L’Ufficio della festa del Santissimo Corpo di Cristo, composto da San Tommaso d’Aquino per ordine di Urbano IV nel 1264, si apre con queste parole: «Sacerdos in aeternum Christus Dominus secundum ordinem Melchisedech, panem et vinum obtulit» (Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisek, Cristo Signore offrì pane e vino). Scopriamo il significato di questa bellissima antifona rileggendo questo passaggio di San Giovanni Crisostomo (Homilia XXXV in Genesim, 5, PG 54, 328).


«E Melchisedec», dice la Scrittura, «re di Salem, offrì pane e vino. Egli era sacerdote del Dio altissimo» (Gen. XIV, 18). Cosa significa questa osservazione: “Re di Salem e Sacerdote del Dio altissimo”? Certamente era re di Salem. Infatti, anche il beato Paolo, scrivendo a coloro che tra gli Ebrei avevano creduto, dopo averlo introdotto e aver trattato del suo nome e della sua città, ne interpreta simultaneamente il significato. Usando una sorta di etimologia, dice: «Melchisedec, re di giustizia» (Eb 7,2). Infatti, secondo la lingua ebraica, Melchi significa “re” e Sedec “giustizia”. E quando giunge al nome della città, dice: «Re di pace»; infatti Salem è lo stesso che “pace”. Era sacerdote, forse perché “nato da se stesso” (ovvero senza una successione sacerdotale stabilita), poiché così erano i sacerdoti a quel tempo; oppure ricevette questo onore dai suoi per via della sua età avanzata, o ancora egli stesso si dedicò al sacrificio, così come Noè, Abele e Abramo quando offrirono i loro sacrifici. D’altra parte, egli doveva essere il tipo (prefigurazione) di Cristo. Per questo Paolo lo intende così, dicendo: «Senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, reso simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote in eterno» (Eb 7,3). Come potrai dire che sia possibile per un uomo essere senza padre, senza madre, senza genealogia e non avere né inizio né fine di vita? Hai udito che egli era una figura: dunque non meravigliarti e non cercare ogni cosa nel tipo. Infatti, non sarebbe un tipo se possedesse tutte le caratteristiche che si riscontrano nella realtà. Cosa significa dunque ciò che viene detto? Come quello, si dice, è chiamato “senza padre e senza madre” perché non vi è memoria di coloro che lo generarono, e “senza genealogia” perché la sua stirpe non viene censita, così anche Cristo è detto (ed è) senza genealogia, poiché non ha madre in cielo né padre sulla terra. Vedi come, attraverso l’onore conferito al patriarca (Abramo), ci viene suggerito un qualche mistero. Egli offrì infatti pane e vino. Vedendo il tipo, pensa alla realtà e ammira la forza della Divina Scrittura, come nei secoli passati e fin dal principio abbia prefigurato le cose future.

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