Nostra traduzione dell’articolo Resistere al Papa? apparso su La Porte Latine (a sua volta tratto da Notre-Dame d’Aquitaine, bollettino del Priorato Sainte-Marie, primavera 2026, e da un testo precedente a cura di sacerdoti della Diocesi di Campos). Rimandiamo inoltre al Dossier che raccoglie diversi interventi sul tema.


Il Papa possiede l’autorità suprema in quanto rappresentante visibile di Gesù Cristo, fondatore e capo della Chiesa. Ciò significa che la sua autorità è assoluta e ogni resistenza è necessariamente scismatica? Ecco un estratto di uno studio pubblicato un tempo dai sacerdoti della diocesi di Campos per giustificare le consacrazioni del 1988.

Insegnamento della Chiesa

La Chiesa cattolica non è una società nella quale sarebbe ammesso questo assioma dispotico e immorale, che pretende che l’ordine del superiore, in qualsiasi caso esso sia, dispensi i soggetti dalla loro responsabilità. […] L’opinione secondo la quale il Papa, “in virtù della sua infallibilità, è un principe assoluto”, suppone una concezione totalmente erronea del dogma dell’infallibilità pontificia. Così, come il Concilio Vaticano I ha dichiarato in termini chiari ed espliciti, e come risulta evidentemente dalla natura delle cose, questa infallibilità si restringe a ciò che è proprio del supremo Magistero pontificio, il quale coincide, in verità, con i limiti del Magistero infallibile della Chiesa stessa, la quale è legata alla dottrina contenuta nelle Sacre Scritture e nella Tradizione come alle definizioni già esposte dal Magistero ecclesiastico.

Dichiarazione Collettiva dei Vescovi Tedeschi (Denz-Sch. 5116), dichiarazione confermata dal Papa Pio IX, in nome della sua suprema Autorità Apostolica.

Lo Spirito Santo non è stato promesso ai successori di Pietro per permettere loro di proclamare, secondo le loro rivelazioni, una dottrina nuova; ma per, con la sua assistenza, custodire santamente il deposito della fede, vale a dire la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, ed esporla fedelmente.

Concilio Vaticano I, Concilio dogmatico e infallibile, (sess. IV, c. 4, Denz-Sch. 5070).

La dottrina della fede che Dio ha rivelata non è stata proposta agli uomini come un’invenzione filosofica da perfezionare, ma è stata affidata come un deposito divino alla Sposa di Cristo, affinché la custodisca fedelmente e l’esponga infallibilmente. Perciò bisogna sempre conservare ai dogmi sacri il senso che la Chiesa ha una volta dichiarato, e non è mai permesso, sotto pretesto o colore di una intelligenza più profonda, allontanarsene. Importa dunque [il Concilio continua qui citando san Vincenzo di Lerins] che cresca e progredisca vigorosamente, in ciascuno come in tutti, in ogni uomo particolare così come nella Chiesa intera, nel corso delle epoche e dei secoli, l’intelligenza, la scienza e la sapienza; ma solamente nel suo genere, vale a dire nello stesso dogma, nello stesso senso e nella stessa pensiero: in eodem dogmate, eodem sensu, eademque sententia.

Concilio Vaticano I Ses. III, c. 4 – Denz-Sch. 5020.

Se qualcuno dice che con il progresso della scienza può accadere che si debba dare ai dogmi proposti dalla Chiesa un senso differente da quello che la Chiesa ha compreso e comprende: Sia anatema!

Idem, c. 3.

Il Decreto Lamentabili, ratificato dal Papa san Pio X, in virtù della sua Autorità Apostolica, condannava la proposizione modernista che afferma: “Cristo non ha insegnato un corpo fisso di dottrina applicabile a tutti i tempi e a tutti gli uomini; ha piuttosto inaugurato un certo movimento religioso che si adatta o deve adattarsi ai vari tempi e luoghi.”

Affermazioni dei santi e dottori

Sono innumerevoli le citazioni dei santi e dottori che legittimano la resistenza alle autorità riconosciute come tali. Già le abbiamo citate in varie opere. Ne ricordiamo alcune:

San Roberto Bellarmino:È lecito resistere al Sommo Pontefice che tenta di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non compiendo i suoi ordini e impedendo l’esecuzione della sua volontà” (De Romano Pontifice, Lib. II, c. 29). Da questa affermazione di un santo canonizzato, e proclamato dottore dalla Chiesa che esaminò tutti i suoi scritti, deve dedursi la possibilità di un Papa che tenta di distruggere la Chiesa e la liceità di resistergli.

Questo stesso Santo approvò la 15ª proposizione dei teologi di Venezia, i quali dicevano che “quando il Sommo Pontefice fulmina una sentenza di scomunica che è ingiusta o nulla, non la si deve accettare“. Da ciò si deduce ugualmente la possibilità di resistere.

Adriano II, Papa:Onorio (Papa) fu anatematizzato dagli Orientali. Si deve ricordare che fu accusato di eresia, crimine che rende legittima la resistenza degli inferiori ai superiori, con il rifiuto delle loro dottrine perniciose” (Alloc. III, lect. In Conc. VIII, act. VII).

6° Concilio Ecumenico, sulle lettere del Papa Onorio I al Patriarca Sergio: “Avendo certificato che esse sono in intero disaccordo con i dogmi apostolici e le definizioni dei santi Concili e di tutti i Padri degni di approvazione, e che al contrario esse seguono le false dottrine degli eretici, le respingiamo in maniera assoluta e le esecriamo come nocive alle anime” (Denz-Sch. 550).

San Leone II, Papa:Anatematizziamo Onorio (Papa) che non ha glorificato la Chiesa Apostolica con la predicazione della dottrina della Tradizione Apostolica, ma permise, per un tradimento sacrilego, che fosse deturpata la Fede immacolata (…); non ha spento, come conveniva alla sua autorità apostolica, la fiamma nascente dell’eresia, al contrario la fomentò con la sua negligenza” (Denz-Sch. 565 e 561).

Leone XIII, Papa:Dal momento in cui viene meno il diritto di comandare, o che il comando è contrario alla ragione, alla legge eterna, all’autorità di Dio, allora è legittimo disobbedire agli uomini per obbedire a Dio” (Enciclica Libertas Praestantissimum, n. 15).

Francisco Suarez:Se il Papa si abbassa a dare un ordine contrario ai buoni costumi, non deve essere obbedito; se tenta di fare una cosa manifestamente opposta alla giustizia e al bene comune, sarà lecito resistergli” (De fide, dist. X, sect. VI, n. 16).

Felice III, Papa:È approvare l’errore non resistergli, è soffocare la verità non difenderla… Chiunque manca di opporsi a una prevaricazione manifesta, può essere considerato come un complice segreto” (citato da Leone XIII, nella sua lettera ai vescovi italiani, 8/12/1892).

San Tommaso d’Aquino: “Ogni precetto non prende valore di legge, che secondo la sua ordinazione al bene comune” – “Ogni legge è ordinata alla salute comune degli uomini ed è soltanto in questa misura che acquisisce la sua forza e la sua ragione di legge; nella misura, al contrario, in cui manca a questo fine, perde la sua forza di obbligazione” (I-IIae., q. 90, a 2; 96, a 6).

Dom Guéranger: Quando il pastore si trasforma in lupo, spetta innanzitutto al gregge difendersi. Regolarmente, senza dubbio, la dottrina discende dai vescovi al popolo fedele, e i soggetti, nell’ordine della fede, non hanno affatto da giudicare i loro capi. Ma è nel tesoro della rivelazione dei punti essenziali, dei quali ogni cristiano, per il fatto stesso del suo titolo di cristiano, ha la conoscenza necessaria e la guardia obbligata. Il principio non cambia, che si tratti di credenza o di condotta, di morale o di dogma. I tradimenti simili a quelli di Nestorio sono rari nella Chiesa; ma può accadere che dei pastori restino silenziosi, per una causa o per un’altra, in circostanze in cui la religione stessa sarebbe impegnata. I veri fedeli sono gli uomini che attingono dal loro solo battesimo, in tali congiunture, l’ispirazione di una linea di condotta, non i pusillanimi che, sotto il pretesto specioso della sottomissione ai poteri stabiliti, aspettano per correre al nemico, o opporsi alle sue imprese, un programma che non è affatto necessario e che non si deve affatto dar loro (L’Année Liturgique, festa di san Cirillo d’Alessandria).

San Vincenzo di Lerins:Numerose volte, ho cercato di informarmi, presso un buon numero di uomini eminenti in santità e in sapere, riguardo alla seguente questione: Esiste un metodo sicuro, per così dire generale e costante, per mezzo del quale si possa discernere la vera Fede cattolica dalle menzogne dell’eresia? E, da tutti, ho ricevuto questa risposta: Se, io o un altro, desideriamo scoprire subito i sofismi degli eretici, per evitare di cadere nelle loro imboscate e, Dio aiutandoci, rimanere nella Fede santa, senza restare feriti dall’errore, sarà necessario riparare questa fede dietro una doppia muraglia: l’autorità della Legge divina, e poi la Tradizione della Chiesa cattolica […] Nella Chiesa cattolica stessa, si deve prendere una grandissima cura di tenere ciò che è stato creduto ovunque, sempre, e da tutti (quod ubique, quod semper, quod ab omnibus), perché ciò è veramente cattolico…” (Commonitorium, II).

San Sisto, Papa: In una lettera inviata al vescovo di Alessandria, a proposito dell’eresiarca Nestorio: “Dato che, conformemente alla parola dell’Apostolo, la Fede è “la Fede che ha prevalso vittoriosamente” crediamo ciò che dobbiamo professare, e professiamo ciò a cui dobbiamo aderire: che nessuna concessione sia fatta alla novità, perché nulla deve essere aggiunto al deposito antico. Che la fede, la credenza limpida dei nostri antenati, non sia alterata da alcun miscuglio di fango” (citato da San Vincenzo di Lerins, Commonitorium, XXXII).

Esempio dei Santi

San Paolo che resiste al primo Papa, San Pietro, e pubblicamente.

San Atanasio, che resistette al Papa Liberio, non andando a Roma ed essendo da lui scomunicato ingiustamente (Denz-Sch. 158, 141 e 142).

San Eusebio, San Atanasio e San Teodoro Studita: “A causa dei pressanti bisogni, in questi momenti critici in cui campeggia l’eresia, tutto non si fa esattamente come è stato stabilito in tempo di pace. Ora, ecco precisamente ciò che il beato Atanasio e il santissimo Eusebio fecero manifestamente: entrambi imposero le mani al di fuori dei limiti (della loro giurisdizione). Anche ora, nell’eresia presente, si vede che accade la stessa cosa.” San Teodoro Studita – Anno 758–826, Patrologiae Graecae – Migne – T. XCIX.

San Gregorio di Nazianzo (+389), riprovò l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche di fronte all’arianesimo: “I Pastori hanno agito come degli insensati…

San Goffredo di Amiens, San Ugo di Grenoble, Guido di Vienna e altri vescovi riuniti al sinodo di Vienna (1112) resistettero al Papa Pasquale II, nella questione delle investiture: “Se, come non crediamo assolutamente, voi sceglieste un’altra via e rifiutaste di confermare le decisioni che abbiamo preso, Dio non voglia, noi saremmo allora allontanati dalla vostra obbedienza” (citato da Bouix, “Tract, de Papa” t. II, p. 650).

La Chiesa, nelle Litanie dei Santi chiede a Dio:

Affinché vi degniate di conservare nella Santa Religione il Sommo Pontefice e tutti gli Ordini gerarchici ecclesiastici, noi vi supplichiamo, ascoltateci, Signore.”

Di conseguenza, è possibile che il Papa venga ad allontanarsi dalla santa Religione. […]

Abbiamo, dunque il dovere di resistere alle autorità ecclesiastiche, che tentano di imporre alla Chiesa la messa nuova, la libertà religiosa, l’ecumenismo, la fraternità universale, la collegialità e la sinodalità. Con questa precisazione che la nostra difesa è: circostanziale, temporanea e ristretta ai punti sui quali le autorità si allontanano dalla dottrina di sempre. Quando le autorità ecclesiastiche ritorneranno, senza condizioni, a insegnare e fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e fatto, noi, i nostri seminaristi, le nostre case religiose, le nostre chiese, cappelle e scuole, tutto sarà rimesso all’intera disposizione delle medesime autorità.

Finché ciò non accade, il miglior servizio che possiamo offrire alla Chiesa, al Papa e ai vescovi, è di resistere e di mantenere il nostro ministero per la salvezza delle anime, suprema legge della Chiesa. Continuare questo ministero sacerdotale, in conformità con la Chiesa di sempre.


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberaleCREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.


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