Ai nostri lettori offriamo una traduzione dell’articolo originale francese, pubblicato su La Porte Latine [RS].
L’abbigliamento dice qualcosa di noi stessi.
Nelle grandi occasioni è facile comprendere come l’abito conti: una sfilata di militari senza uniforme, un direttore generale senza giacca né cravatta o una sposa senza il suo abito ci sembrano inverosimili.
Che lo si voglia o no, l’abbigliamento conta. Dice qualcosa di noi, dice chi siamo e come vogliamo apparire. Per convincersene, basta soffermarsi sulla preoccupazione che può avere una madre di famiglia nel vestire i suoi bimbi, e su quanto sia mortificata nel vedere i suoi cari piccoli tornare da scuola con i vestiti macchiati o strappati. A teatro si vede chiaramente che il costume gioca il suo ruolo e definisce un personaggio.
Qual è il nostro ruolo? … non a teatro, ma nella realtà, nella nostra vita di tutti i giorni, per noi che siamo battezzati? Quale abbigliamento corrisponde a questo ruolo?
Senza entrare in tutti i dettagli, queste poche righe si propongono di offrire alcuni elementi di riflessione su un’eleganza cattolica.
L’eleganza, segno di rispetto
Oltre agli aspetti puramente pratici, la scelta dell’abbigliamento denota il rispetto che si desidera ispirare o che si vuole accordare al prossimo. L’abito della domenica esprime il rispetto per la maestà divina. L’uniforme dei militari ispira rispetto e segna il rispetto per le cerimonie in cui viene indossata. Al contrario, vi è una forma di disprezzo nel trascurare il proprio abbigliamento nelle occasioni in cui si dovrebbe manifestare rispetto. Prima di presentarsi all’altare, il sacerdote indossa non solo la talare, segno della sua consacrazione a Dio, ma anche diversi paramenti che manifestano, attraverso ricchi simbolismi, che egli agirà in persona Christi.
Nella maggior parte dei casi, questa eleganza, che è segno di rispetto, ha un costo e un’esigenza. L’abito elegante è delicato, si sporca facilmente, è costoso e impone persino una certa compostezza nei gesti. Bisogna averne cura e ci invita a comportarci meglio. Che lo si voglia o no, l’abbigliamento adatto allo sport non manifesta il rispetto che suscita un abito completo da uomo. Chi oserebbe presentarsi in pantaloncini a un colloquio di lavoro per la direzione finanziaria di un grande gruppo? Rischierebbe di non essere preso sul serio.
Le convenzioni sociali possono variare a seconda dei paesi e delle epoche, ma, in ogni caso, per esprimere il rispetto bisogna accettare di scomodarsi. Certamente, l’attenzione rivolta allo sguardo altrui può diventare eccessiva con il rispetto umano, ma la cura della propria apparenza è legittima. L’eleganza è esigente e, già solo per questo, mette in gioco delle virtù e presuppone un’educazione. Quali sono le ragioni di queste esigenze?
Come s’irradia l’eleganza cattolica?
L’uniforme, oltre a segnare un rispetto, indica un ruolo nella società. Per cogliere le ragioni positive di una eleganza cattolica, bisogna innanzitutto domandarsi che cosa dovrebbe irradiare un cattolico.
La fede gli ricorda innanzitutto che ha un’anima spirituale e immortale che anima un corpo mortale. Per la grazia del battesimo, egli porta in sé la presenza della Santissima Trinità. Il corpo di un cristiano è il tempio dello Spirito Santo. La dignità del cristiano richiede un profondo rispetto. Ecco perché un cattolico ha il dovere di riflettere la perfezione divina attraverso il suo atteggiamento e il suo abbigliamento. Ci sono abbigliamenti trasandati che non si addicono a un cattolico consapevole della propria dignità: noblesse oblige. D’altronde, spesso queste mode trasandate sono state introdotte in nome della rivolta contro la società e contro Dio. I rivoluzionari conoscono bene l’importanza dell’abbigliamento e dell’uniforme.
Se il vestito esprime qualcosa dell’anima, ciò è particolarmente vero al femminile. È facile constatare che, fin dalla tenera infanzia, la donna è molto sensibile a questo argomento. Se ne preoccupa più dell’uomo. Il corpo femminile, ultimo capolavoro uscito dalle mani del Creatore, tempio della vita, richiede infatti un rispetto del tutto particolare. Mentre l’uomo riflette la perfezione divina piuttosto attraverso il suo vigore, la donna lo fa maggiormente attraverso la sua eleganza e la sua bellezza. L’eleganza cristiana appare dunque come una missione particolarmente femminile.
Se il salmo 44 sottolinea che il Cristo è il più bello tra i figli dell’uomo, la liturgia insiste molto di più sulla bellezza di sua Madre: «Tutta bella sei», l’Ave Regina Cælorum ritorna più volte su questa lode, ed è quasi il segno distintivo di colei che è benedetta tra tutte le donne quando appare sulla terra. A Pontmain, i bambini ne perdono l’appetito; a Fatima, la piccola Giacinta non può fare a meno di parlarne; la Vergine Maria appare sempre radiosa di bellezza e di purezza. L’abito curato che indossa gioca un ruolo fondamentale, coronando questa eleganza.
Per riflettere la bellezza pura e radiosa della Vergine Maria, a una ragazza ci vuole molto coraggio. Dovrà lottare contro il rispetto umano, ma ispirerà rispetto e non misurerà mai appieno tutta la felice influenza dei suoi sforzi nella pratica della virtù della modestia.
Pudore e bellezza
Per andare più a fondo e dare la ragione profonda della necessità e dell’importanza dell’abbigliamento, dobbiamo risalire al peccato originale. Il nostro catechismo offre una luce decisiva su questa questione che, a prima vista, poteva sembrare del tutto secondaria.
Ci sarebbero state belle tenute se non ci fosse stato il peccato originale? È difficile dirlo. Ma la Rivelazione ci insegna che il disordine provocato nella nostra natura dal peccato originale ha spinto Adamo ed Eva a vestirsi. L’abbigliamento è necessario non perché il corpo sia cattivo, ma a causa della ferita della concupiscenza. Per via di quest’ultima, la sensualità non è più perfettamente governata dalla ragione. Questa rivolta interna è una sanzione della rivolta del peccato originale contro Dio.
Sorge allora, in Adamo ed Eva, un sentimento molto nobile che si chiama pudore: la vergogna per l’anima umana della disobbedienza della carne. Non si tratta di una vera e propria virtù, poiché presuppone in noi uno stato imperfetto, ma è una bella disposizione che salvaguarda la virtù. Come afferma sant’Ambrogio: «Essa è la compagna della purezza e la sua presenza rende la castità più sicura[1].» Nello stato di miseria conseguente al peccato originale, l’uomo e la donna si rispettano velando ciò che può risvegliare la concupiscenza, per manifestare la spiritualità dell’anima e farla irradiare.
C’è di più. Dio stesso interviene direttamente presso i nostri progenitori e viene in soccorso della loro confusione: «Dio fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle e li rivestì[2].» Questa solenne imposizione di un abito ampio e lungo da parte di Dio ne sottolinea l’importanza morale. L’abito ampio, è facile comprenderlo, maschera il lato animale, veste il corpo, esprime una certa nobiltà, ispira il rispetto e la purezza. Questa è la bellezza di una creatura composta da un corpo di carne e da un’anima spirituale e immortale.
Si comprendono allora gli incoraggiamenti di Pio XII alle giovani dell’Azione Cattolica che si lanciavano in una crociata per la modestia cristiana: «Oggi, dilette figlie, la crociata non è con la spada, col sangue o col martirio, ma con l’esempio, con la parola e con l’esortazione. Contro le vostre energie e i vostri propositi insorge, quale nemico capitale, il demonio dell’impurezza e della licenza dei costumi. Levate altamento il capo verso il Cielo, donde il Cristo e la Vergine Immacolata, sua madre, vi contemplano. Siate forti e inflessibili nel compimento del vostro dovere di cristiane. Prendete la difesa della purezza, marciando contro la corruzione che rende molle la gioventù… Che la regina degli angeli, vittoriosa del serpente insidioso, tutta pura, tutta forte della sua purezza, sostenga i vostri sforzi in questa crociata che essa vi ha ispirato[3].»
Fonte: Le Saint Vincent n°42
Immagine di RS creata con l’AI.
[1] Sant’Ambrogio, De officiis, I, 20
[2] Genesi 3, 21
[3] Pio XII, Discorso del 22 maggio 1941 alle giovani dell’Azione Cattolica di Roma
Seguite Radio Spada su:
- Libreria: www.edizioniradiospada.com;
- Telegram: https://t.me/Radiospada;
- Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Vb6hdpz2phHESIThpn12;
- Instagram: https://instagram.com/radiospada;
- Twitter: https://twitter.com/RadioSpada;
- YouTube: https://youtube.com/user/radiospada;
- Facebook: https://facebook.com/radiospadasocial
- Gloria.tv: https://gloria.tv/Radio%20Spada.
