La prima enciclica di Leone XIV, «Magnifica humanitas», si inserisce nel solco della tradizione. Ovviamente non della Tradizione della Santa Chiesa Romana, ma quella grandi richieste di perdono Giovanni Paolo II.

Se a motivo dei mea culpa del Pontefice polacco ogni cattolico del globo era chiamato a fare pubblicamente ammenda per aver ritardato il progresso scientifico, massacrato innocenti per mezzo del Tribunali dell’Inquisizione, distrutto culture aborigene, oppresso le donne etc. etc., da oggi deve battersi il petto per la schiavitù.

Scrive Prevost ai nn. 170-174:

Tuttavia, non possiamo negare o minimizzare il ritardo con cui la Chiesa e la società hanno condannato il flagello della schiavitù … Si tratta di una ferita nella memoria cristiana a cui non possiamo considerarci estranei. È inevitabile provare un profondo dolore considerando l’enorme sofferenza e umiliazione che la schiavitù ha significato per tante persone, in contrasto con la loro dignità senza limiti, amata infinitamente dal Signore. Per questo, a nome della Chiesa, domando sinceramente perdono.

Dinanzi a quest’ennesima umiliazione della Chiesa da parte di chi dovrebbe difenderla e accrescerla, ci induce a comporre un piccolo promemoria apologetico da opporre alle consuete banalizzazioni, strumentalizzazioni e distorsioni messe in atto dai modernisti, nemici non solo della Verità rivelata ma pure della verità storica.

Troviamo condannata la riduzione in schiavitù in:

Nell’ultimo documento troviamo scritto:

La Chiesa cattolica, che abbraccia tutti gli uomini con carità di madre, quasi nulla ebbe più a cuore, fin dalle sue origini, come tu sai, Venerabile Fratello, che di vedere abolita e totalmente eliminata la schiavitù, che sotto un giogo crudele teneva moltissimi fra i mortali. Infatti, diligente custode della dottrina del suo Fondatore, che personalmente e con la parola degli Apostoli aveva insegnato agli uomini la fratellanza che li stringe tutti insieme, come coloro che hanno una medesima origine, sono redenti con lo stesso prezzo, e sono chiamati alla medesima eterna beatitudine, la Chiesa prese nelle proprie mani la causa negletta degli schiavi, e fu la garante imperterrita della libertà, sebbene, COME RICHIEDEVANO LE CIRCOSTANZE E I TEMPI, SI IMPEGNASSE NEL SUO SCOPO GRADUALMENTE E CON MODERAZIONE. Cioè, PROCEDEVA CON PRUDENZA E DISCREZIONE, domandando costantemente ciò che desiderava nel nome della religione, della giustizia e della umanità; con ciò fu GRANDEMENTE BENEMERITA DELLA PROSPERITÀ E DELLA CIVILTÀ DELLE NAZIONI.

Una monumentale affermazione di saggezza radicalmente opposta alle utopie e alle semplificazioni!



Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberaleCREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.


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