Volentieri presentiamo ai lettori questo utile estratto da Storia delle eresie, Vol. 2 di Sant’Alfonso M. de’ Liguori.


Nell’anno poi 1539 lo stesso Filippo Langravio ebbe da Lutero e da altri suoi compagni, fedeli ministri del vangelo (come si vantavano), quella celebre dispensa di tenere due mogli nello stesso tempo. Narra su ciò Varillas[1], che il Langravio era di un tal temperamento, che non si contentava di una sola moglie. Egli per altro prima di ammogliarsi ebbe orrore alla fornicazione, ma dopo il matrimonio una moglie non gli bastava; ed avendo allora già perduta la fede, si persuase che Lutero, e gli altri teologi della sua setta, gli dessero la dispensa di avere un’altra moglie; e ben l’indovinò, poiché fece adunare i medesimi in Vittemberga, dov’essi esaminarono le gran difficoltà che vi erano, e le scandalose conseguenze che ne sarebbero succedute; ma il timore di disgustare il Langravio prevalse alla legge di Gesù Cristo, ed alla propria coscienza.

Presso il citato autore[2], sta registrato il lungo rescritto, col quale conclusero la desiderata dispensa. Qui solamente ne accenno qualche cosa in breve. Dicono a principio, che non potevano introdurre nel nuovo testamento una legge dell’antico, che permetteva più mogli, avendo detto il Signore: Erunt duo in carne una. Dicono poi, che la legge evangelica può ricever dispensa in certi casi, ed uno di questi decretarono esser quello del principe; ma, per evitare lo scandalo, giudicarono che il secondo matrimonio si facesse in segreto avanti poche persone; e sottoscrissero al gran rescritto del concilio luterano, Lutero, Melantone, Bucero e cinque altri simili dottori. E così si effettuò il matrimonio in segreto in presenza di Melantone, Bucero e di sei altre persone. Il Langravio, come porta il Tuano, morì poi nell’anno 1567.

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[1] T. 1. l. 7. p. 530. col. 2.

[2] P. 531.