di Red.

Un’analisi dell’intervista di John Lennox “What does the AI revolution mean for what it means to be human?“. John Lennox è Professore Emerito di Matematica a Oxford, noto per i suoi dibattiti contro esponenti del Nuovo Ateismo. Difende la compatibilità tra scienza e religione, sostenendo che la razionalità dell’universo presuppone l’esistenza di un Creatore anziché escluderlo. Recentemente analizza l’etica dell’IA, opponendo la natura reale dell’uomo alla visione di “Homo Deus” che cerca l’immortalità tecnologica.


Introduzione. In un’intervista cruciale rilasciata durante la conferenza Missional AI 2026, Lennox traccia un bilancio lucido e a tratti inquietante di quella che definisce la “Quarta Rivoluzione Industriale”. Non si tratta solo di algoritmi più veloci o di automazione industriale; ciò a cui stiamo assistendo è una rinegoziazione fondamentale della definizione di essere umano. Attraverso un’analisi che spazia dalle profezie orwelliane di “1984” fino alle tesi provocatorie di Yuval Noah Harari in “Homo Deus”, Lennox ci invita a guardare oltre la superficie dell’innovazione per scorgere le correnti profonde che stanno plasmando il nostro futuro.

La Scala del Cambiamento: Una Rivoluzione Senza Precedenti. Lennox inizia sottolineando come questa rivoluzione differisca da tutte le precedenti. Se la rivoluzione del vapore o quella elettrica hanno sostituito il lavoro muscolare, l’Intelligenza Artificiale sta sostituendo ciò che credevamo fosse il dominio esclusivo dell’uomo: l’intelligenza e la capacità decisionale, almeno intese in un certo senso. Citando Dario Amadei, CEO di Anthropic, Lennox avverte che i modelli linguistici avanzati potrebbero rendere ridondante il 50% dei lavoratori “colletti bianchi” in tempi brevissimi.

L’esempio del programmatore Matt Schumer è emblematico: egli ha descritto come oggi sia possibile dettare un’intera applicazione web in inglese naturale e lasciare che l’IA scriva migliaia di righe di codice, le testi e prenda decisioni architettoniche autonome. Questo non è più uno strumento passivo; è un’entità che mostra una forma di “agenzia”. La preoccupazione di Lennox non è solo economica, ma esistenziale: cosa resta dell’uomo quando la sua competenza diventa una merce a basso costo?

Lo Scontro tra Visioni del Mondo: Il Caso “Homo Deus”. Il cuore della riflessione di Lennox riguarda il confronto con Yuval Noah Harari. Il libro di Harari, Homo Deus, sostiene che l’umanità stia mirando all’immortalità e alla divinità attraverso la biotecnologia e l’ingegneria del software.

Lennox identifica in questa spinta un’eco antica. Per Harari, l’uomo è un “algoritmo di carne” che può essere ottimizzato fino a diventare divino. Per Lennox, questo è il culmine della deificazione dell’uomo, un tema che attraversa tutta la letteratura biblica, dalla tentazione nel Giardino dell’Eden (“sarete come dèi”) fino alle visioni dell’Anticristo nel libro della Rivelazione. Lennox nota con ironia come gli scienziati stiano spendendo miliardi per costruire una “super-intelligenza” da adorare, ignorando che, nella visione teistica, l’universo è già governato da una Super-Intelligenza infinita.

L’Immortalità: Tecnologia vs Resurrezione. Il desiderio di sconfiggere la morte è il motore pulsante di Homo Deus. Lennox sottolinea una distinzione fondamentale: mentre Harari cerca l’immortalità “dal basso”, attraverso il caricamento della mente o la riparazione cellulare, il cristianesimo propone l’immortalità “dall’alto”, attraverso la resurrezione. Lennox sostiene che l’ossessione tecnologica per la vita eterna sia in realtà un “desiderio di Dio” mal indirizzato. Il tentativo di Harari di liquidare di fatto Gesù Cristo viene smontato da Lennox richiamando la realtà della natura umana, che rimane tragicamente segnata dal male e dal peccato, elementi che nessun algoritmo può eliminare.

Il Problema del Controllo e l’Etica Relativista. Un altro tema critico è il cosiddetto “controllo dell’IA”. Lennox osserva che l’etica di un sistema dipende interamente dai valori dei suoi programmatori. Se l’obiettivo supremo di un’IA è “massimizzare il profitto”, essa potrebbe distruggere la salute mentale degli utenti attraverso algoritmi di dipendenza semplicemente perché sono più redditizi.

Il Dr. Lennox avverte che la tecnologia sta correndo molto più velocemente della nostra capacità di regolarla eticamente. Inoltre, il rischio è aggravato dai “bad actors” che utilizzano l’IA per la sorveglianza totale o per armi autonome (droni killer). Qui il riferimento a Orwell si fa concreto: l’IA offre a certi regimi strumenti di controllo senza precedenti.

Simulazione vs Coscienza: Il Limite Invalicabile. Lennox è categorico sulla distinzione tra IA e uomo: l’IA non ha una vita interiore. Non prova esperienze soggettive come il profumo di una rosa. Può simulare il dolore o l’amore, ma non li sperimenta. Questa mancanza di coscienza è ciò che garantisce all’uomo una posizione unica. Il pericolo della “deumanizzazione” avviene quando iniziamo a trattare gli esseri umani come macchine da ottimizzare e le macchine come persone da amare.

Profezia e Tecnologia: Una Convergenza Inquietante. Lennox affronta anche la convergenza tra sviluppi tecnologici e descrizioni bibliche di un governo mondiale centralizzato. L’IA, con la sua capacità di monitorare ogni transazione economica, rende tecnicamente possibile ciò che viene biblicamente descritto come il controllo totale della società. Tuttavia, il messaggio di Lennox non è di disperazione: egli esorta a usare l’IA come uno strumento benigno (per la medicina o la traduzione) evitando che diventi il nostro padrone.

Conclusione: La Dignità Ritrovata. L’appello finale di John Lennox è alla responsabilità individuale. Egli invita a valorizzare l’essere umano non per ciò che sa fare, ma per ciò che è. In un mondo dove l’intelligenza è diventata economica e la creatività è prodotta in serie, la vera ricchezza risiede nella coscienza, nella moralità e nella capacità di relazionarsi con Dio. La vera innovazione non sarà quella delle macchine che pensano, ma quella degli uomini che ricominciano a capire cosa significhi veramente essere fatti a immagine di Dio.


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