Don Jean-Michel Gleize ha incontrato per La Porte Latine alcuni giovani e ha risposto alle principali questioni aperte dalla scelta della Fraternità di procedere a consacrazioni episcopali il prossimo 1° luglio. Il video integrale è disponibile in francese. Di seguito proponiamo una nostra sintesi dettagliata.
di Red.
1. Il Fondamento Teologico: Lo Stato di Necessità e l’Aria Avvelenata
- La crisi come dato oggettivo: Don Gleize non descrive lo stato di necessità come una scelta soggettiva, ma come una situazione imposta dalla Provvidenza. L’atmosfera della Chiesa è “avvelenata” dai principi del Concilio (liberalismo ed ecumenismo) che rendono difficile essere cattolici e trovare una predicazione autentica [00:03:22].
- Esempi di rottura dottrinale: Viene citata la dichiarazione Fiducia Supplicans. Don Gleize pone il problema pedagogico: come può un genitore spiegare ai figli l’immoralità del concubinato se Roma autorizza la benedizione di tali coppie? [00:11:34]. Questo scontro tra la prassi romana e la morale perenne giustifica la reazione episcopale.
- L’analogia della sopravvivenza: Si parla di “Operazione Sopravvivenza”. Come in un ambiente senza ossigeno si ha diritto a usare bombole d’aria proprie, così la FSSPX rivendica il diritto di darsi vescovi per garantire la “respirazione” spirituale dei fedeli [00:03:29].
2. Anatomia del Potere: Ordine vs Giurisdizione
- Il Potere d’Ordine: È il potere finalizzato alla santificazione tramite i sacramenti. Si acquisisce con il rito dell’ordinazione, è indelebile e il consacratore agisce come strumento di Dio [00:35:00].
- Il Potere di Giurisdizione: È il potere finalizzato al governo. Viene concesso dal Papa tramite un atto di volontà (missione canonica) e può essere revocato [00:35:47].
- La distinzione come baluardo contro lo scisma: Don Gleize spiega che lo scisma consiste nell’usurpare la giurisdizione (nominare vescovi con autorità di governo). La FSSPX, consacrando vescovi senza giurisdizione (senza diocesi), compie un atto di “disobbedienza” disciplinare ma non un atto scismatico, poiché non pretende di conferire autorità di governo [00:19:56].
3. Il Conflitto tra Ecclesiologie: Tradizione vs Vaticano II
- La “nuova” ecclesiologia: Nella costituzione Lumen Gentium, si lascia intendere che la consacrazione episcopale conferisca sia l’ordine sia, in un certo senso, la giurisdizione [00:41:13]. Don Gleize definisce questo punto come una novità assoluta senza fondamento nella Tradizione [00:41:48].
- La prova della contraddizione romana: Il teologo nota che oggi Roma affida incarichi di giurisdizione (governo nella Curia) a laici e donne che non possiedono l’ordine sacro. Se la giurisdizione derivasse davvero solo dalla consacrazione episcopale, Roma non potrebbe agire così. Questo prova, per assurdo, che la distinzione tradizionale difesa dalla FSSPX è corretta [00:42:38].
4. La Natura della Legge: Diritto Divino e Diritto Ecclesiastico
- Leggi Divine: Sono quelle date direttamente da Dio (es. “non uccidere l’innocente”, il primato del Papa). Non ammettono eccezioni, nemmeno in stato di necessità [00:15:01].
- Leggi Ecclesiastiche: La riserva al Papa della consacrazione episcopale è una norma di diritto ecclesiastico sviluppatasi principalmente dal XII secolo per evitare abusi [00:18:03]. Non essendo di diritto divino, questa legge può essere sospesa se la sua applicazione va contro il bene supremo della Chiesa [00:18:36]. Di diritto divino è invece la concessione della giurisdizione.
- Il precedente storico: Viene citata l’Ostpolitik di Paolo VI. Vescovi nei paesi comunisti consacrarono altri vescovi contro il volere esplicito del Papa per salvare la gerarchia cattolica. Se fosse stato un divieto di diritto divino, non avrebbero potuto farlo; poiché era diritto ecclesiastico, lo stato di necessità ha prevalso [00:18:55].
5. Obiezioni “Ecclesia Dei”
- La critica in senso generale: Alcuni obiettano, citando San Tommaso, che il vescovo è un “principe” e che quindi l’episcopato richieda intrinsecamente la giurisdizione [00:45:08].
- La risposta di Don Gleize: San Tommaso usa il termine “principe” in senso analogico e liturgico. Durante la messa, il vescovo agisce come un “re nel culto” perché ordina sacerdoti e governa il rito, ma questo non ha a che fare con la giurisdizione territoriale di governo canonico [00:46:09].
- La liturgia della consacrazione: L’uso del pastorale e del trono durante il rito esprime la convenienza che un vescovo abbia anche la giurisdizione, ma non ne indica la fonte. Don Gleize cita l’esempio dei Re di Francia: erano già re per diritto di sangue prima dell’incoronazione solenne; allo stesso modo, la giurisdizione viene dal Papa, non dal rito fisico della consacrazione [00:53:14].
6. Posizione verso il Papa
- Riconoscimento dell’Autorità: La FSSPX riconosce il Papa come Vicario di Cristo e prega per lui. Don Gleize sottolinea che non si rifiuta il Papa in quanto tale, ma “ciò che fa” quando si allontana oggettivamente dalla Tradizione [01:03:42].
- Il dilemma del sedevacantismo: Ammette che la situazione attuale (un Vaticano che danneggia la fede) spinge molti verso l’idea che la sede sia vacante. Tuttavia, Gleize definisce il sedevacantismo una “via senza uscita” perché una Chiesa visibile ha bisogno di un capo visibile per diritto divino [00:34:08].
- L’Unità della Chiesa: Non è solo obbedienza amministrativa, ma è soprannaturale e fondata sulla fede. La visibilità della Chiesa nel 2026 risiede in coloro che professano integralmente il Credo, incluso il Filioque (citato come segno di distinzione dagli scismatici orientali) [00:27:48].
7. Validità e Sanzioni: La “Scomunica” del 2026
- Inesistenza del delitto: Don Gleize cita un canonista tedesco per affermare che, secondo il Codice di Diritto Canonico, chi agisce per necessità è esentato dalla pena [00:57:16].
- Pena mitigata: Anche se si agisse per errore, il diritto prevede che la pena sia mitigata e non possa corrispondere alla scomunica automatica (Latae Sententiae) [00:57:49].
- Sostegni esterni: I casi di Mons. Strickland e Mons. Schneider sono fondamentali perché dimostrano che le analisi della FSSPX non sono un “pro domo sua”, ma sono condivise da vescovi che non appartengono alla Fraternità e che agiscono per pura onestà intellettuale [00:54:43].
8. Conclusione: L’Unità della Fraternità
- Stabilità unica: Don Gleize nota che, a differenza di movimenti scismatici o protestanti che si disgregano, la FSSPX è rimasta giovane e in crescita per quasi 40 anni dopo le consacrazioni del 1988 [00:59:22].
- Apostolato e Carità: Le nuove consacrazioni sono descritte come un atto di carità missionaria: dare alle anime vescovi che non accetteranno compromessi con l’errore, garantendo la gloria di Dio e la salute delle anime [01:07:35].
Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla Chiesa, Golpe nella Chiesa, Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano, L’illusione liberale, CREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.
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