La domenica quarta dopo la Pentecoste è legata alla festa cioè dei santi Apostoli Pietro e Paolo (29 di giugno) e quindi naturalmente il Vangelo della messa è quello della pesca miracolosa di san Pietro raccontata da san Luca (V, 1-11) che contiene, secondo per esempio l’interpretazione di sant’Ambrogio, una chiara affermazione del Primato di san Pietro e dei Romani Pontefici. Ma questa stessa pericope se indica ai fedeli chi è il loro Capo visibile, a questo stesso Capo visibile indica i suoi doveri di stato, fra quali ha il primo posto tutto il contrario del dialogo ecumenico e interreligioso.
di Cornelio a Lapide
«Ex hoc jam homines eris capiens sunt eum» (Luc. V, 10). In greco ζωγρῶν (zōgrōn), da ζωγρέω (zōgreō), in primo luogo si traduce “vado a caccia di un animale” da ζῶον (zōon), animale, e ἀγρέω (agreō) o ἀγρεύω (agreuō), catturare; secondo la nostra traduzione Vulgata “catturante”, “cacciante”, “pescante”. Da qui la versione araba traduce: «da ora in poi sarai un pescatore che pescherà uomini». Vale a dire: tu, o Pietro, in seguito catturerai gli uomini non come belve con reti e ferite, ma come pesci che vengono catturati illesi dalla rete; allo stesso modo tu catturerai e pescherai gli uomini non con le armi, ma con la virtù e l’efficacia dello Spirito. In secondo luogo, puoi far derivare ζωγρέω (zōgreō) daζῶν (zōn), cioè “vivente / vivo”, ed ἔγρομαι (egromai) o ἐγείρω (egeirō), cioè “sveglio un vivo, richiamo alla vita, vivifico”. Onde Sant’Ambrogio (nel libro V dell’Hexameron, cap. VI) traduce: «Sarai vivificatore di uomini». Il siro traduce: «D’ora in poi pescherai uomini per la vita». Vale a dire: i pescatori pescano i pesci con la rete e li tirano fuori dall’acqua per la morte, affinché cioè siano sgozzati, cucinati e mangiati; tu invece, o Pietro, pescherai gli uomini non per la morte ma per la vita, anzi risusciterai i morti nel peccato alla vita della grazia; in modo tale, evidentemente, che i pesci catturati da te muoiano quasi al peccato, alla concupiscenza e alla vita precedente, ma vivano della vita della grazia e divina, e siano per così dire incorporati a Dio per mezzo della grazia e della carità, proprio come i pesci mangiati dagli uomini vengono incorporati a questi ultimi e vivono in essi di una vita più nobile, poiché sono animati dall’anima umana. Così Origene nell’omelia 16 su Geremia e San Giustino nelle Quaestiones ad Gentiles, Questione XL. In senso allegorico la nave di Pietro è la Chiesa, il cui padrone e per così dire principe è Pietro e i suoi successori, i Romani Pontefici. Il Pontefice è dunque il primo e supremo pescatore, al quale viene detto da Cristo: «Sarai catturatore di uomini». Spetta dunque al Pontefice, da sé stesso e per mezzo dei suoi legati, dei sacerdoti e dei religiosi da lui inviati, convertire gli infedeli, i saraceni, gli eretici, ecc., proprio come i primi Pontefici, i santi Clemente, Lino, Cleto, Cornelio, Fabiano, Urbano, ecc., convertirono i Romani e mandarono uomini apostolici in Spagna, Africa, India, ecc., i quali convertirono i nativi a Cristo. Così San Gregorio mandò Sant’Agostino in Inghilterra, il quale la convertì.
Commentaria in Scripturam Sacram R. P. Cornelii a Lapide, tom. XVI, Parisiis, MDCCCLXXVII, pp. 108-109

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