di San Tommaso d’Aquino (Super Io., cap. 14 l. 6)

Gesù dice: «Il Paraclito poi, lo Spirito santo, che il Padre manderà nel nome mio, egli insegnerà a voi ogni cosa, e vi suggerirà tutto quello che ho detto a voi» (Io. 14, 24)[1]. Qui mette in evidenza tre aspetti riguardo allo Spirito Santo: Primo, lo descrive; secondo, ne descrive la missione; terzo, l’effetto.

1. La descrizione dello Spirito Santo

Egli lo descrive in vari modi: come Paraclito, come Spirito e come Santo.

  • Paraclito: Egli è tale perché ci consola, sia riguardo alle tristezze dovute ai turbamenti di questo mondo: «All’esterno battaglie, all’interno timori» (2Cor. 7, 5), «Colui che ci consola in ogni nostra tribolazione» (2Cor. 1, 4). E fa questo in quanto è Amore, facendoci amare Dio e facendocelo considerare come il bene supremo: per questo motivo sopportiamo con gioia le ingiurie, secondo quanto detto in Atti 8, 39: “Gli apostoli se ne andavano lieti dal sinedrio, perché erano stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù»; e in Matteo 5, 12: «Rallegratevi ed esultate, perché la vostra ricompensa è grande nei cieli». Inoltre, ci consola contro le tristezze per i peccati passati, di cui si dice in Matteo V, 5: «Beati quelli che piangono». E fa questo in quanto ci dona la speranza del perdono: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi» (Io. 20, 23) e «Per dare consolazione a quanti piangono in Sion» (Is. 61, 3).
  • Spirito: Lo è perché muove i cuori all’obbedienza a Dio: «Quando giungerà come un fiume impetuoso, che lo spirito del Signore spinge» (Is. 59, 19); «Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio» (Rom. 8, 14).
  • Santo: Lo è perché ci consacra a Dio; infatti tutte le cose consacrate sono dette sante: «Non sapete che i vostri corpi sono il tempio dello Spirito Santo?» (1Cor. 6, 19); «L’impeto del fiume rallegra la città di Dio» (Sal 45, 5).

2. La missione dello Spirito Santo

Successivamente, dicendo «che il Padre manderà nel mio nome», tratta della sua missione. Non bisogna intendere che Egli venga a noi attraverso un movimento locale, ma perché deve essere in essi, in cui prima non era, in un modo nuovo: «Manda il tuo spirito e saranno creati» (Sal 103, 30) s’intende nell’essere spirituale. Ma nota che lo Spirito Santo è mandato dal Padre e dal Figlio[2]: per mostrare ciò, talvolta Gesù dice che lo manda il Padre, come qui; talvolta che lo manda Egli stesso, come più avanti nel cap. 16, 7: «Che io vi manderò». Ma non dice mai che sia mandato dal Padre senza fare memoria di se stesso; per cui dice: «che il Padre manderà nel mio nome». Né dice che sia mandato da sé, il Figlio, senza far memoria del Padre; per cui dice: “che io vi manderò dal Padre”. Ma cosa significa «nel mio nome»? Forse che lo Spirito Santo sarà chiamato Figlio? Si potrebbe dire che si esprime così perché lo Spirito Santo veniva dato ai fedeli su invocazione del nome di Cristo. Ma è meglio dire che, come il Figlio venne nel nome del Padre – «Io sono venuto nel nome del Padre mio» (Gv 5, 43) – così anche lo Spirito Santo viene nel nome del Figlio. Il Figlio venne nel nome del Padre non perché fosse il Padre, ma perché era il Figlio del Padre: allo stesso modo lo Spirito Santo viene nel nome del Figlio, non perché sia chiamato Figlio, ma perché è lo Spirito del Figlio: «Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, costui non gli appartiene» (Rom 8, 9); «Dio ha mandato lo Spirito del suo Figlio nei vostri cuori» (Gal 4, 6). Ciò accade per la consustanzialità del Figlio al Padre e dello Spirito Santo al Figlio. Inoltre, come il Figlio venendo nel nome del Padre sottomise i suoi fedeli al Padre – «Ci hai fatti regno per il nostro Dio» (Apoc 5, 10) – così lo Spirito Santo ci ha configurati al Figlio, in quanto ci adotta come figli di Dio: «Avete ricevuto lo Spirito di adozione a figli, per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre» (Rom 8, 15).

3. L’effetto dello Spirito Santo

Infine, tratta dell’effetto dello Spirito Santo dicendo: «Egli insegnerà a voi ogni cosa». Infatti, come l’effetto della missione del Figlio fu condurre al Padre, così l’effetto della missione dello Spirito Santo è condurre i fedeli al Figlio. Il Figlio, essendo la Sapienza stessa generata, è la Verità stessa: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6). E perciò l’effetto di tale missione è rendere gli uomini partecipi della divina sapienza e conoscitori della verità[3]. Il Figlio dunque ci trasmette la dottrina, essendo il Verbo; ma lo Spirito Santo ci rende capaci della sua dottrina. Dice dunque «Egli insegnerà a voi ogni cosa», perché qualunque cosa l’uomo insegni esternamente, se lo Spirito Santo non dona l’intelligenza interiormente, egli fatica invano: se lo Spirito non è presente nel cuore di chi ascolta, vana sarà la parola del dottore: «L’ispirazione dell’Onnipotente dona l’intelligenza» (Giob 32, 8); al punto che persino il Figlio, parlando attraverso lo strumento dell’Umanità[4], non ha efficacia se Egli stesso non opera interiormente attraverso lo Spirito Santo. Ma nota che sopra dice: «Chiunque ha udito dal Padre e ha imparato, viene a me» (Gv 6, 45). Qui ne spiega il motivo: perché non si impara se non insegna lo Spirito Santo; è come dire: colui che riceve lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio, costui conosce il Padre e il Figlio e viene a loro. Egli ci fa conoscere ogni cosa interiormente ispirando, dirigendo ed elevando alle realtà spirituali. Infatti, come chi ha il gusto infetto non ha una vera conoscenza dei sapori, così chi è infettato dall’amore del mondo non può gustare le cose divine: «L’uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio» (1 Cor 2, 14). Ma poiché “suggerire” è proprio degli inferiori (come i funzionari nelle cose divine), forse che lo Spirito Santo, che ci suggerisce, è a noi inferiore? Bisogna rispondere, secondo Gregorio, che si dice che lo Spirito Santo “suggerisce” non perché ci infonda la conoscenza dal basso, ma perché somministra occultamente le forze per conoscere. Oppure insegna in quanto ci fa partecipare alla sapienza del Figlio, e suggerisce in quanto ci spinge in quanto è Amore. Oppure «vi suggerirà ogni cosa» nel senso che richiamerà alla memoria: «Si ricorderanno e si volgeranno al Signore tutti i confini della terra» (Sal 21, 28). Bisogna sapere infatti che, tra le cose che Cristo disse ai discepoli, alcune non le compresero, di altre invece non avevano memoria. Dice dunque il Signore: «Egli vi insegnerà ogni cosa» (che ora non potete comprendere) «e vi suggerirà ogni cosa» (che non riuscite a fissare nella memoria). Come avrebbe potuto infatti l’evangelista Giovanni, dopo quarant’anni, avere memoria di tutte le parole di Cristo che ha scritto nel Vangelo, se lo Spirito Santo non gliele avesse suggerite?[5].


  1. Versetto del Vangelo della messa di Pentecoste (Io. XIV, 23-31). ↩︎
  2. Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio. Si tratta di un dogma di fede, affermato dai Padri Greci e Latini, difeso da San Tommaso d’Aquino, definito nei Concili Lugdunense II e Fiorentino, insegnato espressamente da Urbano VIII, Benedetto XIV, Leone XIII, San Pio X. ↩︎
  3. Lo Spirito Santo e l’infallibilità del Romano Pontefice ↩︎
  4. San Pier Crisologo, Il mistero dell’Umanità di Cristo. ↩︎
  5. Il Vangelo di Giovanni fu scritto secondo la tradizione verso il 70, ossia quaranta anni dopo il discorso di Gesù. Le parole di San Tommaso rimandano all’ispirazione e inerranza delle Sacre Scritture e alla Tradizione come fonte primaria della Rivelazione. ↩︎

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