato e complicato sistema di dottrine di auto-lliminazione e auto-salvazione, generalmente occulte, molto antiche ma anche molto attuali. La Genesi ci parla del primo apparire della gnosi spuria quando si racconta del diavolo che invita Eva a mangiare il frutto proibito dicendole: «Sarete come Dio, avendo conoscenza del bene e del male» (Gen. III, 5). I capisaldi del sistema sono: una svalutazione della materia e della corporeità, la cui creazione è attribuita a un dio malvagio; una conseguente distorta valorizzazione di ciò che è spirituale; la deificazione dell’uomo, in virtù della scintilla divina che è in noi. Peculiare è quindi il dualismo tra corpo e anima, spirito e materia, emanazione di due principi, uno buono e l’altro malvagio, sempre contrapposti. In base a questi principi il Docetismo rifiutò la realtà dell’incarnazione; i Catari rigettarono i sacramenti per via della loro materialità; i francescani degenerati, Hus e Lutero rigettarono la visibilità della Chiesa gerarchica; Calvino sostenne la sua erronea teoria della doppia predestinazione. Si può scorgere la gnosi spuria dietro ogni carismatismo che vede come fumo negli occhi l’istituzione ecclesiastica e il diritto canonico, dietro ogni esaltazione di pratiche sessuali esasperatamente lascive e volutamente sterili, dietro il disprezzo per la vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. ↩︎
- I Carpocraziani, seguaci di Carpocrate di Alessandria (II secolo), sostenevano una dottrina di liberazione dalle leggi morali. ↩︎
- Gli Ofiti (dal greco ὄφις, serpente) erano noti per attribuire un ruolo salvifico al serpente della Genesi, interpretato come colui che aveva donato all’uomo la conoscenza del bene e del male. ↩︎
- Nella prefazione alla sua traduzione del Nuovo Testamento (1522), Lutero definì l’Epistola di Giacomo una “lettera di paglia” (eine recht stroherne Epistel). Il fatto che in essa si affermi la necessità delle opere per la salvezza, secondo l’eresiarca sassone contraddiceva l’insegnamento paolino, il che è falso, come si può vedere nell’articolo “La lezione anti-luterana di San Paolo sulla carità“. ↩︎




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